Niente palazzetto, niente stadio. Solo prato. Chilometri di persone una accanto all’altra, fino a dove arrivava l’occhio.
E in mezzo, lui. Solo con il pianoforte e la sua chitarra.
Dalle prime note di 22 settembre fino all’ultimo Il Ballo delle Incertezze, Nicolò ha cantato per una folla che sembrava non finire mai.
250.000 telefonini accesi come stelle. 250.000 voci su Pianeti, I tuoi dettagli, Tutto questo sei tu.
Quando ha attaccato L’eternità si è fatto silenzio. Un silenzio di un quarto di milione di persone. Ti veniva la pelle d’oca.
Lui si fermava ogni tanto e diceva “grazie Roma”. Perché riempire un prato così non è normale. Ci vogliono anni di canzoni che entrano nelle ossa.
Due ore e mezza in cui abbiamo capito tutti la stessa cosa: quando la musica è vera, non ci sono distanze.
È stato il concerto più grande della sua carriera. Forse uno dei più grandi mai fatti in Italia.
Un pensiero a parte
Ieri sera a Tor Vergata c’erano 250.000 persone su quel prato infinito.
Tra loro ne mancava una.
Martina Bernardo fondatrice di Like in a Movie, anima libera e grande fan di Ultimo.
Il suo posto sarebbe stato lì, a cantare a squarciagola ogni parola.
E guardando il cielo abbiamo pensato che la stella più luminosa eri tu, Marty.
Siamo sicuri che anche tu lo stavi ascoltando, Dall’alto ma con lui.
Per te. Sempre.












