Home NewsMichael J. Fox torna indietro nel tempo: nel nuovo libro racconta l’anno in cui tutto è cambiato tra “Family Ties” e “Ritorno al futuro”.

Michael J. Fox torna indietro nel tempo: nel nuovo libro racconta l’anno in cui tutto è cambiato tra “Family Ties” e “Ritorno al futuro”.

by Mauro Terrone

C’è un anno nella vita di Michael J. Fox che contiene tutto: la gloria, l’esaurimento, l’ignoto che si muoveva già nel suo corpo. È il 1985, e l’attore canadese sta vivendo quello che molti definirebbero l’apice di una carriera hollywoodiana.

Di giorno interpreta Alex P. Keaton in Family Ties, la sitcom NBC che lo ha reso una star televisiva dal 1982. Di notte vola sui set di Back to the Future, il film di Robert Zemeckis destinato a diventare il più alto incasso dell’anno e un’icona culturale immortale. Ma quello che Michael J. Fox non sapeva, mentre destreggiarsi tra due produzioni che richiedevano ogni grammo della sua energia, era che il suo corpo stava già combattendo una battaglia invisibile.

Future Boy: Back to the Future and My Journey Through the Space-Time Continuum è il titolo della quinta memoir dell’attore, pubblicata il 14 ottobre 2025 e co-scritta con Nelle Fortenberry. Non è un semplice ritorno al passato nostalgico, ma un’operazione di archeologia emotiva: Fox scava in quell’anno cruciale con la consapevolezza di chi ora conosce il finale della storia. Diagnosticato con il Parkinson nel 1991 all’età di 29 anni, l’attore oggi ha 64 anni e convive con la malattia degenerativa da 34 anni. Questa volta, però, non racconta semplicemente la sua lotta contro il Parkinson: racconta cosa significava vivere quei mesi frenetici del 1985 mentre cambiamenti neurologici si manifestavano già nel suo organismo, sei anni prima che un medico pronunciasse il verdetto.

Il libro si distingue dalle precedenti opere autobiografiche di Fox per la sua struttura narrativa circolare. Invece di procedere cronologicamente dalla diagnosi in poi, Future Boy loop indietro nel tempo, esplorando l’impatto duraturo di quell’anno che ha definito la sua identità pubblica e, senza che lui lo sapesse, anche il suo destino fisico. L’audiobook, narrato dallo stesso Fox, aggiunge uno strato di intimità particolare: la sua voce accompagna il lettore attraverso interviste esclusive con i colleghi di Back to the Future e registrazioni d’archivio di quel periodo, permettendo di rivivere quei momenti dall’interno.

La logistica del 1985 era un incubo produttivo che avrebbe messo in ginocchio chiunque. Fox era contrattualmente vincolato a Family Ties, ma Zemeckis lo voleva disperatamente per il ruolo di Marty McFly. La soluzione fu brutale: girare la sitcom di giorno, volare sui set cinematografici di notte, dormire poche ore, imparare copioni multipli simultaneamente. Future Boy documenta questa follia creativa con dettagli che fanno vibrare la pagina: la stanchezza che diventa allucinazione, il bisogno di mantenere performance comiche impeccabili mentre il corpo grida per il riposo, la pressione di due macchine produttive che richiedono il meglio di te nello stesso identico momento.

Ma quello che rende questa memoir così potente è la domanda silenziosa che percorre ogni capitolo: cosa stava già accadendo nel suo sistema nervoso? Fox esplora con trasparenza chirurgica le sensazioni che avvertiva allora, reinterpretandole con la conoscenza medica acquisita in tre decenni di convivenza con il Parkinson. Non cerca risposte definitive, ma pone interrogativi che risuonano ben oltre la sua esperienza personale, toccando chiunque abbia mai scoperto che il proprio corpo nascondeva segreti mentre la vita sembrava correre su binari perfetti.

Dalla diagnosi nel 1991, Michael J. Fox ha trasformato la sua condizione in una missione. Nel 2000 ha fondato The Michael J. Fox Foundation, che ha incanalato centinaia di milioni di dollari nella ricerca su trattamenti e possibili cure per il Parkinson. La sua presenza pubblica come volto della malattia ha normalizzato conversazioni che un tempo erano confinate nel privato, rendendo visibile una condizione che colpisce milioni di persone nel mondo. Future Boy si inserisce in questa tradizione di advocacy, ma con un approccio diverso: invece di concentrarsi esclusivamente sulla malattia, Fox la intreccia con la narrazione della sua ascesa a icona culturale.

In un’intervista email pubblicata dal New York Times l’11 dicembre 2025, Fox ha discusso le sue abitudini di lettura e il motivo per cui ha scelto di rivisitare il 1985. Ha rivelato di essere sempre stato un lettore vorace, con una passione giovanile per Agatha Christie e successivamente per il noir di Raymond Chandler e Dashiell Hammett. Oggi, a causa delle difficoltà motorie causate dal Parkinson, gran parte della sua lettura avviene attraverso audiolibri: tiene sempre due titoli in coda su Audible, uno di saggistica per la notte e uno di narrativa per il giorno. Questa necessità di adattamento tecnologico per continuare a fare ciò che ama è emblematica dell’approccio che Fox ha sviluppato verso la sua condizione.

La filosofia che emerge da Future Boy è quella di un uomo che ha scelto di vedere il Parkinson non come una tragedia shakespeariana, ma come un principio organizzatore che lo ha costretto a prioritizzare ciò che conta davvero. Sua moglie Tracy Pollan, con cui è sposato da decenni, figura prominentemente nelle discussioni sui sistemi di supporto familiare che lo hanno sostenuto attraverso sfide fisiche progressivamente più difficili. Il libro affronta anche decisioni recenti e sorprendenti, come il suo ritorno alla recitazione nella serie Apple TV+ Shrinking, una scelta che famiglia e team medico hanno dovuto valutare attentamente considerando i sintomi progressivi della malattia.

Quello che i primi lettori hanno lodato in Future Boy è proprio questa dualità: da un lato l’umorismo e la vulnerabilità che hanno sempre caratterizzato la scrittura di Fox, dall’altro una struttura innovativa che trasforma un anno del passato in una lente attraverso cui esaminare l’intera esistenza. Il 1985 diventa così un punto di riferimento temporale carico di significato: l’anno in cui Michael J. Fox era al culmine dei suoi poteri fisici, inconsapevole che il countdown era già iniziato.

La memoir arriva in un momento significativo per la ricerca sul Parkinson, con diversi potenziali breakthrough scientifici all’orizzonte. Fox stesso ha dichiarato che trasformare la malattia in una piattaforma per maggiore comprensione e supporto è diventato parte integrante della sua identità. Future Boy non è solo la storia di un attore che ha vissuto un anno straordinario, ma un invito a riflettere su come le nostre vite contengano sempre più strati di quelli che riusciamo a vedere mentre le stiamo vivendo.

Con questa quinta memoir, Michael J. Fox conferma di essere non solo l’eterno Marty McFly che viaggia nel tempo, ma anche un narratore capace di trasformare la propria esperienza con una malattia cronica in letteratura che illumina, commuove e ispira. Future Boy è un viaggio attraverso il continuum spazio-temporale della memoria, dove passato e presente si fondono per creare qualcosa di più grande della somma delle sue parti: una testimonianza di resilienza umana e della capacità di trovare significato anche quando il corpo sembra tradirci.

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