Home Curiosità‘Arma Letale’, la coppia più esplosiva del poliziesco

‘Arma Letale’, la coppia più esplosiva del poliziesco

Da Richard Donner a Mel Gibson: la storia dei quattro film con Riggs e Murtaugh, della serie TV e del quinto capitolo ancora fermo.

by Mauro Terrone

Martin Riggs si infila la canna della pistola in bocca, seduto sul letto della sua roulotte in riva all’oceano, e scoppia a piangere. È la mattina in cui lo conosciamo, nel 1987, e in quel gesto disperato c’è già tutto quello che distingue Arma Letale dalle decine di polizieschi a coppia che il decennio aveva sfornato: sotto le sparatorie e le battute batte un cuore ferito, un uomo che all’azione ci si aggrappa perché è l’unica cosa che lo tiene in vita.

Quattro film in undici anni, una coppia diventata modello per tutto il cinema d’azione a venire, una serie televisiva e un quinto capitolo che da quasi vent’anni resta sospeso. La saga di Riggs e Murtaugh è una delle più longeve e riconoscibili del poliziesco americano, e ripercorrerla significa attraversare la trasformazione del blockbuster tra gli anni ottanta e novanta.

Arma Letale, il western urbano di Shane Black e Richard Donner

Il primo film esce negli Stati Uniti il 6 marzo 1987, diretto da Richard Donner su una sceneggiatura di Shane Black, allora sceneggiatore esordiente e destinato a diventare uno dei nomi più pagati di Hollywood. Black aveva in mente un western urbano più cupo del film che poi arrivò in sala: un uomo violento, quasi irrecuperabile, che proprio per la sua disperazione diventa lo strumento capace di risolvere il caso.

Il congegno è semplice e perfetto. Roger Murtaugh (Danny Glover) è un sergente della omicidi che ha appena compiuto cinquant’anni e pensa solo ad arrivare alla pensione tutto intero. Gli affiancano Martin Riggs (Mel Gibson), ex forze speciali passato per la narcotici, reso instabile e suicida dalla morte della moglie. Il vecchio prudente e il giovane senza più niente da perdere: l’attrito tra i due, prima diffidenza poi amicizia, è il vero motore del film. Gary Busey completa il quadro come Mr. Joshua, sicario glaciale al servizio di un traffico di eroina gestito da ex militari.

Costato quindici milioni di dollari, il film ne incassa oltre centoventi in tutto il mondo e ottiene una candidatura all’Oscar per il miglior sonoro. Ma il dato che conta è un altro: la formula Riggs-Murtaugh diventa un riferimento per il poliziesco d’azione, e la sceneggiatura di Black uno dei copioni più imitati del periodo. Il suono, poi, è già identità precisa: l’orchestra di Michael Kamen, la chitarra di Eric Clapton cucita addosso a Riggs, il sax di David Sanborn.

Arma Letale 2, quando la saga trova il suo tono

Nel 1989 Donner torna dietro la macchina da presa con una sceneggiatura di Jeffrey Boam. Arma Letale 2 è il film che fissa la ricetta destinata a reggere tutta la serie: più commedia, più spettacolo, un nuovo comprimario a ogni giro. Qui entra Joe Pesci nei panni di Leo Getz, contabile logorroico sotto protezione, personaggio pensato per alleggerire e diventato subito parte della famiglia.

I cattivi sono diplomatici sudafricani che sfruttano l’immunità per coprire i loro traffici, un bersaglio che nel 1989 aveva un peso politico evidente. Patsy Kensit è l’interesse amoroso di Riggs, in una parentesi che il film usa anche per approfondire la solitudine del personaggio. Con trenta milioni di budget e oltre duecentoventisette di incasso, il secondo capitolo consolida la saga come uno dei marchi più solidi della Warner.

Arma Letale 3, il picco commerciale e l’arrivo di Lorna Cole

Il terzo film, del 1992, è quello che incassa di più: oltre trecentoventi milioni nel mondo, il massimo dell’intera serie. Donner dirige di nuovo, alla fotografia c’è Jan de Bont, di lì a poco regista di Speed. La novità di questo capitolo ha un nome, Lorna Cole, interpretata da Rene Russo: agli affari interni, dura quanto Riggs, capace di tenergli testa colpo su colpo. Per la prima volta il personaggio di Gibson trova qualcuno alla sua altezza, e la storia d’amore che ne nasce diventa uno dei fili portanti del resto della saga.

Attorno a Murtaugh, intanto, il film costruisce il tema dell’invecchiamento e del pensionamento imminente, mentre l’antagonista è un ex poliziotto corrotto, Jack Travis, interpretato da Stuart Wilson. È il capitolo in cui la componente familiare, il rapporto tra i due protagonisti e le rispettive vite private pesa quanto l’azione.

Arma Letale 4, l’ultimo giro con Jet Li e Chris Rock

Il 10 luglio 1998 arriva Arma Letale 4, di nuovo firmato da Donner. È l’ultimo film della saga uscito al cinema e l’ultimo che il regista dirigerà prima della morte. Il tono è quello di una rimpatriata: Riggs e Murtaugh sono più anziani, alle prese con la paternità imminente e con i propri acciacchi, mentre la banda si allarga ancora. Chris Rock entra come il giovane detective Lee Butters, e soprattutto arriva Jet Li nel ruolo del killer delle triadi cinesi Wah Sing Ku, esordio internazionale che lo lancia a Hollywood come uno dei villain più temibili del decennio.

Il film incassa oltre duecentottantacinque milioni, ma la critica lo accoglie con freddezza e la sensazione, condivisibile, è quella di una formula ormai affaticata, con troppi personaggi a contendersi lo spazio. Resta però un finale di ciclo coerente, che chiude sul tema della famiglia allargata che la saga aveva coltivato per undici anni.

La serie TV e il tentativo di ripartire senza Gibson e Glover

Nel 2016 la Fox prova a rilanciare il marchio in televisione con una serie sviluppata da Matt Miller. Al posto di Gibson e Glover ci sono Clayne Crawford, nei panni di un Riggs più giovane, ex Navy SEAL, e Damon Wayans come Murtaugh. Il prodotto funziona, ma dietro le quinte le tensioni tra i due protagonisti degenerano: Crawford viene licenziato dopo la seconda stagione, il suo Riggs muore in chiusura di stagione e nella terza subentra Seann William Scott, non come Riggs ma come un personaggio nuovo, Wesley Cole.

L’equilibrio non regge: Wayans annuncia l’uscita di scena, e la serie viene cancellata nel 2019 dopo tre stagioni e cinquantacinque episodi. Un esperimento interessante che conferma, se ce ne fosse bisogno, quanto la chimica tra i due volti originali fosse difficile da replicare.

Arma Letale 5, il capitolo fantasma di Mel Gibson

Un quinto film si insegue da anni. Il progetto era partito sotto Richard Donner, scomparso nel 2021, e dopo la sua morte è stato Mel Gibson a raccoglierne il testimone, con l’intenzione di dirigerlo e di tornare nei panni di Riggs, affiancato ancora da Danny Glover come Murtaugh.

Nelle sue dichiarazioni più recenti Gibson racconta di aver completato la sceneggiatura insieme a Richard Wenk e di considerarla la migliore della serie. Il film che ha in mente è diverso dai precedenti: una storia a sé, che si riallaccia solo in minima parte al passato, con due protagonisti ormai anziani, uno in pensione e l’altro dietro una scrivania, meno esplosioni e un impianto più intimo. A bloccare tutto, spiega, sono le turbolenze societarie che hanno investito i grandi studi, con il progetto rimasto incastrato tra la Warner Bros. e la Paramount, e un possibile sblocco che l’attore stesso colloca, con prudenza, entro un anno circa. Nulla di confermato, però: al momento non ci sono né una data di uscita né l’avvio ufficiale della produzione.

A quasi quarant’anni dal primo film, la saga di Arma Letale si è guadagnata un posto stabile nella memoria del genere non per la spettacolarità delle sue sparatorie, invecchiate come tutte, ma per la coppia al suo centro. Il segreto è sempre stato lì: un uomo che ha smesso di aver paura di morire e un uomo che ha una famiglia per cui vale la pena tornare a casa la sera. Da quell’attrito nasce tutto, la commedia, l’azione, la commozione. È la ragione per cui, capitolo fantasma o no, quei due poliziotti continuano a interessarci.

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