Attenzione: recensione con spoiler
Per cinque puntate Lanterns ha promesso un supereroe. Poi, proprio quando il momento sembrava finalmente a portata di mano, glielo toglie. “Lights Out” è la puntata più violenta e più risolutiva della prima stagione, quella che chiude i conti aperti dal 2016 e manda in fiamme Rushville, Nebraska. Ma la cosa che resta impressa non è un’esplosione: è John Stewart che stringe l’anello di Green Lantern, lo guarda, e decide di restituirlo.
La resa dei conti di Rushville
Dopo quattro episodi passati a incastrare i pezzi di un giallo di provincia, Chris Mundy sceglie di far detonare tutto in una volta sola. Hal Jordan entra nella puntata sotto pressione da ogni lato: i Guardiani hanno votato per rimuoverlo e mettere John al suo posto, Sinestro lo spinge a dimostrare che il ragazzo non è pronto, e il caso della Manhunter è diventato una faccenda personale. La sua contromossa è cinica: spedisce Antaan e i suoi contro William Macon, spacciandolo per la Manhunter. Antaan lo uccide, capisce di essere stato ingannato, e prova a portarsi dietro Hal facendosi saltare in aria con l’esplosivo innestato nel suo scheletro. Hal ne assorbe la detonazione dentro uno scudo dell’anello.
Il vero bersaglio, però, è sempre stata Zoe Macon. È lei la Manhunter, l’entità che tiene in pugno l’intera cittadina, e la puntata mostra per la prima volta quanto sia potente. Lo scontro finale si consuma tra le macerie di un motel, con Hal e John che si affrontano mentre lei arriva a cercare l’anello. È John a chiudere la partita: aspetta Zoe, la persona a cui si era avvicinato durante l’indagine, e le spara. Lei sorride e accetta la sua fine. John le strappa il cuore cristallizzato e prende l’anello dalle dita di Hal. Poorna Jagannathan regge quella scena con una calma che vale più di qualsiasi effetto speciale.

John Stewart e l’anello che non vuole
Qui la serie fa la sua mossa più intelligente. Il copione manuale prevedeva l’incoronazione: quattro episodi di attesa, poi il giuramento e il nuovo Green Lantern. Britt-Gibson e Patel scelgono l’esatto contrario. Al bar, davanti alla Guardiana Lianna (una Laura Linney che sottrae invece di caricare), John consegna il cuore della Manhunter come prova che la minaccia è finita, ammette di aver passato la vita a immaginare come si sarebbe sentito con l’anello al dito, e confessa che quell’anello lo lascia vuoto. Non trionfante: svuotato. Non vuole diventare quello che è diventato Hal.
Così restituisce l’anello e se ne va, senza pronunciare il giuramento, mentre Rushville brucia alle sue spalle. È una disillusione costruita con precisione, e ribalta il senso di tutto quello che abbiamo visto: la struttura da detective story non era una cornice in attesa dell’origine supereroistica, era il punto. Lanterns racconta cosa costa il potere prima ancora di concederlo, e tiene fede a quel tono grezzo rinunciando all’applauso facile.

Cosa cambia per la seconda metà della stagione
Con il giallo del 2016 archiviato, restano tre puntate e un salto in avanti. Dall’episodio sei la storia dovrebbe spostarsi nel 2026, cioè verso il mistero seminato nel pilot: la morte di Hal Jordan nel presente. È la scommessa che rende sensato tutto l’impianto a doppio binario, e la puntata la prepara chiudendo un capitolo per aprirne uno più grande.
Restano fili scoperti, e il principale è Sinestro: la sua manipolazione del conflitto tra i due Lanterns non ha ancora mostrato il vero disegno, e il cambio di epoca potrebbe essere il momento in cui la sua agenda viene a galla. La domanda vera per la seconda metà, però, è un’altra: la coppia Chandler-Pierre ha retto il peso emotivo del giallo, ma un John che ha rifiutato l’anello e un Hal destinato a morire dovranno reggerlo su un terreno del tutto nuovo. “Lights Out” chiude bene perché sceglie il gesto scomodo al posto di quello atteso. La stagione si gioca ora sulla capacità di non tradire quella scelta.












