Rifare Harry Potter da capo, personaggio per personaggio, con la benedizione di J.K. Rowling e un episodio per ogni libro: è la scommessa più ambiziosa e più rischiosa che HBO potesse fare. E come ogni volta che si mette mano a un mito, il pubblico si è già diviso, molto prima che vada in onda un solo minuto.
La serie, in arrivo su HBO Max, ha ormai composto quasi tutto il suo mosaico. I tre protagonisti, Dominic McLaughlin nei panni di Harry, Arabella Stanton in quelli di Hermione e Alastair Stout in quelli di Ron, sono stati scelti tra oltre trentaduemila provini. Attorno a loro, un insieme che sembra un albo d’oro della scena inglese e americana: John Lithgow sarà Albus Silente, Janet McTeer vestirà i panni della professoressa McGranitt, Paapa Essiedu quelli di Severus Piton e Nick Frost sarà Hagrid.

È proprio su una famiglia che si concentra il dibattito. Johnny Flynn erediterà il ruolo di Lucius Malfoy, quello che al cinema fu di Jason Isaacs, mentre il giovane Lox Pratt sarà Draco, personaggio nato con Tom Felton. Un passaggio di testimone che ha acceso i fan tra chi non vede l’ora e chi teme il confronto con i volti dei film. A mettere pace ci ha pensato lo stesso Isaacs, che ha dato pubblicamente la sua benedizione al collega. Completano il quadro Katherine Parkinson come Molly Weasley, Bel Powley e Daniel Rigby come zia Petunia e zio Vernon, e Bertie Carvel nei panni del ministro Cornelius Caramell.
A gettare benzina sul fuoco è arrivata anche una riflessione che circola tra chi ha vissuto la saga al cinema: la serie, potendo dedicare a ogni libro un’intera stagione, avrebbe lo spazio per raccontare dettagli e sottotrame che i film furono costretti a tagliare. Un’occasione più che una minaccia sempre che la magia, quella vera, si possa davvero rifare. Dietro la macchina da presa ci sono la showrunner Francesca Gardiner e il regista Mark Mylod, reduci da Succession: nomi che fanno ben sperare.












