Quasi trent’anni dopo l’ultima volta di Riggs e Murtaugh sullo schermo, Mel Gibson torna a parlare di Arma Letale 5 e per la prima volta racconta di cosa parlerà il film. Parlando con Steven Weintraub di Collider al Fan Expo Boston, l’attore ha offerto i primi dettagli concreti su una trama rimasta finora avvolta nel mistero, insieme a una previsione, prudente, su quando il sequel potrebbe finalmente entrare in produzione.
Il progetto è in cantiere da anni senza mai riuscire a decollare. Gibson ha rivelato che lui e lo sceneggiatore Richard Wenk hanno completato la sceneggiatura di Arma Letale 5, e che resta intenzionato a dirigere personalmente il film, dopo la scomparsa di Richard Donner, morto a 91 anni nel 2021. Il quinto film ha un legame particolarmente personale con Donner, che aveva diretto tutti e quattro i precedenti capitoli della saga prima della sua morte.
Su questo Gibson non ha dubbi: “penso che il quinto copione sia migliore di tutti gli altri”. È un giudizio netto, che l’attore ha legato proprio all’eredità di Donner: la sceneggiatura, ha raccontato, è stata scritta chiedendosi cosa avrebbe fatto il regista scomparso.

Una storia a sé, con Riggs e Murtaugh invecchiati
I dettagli sulla trama sono la vera novità. Gibson ha spiegato che il film “torna ai precedenti solo in minima parte, ma è una storia tutta sua”. Il cuore del racconto si sposta sui due protagonisti e sul tempo che è passato. “I personaggi sono molto diversi. Sono più vecchi. Uno è in pensione. L’altro sta dietro a una scrivania”, ha detto, aggiungendo il dettaglio quasi comico di un Murtaugh appesantito.
Secondo Gibson, la trama farà un salto in avanti fino ai giorni nostri, mentre il duo affronta le difficoltà dell’invecchiare e i cambiamenti di carriera, con uno dei due in pensione e l’altro dietro a una scrivania. L’impianto, insomma, sembra costruito attorno a dove questi personaggi si troverebbero realisticamente dopo quasi trent’anni, più che su un’operazione nostalgia.
Cambia anche il registro dell’azione. Gibson ha detto che il film avrà un’attenzione maggiore sui personaggi, più che sulle “grandi esplosioni” viste nei capitoli precedenti, pur promettendo materiale sufficiente per gli amanti del genere. Un approccio più asciutto e a basso profilo tecnologico, nelle sue parole, ma con la stessa energia di un grande film d’azione.

Il nodo è la fusione tra Warner Bros. e Paramount
Il fatto che la sceneggiatura sia pronta non significa che le riprese siano imminenti. IMDb elenca ancora il film come in sviluppo, e non c’è una data di uscita confermata. Gibson ha descritto il progetto come intrappolato in una sorta di limbo industriale da cui non riesce a estrarlo.
La possibile via d’uscita passa dagli assetti degli studi. Gibson ha lasciato intendere che il film potrebbe andare avanti entro il prossimo anno, se la complicata situazione societaria che lo circonda verrà finalmente risolta. Il riferimento è all’operazione che potrebbe portare Paramount ad assorbire Warner Bros., studio storicamente legato al franchise.
Quella fusione, però, è tutt’altro che scontata e resta bloccata. La fusione proposta, da circa 110 miliardi di dollari, è sospesa in attesa dell’esito di una causa legale, e un giudice dovrebbe fissare la data del processo per la fine di quest’anno o l’inizio del 2027. Una coalizione di dodici stati sostiene che una Paramount-Warner Bros. combinata ridurrebbe illegalmente la concorrenza nei mercati del cavo di base e della distribuzione cinematografica, mentre la causa della Writers Guild sostiene che danneggerebbe anche il mercato per gli sceneggiatori. Un processo è previsto a marzo 2027.
In altre parole, la “finestra ideale” evocata da Gibson dipende da variabili che con il cinema hanno poco a che fare. Finché il destino della fusione non si chiarisce, Arma Letale 5 resta un copione finito su cui aleggia l’ombra di Donner, pronto ma senza una data.

Il ritorno di una coppia storica
Attorno al film c’è comunque affetto sincero. La coppia sarebbe quasi pronta all’azione, con il sequel che si avvicina alla realtà. Il richiamo resta quello di sempre: la chimica tra Mel Gibson e Danny Glover, cuore di un franchise che ha definito il genere buddy-cop.
Per ora, l’aggiornamento più concreto è quello di una sceneggiatura considerata dallo stesso Gibson la migliore della serie e di un regista deciso a portarla sullo schermo per onorare il maestro che gliel’ha affidata. Il resto, come ha ammesso lui stesso, dipende da quando qualcuno, a livello societario, deciderà di togliere le catene al progetto.












