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Il coordinatore stunt: lavora dietro ogni caduta o inseguimento

Progetta cadute, risse e inseguimenti proteggendo tutti sul set: dal 2028 l'Academy premia finalmente la sua arte. Ecco chi è e cosa fa il coordinatore stunt.

by Redazione

Un’auto che rotola nell’aria, una caduta da dieci piani, una rissa girata in un unico piano sequenza: dietro ogni sequenza d’azione che vi fa stringere i braccioli della poltrona c’è una figura che il grande pubblico raramente nomina, ma senza la quale il cinema di genere semplicemente non esisterebbe. È il coordinatore stunt, e per la prima volta in quasi un secolo di storia degli Academy Awards sta per avere il riconoscimento che gli spetta.

L’annuncio è di quelli che segnano un’epoca. Il Board of Governors dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha creato un premio Oscar competitivo per l’achievement in stunt design, che debutterà alla centesima cerimonia nel 2028 per i film usciti nel 2027. L’ultima categoria introdotta prima era stata quella per il casting, istituita nel 2024. A guidare la battaglia per il riconoscimento è stato uno che questo mestiere lo conosce da entrambi i lati della macchina da presa: il regista e produttore David Leitch (The Fall Guy, Bullet Train, Deadpool 2), che ha iniziato proprio come stunt performer e coordinatore prima di passare alla regia.

Ma cosa fa, concretamente, questa figura?

Chi legge il copione prima che si accenda una sola luce

Il coordinatore stunt non arriva a riprese avviate: entra molto prima. Assunto in pre-produzione e presente fino all’ultimo giorno di riprese, è responsabile della progettazione, del casting e dell’esecuzione di tutte le sequenze d’azione fisica, proteggendo ogni persona sul set. Il suo lavoro comincia con la lettura del testo: legge la sceneggiatura prima ancora che una singola camera venga montata, individua ogni momento che richiede un performer specializzato e traduce quei momenti in sequenze precise e ripetibili, capaci di soddisfare la visione del regista senza rischi inutili.

Questa è la tensione che definisce il mestiere. Spettacolo e sicurezza: il doppio mandato è la vera anima contraddittoria del lavoro. Da un lato serve un’azione che tolga il fiato, dall’altro nessuno deve farsi male per ottenerla. E a differenza di altri capi reparto, il coordinatore stunt non delega e sparisce: resta hands-on per tutta la lavorazione, dirige le prove, monta i rig, comunica gli aggiustamenti al regista e al direttore della fotografia in tempo reale.

Progettare, scritturare, coreografare

Ridurre il ruolo alla sola supervisione sarebbe un errore. A partire dal copione, il coordinatore identifica ogni sequenza che richiede un performer addestrato, crea un documento di stunt breakdown, sviluppa la coreografia dell’azione insieme al regista, assume e gestisce la squadra, costruisce i piani di sicurezza e dirige le sequenze sul set. È insieme architetto creativo e responsabile della sicurezza.

C’è poi la parte spesso invisibile: il casting. Il coordinatore stunt partecipa alla scelta dei performer che eseguiranno le acrobazie nel film. Non tutti gli stunt sono uguali, e chi guida il reparto sa che uno può essere specializzato in acrobazie in acqua o subacquee, un altro nelle acrobazie aeree. Serve la persona giusta per il rischio giusto.

E poiché lo stunt più spettacolare del mondo è inutile se non “legge” bene in camera, il coordinatore vive in dialogo costante con il resto della troupe. Deve restare in comunicazione continua con regista, aiuto regista e operatore di macchina per assicurarsi che l’azione funzioni sullo schermo. Il coordinamento arriva fin nei dettagli apparentemente minori: lavora con trucco, acconciature e costumi per garantire la sicurezza del performer mentre si realizza e si filma la scena.

Non confondiamolo con lo stunt performer (e con gli altri)

Qui si annida l’equivoco più comune. Lo stunt performer è chi esegue materialmente l’acrobazia; il coordinatore stunt è chi la pensa, la costruisce, la scrittura e ne risponde. Prima di guidare un reparto, i coordinatori hanno di norma anni di esperienza come performer professionisti, passando poi per il ruolo di fight coordinator e infine di coordinatore. È un mestiere in cui si “invecchia” salendo di responsabilità, non un punto di partenza.

Altra distinzione utile: il coordinatore stunt non è il supervisore agli effetti speciali (che gestisce esplosioni, pioggia, meccanica di scena) né il regista della seconda unità (che dirige riprese aggiuntive, pur spesso sovrapponendosi al mondo dell’azione). E soprattutto, la sua bussola è una sola. Data la natura pericolosa del lavoro, la responsabilità principale del coordinatore stunt è garantire la sicurezza di tutto il cast e di tutta la troupe quando si eseguono le acrobazie sul set. Non è un dettaglio burocratico: è la ragione per cui esiste la figura. Tocca al coordinatore creare un ambiente di dialogo aperto, in cui dubbi e problemi si risolvano senza timore di ritorsioni, assicurando prove adeguate, pianificazione e verifica delle credenziali dei performer.

Perché un Oscar, e perché adesso

Il valore culturale del riconoscimento sta tutto nella storia del mestiere. Nel motivare la nuova categoria, Leitch ha ricordato che gli stunt sono essenziali in ogni genere di film e affondano le radici nella storia dell’industria, dal lavoro pionieristico di Buster Keaton, Harold Lloyd e Charlie Chaplin fino ai designer, coordinatori, performer e coreografi di oggi. È una linea che unisce le comiche mute alle grandi saghe d’azione contemporanee.

La spinta decisiva è arrivata da una campagna corale, con un traino pop non indifferente. The Fall Guy, diretto da Leitch e interpretato da Ryan Gosling ed Emily Blunt, è diventato strettamente legato alla campagna per valorizzare il lavoro dei professionisti dello stunt. Restano nodi da sciogliere, tipici di una categoria nuova: quali nomi finiranno sulla statuetta, come bilanciare la componente di design e quella di performance, e come i votanti dovranno giudicare sequenze complesse e altamente collaborative; le regole e le procedure di voto sono attese nel 2027.

La conquista, però, è già simbolicamente enorme. A un secolo dalla nascita degli Oscar, chi progetta le cadute, le risse e gli inseguimenti in auto ha finalmente una categoria che dà un nome alla sua arte.

La prossima volta che un inseguimento vi lascerà senza fiato, ricordate che dietro c’è qualcuno che l’ha disegnato al millimetro perché nessuno si facesse male. Dal 2028 quel qualcuno potrà salire sul palco. Per capire come si incastra con tutte le altre professioni di un set, vale la pena leggere il nostro pillar “Chi fa cosa sul set di un film”.

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