Per anni Andrew Garfield ha portato addosso un’etichetta ingombrante: quella dello Spider-Man sbagliato, il volto del rilancio che non decollò mai, l’attore associato ai capitoli meno amati dell’Uomo Ragno al cinema. Eppure, a più di dieci anni dal suo debutto sotto la maschera, una fetta crescente di pubblico ha ribaltato il giudizio. E la tesi che circola non è timida: il suo potrebbe essere il miglior Peter Parker mai visto sul grande schermo. Vale la pena capire come si è arrivati fin qui, separando una volta per tutte l’interprete dal materiale che gli venne affidato.
Avviso: seguono riferimenti alla trama di The Amazing Spider-Man 2 e di Spider-Man: No Way Home.
Il reboot che nessuno aveva chiesto
Quando Garfield indossò la calzamaglia in The Amazing Spider-Man (2012), diretto da Marc Webb, la situazione era delicata. Sony arrivava dal naufragio dello Spider-Man 4 di Sam Raimi mai realizzato e aveva deciso di ripartire da zero, azzerando la memoria della trilogia con Tobey Maguire. Un’operazione nata sotto pressione, con l’urgenza di rimettere in moto una delle proprietà più preziose del cinema di supereroi.
Il confronto con Maguire era inevitabile, e sulla carta impari. Il Peter Parker di Garfield, però, era un animale diverso: più sicuro di sé, più moderno, lontano dallo stereotipo dello sfigato timido e impacciato. Una scelta che divise da subito. Ma bastava aspettare che calasse la maschera per capire che qualcosa, in quella interpretazione, funzionava eccome.

Sotto la maschera, il Peter Parker più fedele ai fumetti
È qui che si gioca tutto. Una volta coperto il volto, Garfield sembrava finalmente a casa. Le battute a raffica, il sarcasmo, la capacità di sfottere i nemici mentre rischiava la vita restituivano lo spirito esatto delle nuvolette, quello Spider-Man logorroico e istrionico che i fumetti raccontano da decenni. Maguire aveva dato al personaggio compostezza e malinconia, Garfield gli ridava la lingua tagliente.
Non era solo una questione di simpatia. Nelle scene d’azione il suo corpo era sempre in tensione, disegnato apposta per ricalcare le pose iconiche dell’arrampicamuri. Garfield aveva studiato il personaggio con una devozione quasi maniacale, e si vedeva in ogni inquadratura.
Lo scienziato che si costruiva i lanciaragnatele
C’è un dettaglio che i sostenitori di Garfield citano sempre, e a ragione. Il suo Peter Parker era credibile anche come giovane genio della scienza. Dopo le ragnatele organiche dello Spidey di Raimi, questa versione tornava alla lettera del fumetto: era Peter stesso a progettare i lanciaragnatele, a mescolare formule, ad aiutare il dottor Connors in laboratorio.
Il particolare pesa più di quanto sembri. Questo Spider-Man faceva tutto da solo, senza un Tony Stark alle spalle a fornirgli tecnologia e tute, come sarebbe accaduto anni dopo con la versione di Tom Holland. Un supereroe fai-da-te, artigianale, coerente con l’idea originale del ragazzo di Queens che si arrangia con quello che ha.

Gwen Stacy e la chimica con Emma Stone
Il cuore emotivo dei due film sta nel rapporto tra Peter e Gwen Stacy, interpretata da Emma Stone. La sintonia tra i due interpreti, coppia anche nella vita in quegli anni, buca lo schermo e regge intere sequenze anche quando la sceneggiatura vacilla.
Proprio nei momenti più drammatici Garfield tirava fuori le sue prove migliori. La morte di Gwen, nel finale di The Amazing Spider-Man 2, resta una delle scene più dolorose mai girate per un film dell’Uomo Ragno: la ragazza precipita, Peter spara una ragnatela per fermarla, ma l’arresto improvviso è fatale. Un fallimento che il personaggio si sarebbe portato dentro, e che il pubblico non avrebbe più dimenticato.
The Amazing Spider-Man 2 e la saga interrotta
Il vero limite di Garfield non fu la sua interpretazione, ma il progetto che gli fu costruito attorno. The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro (2014) mise troppa carne al fuoco: Electro (Jamie Foxx), il Green Goblin di Harry Osborn (Dane DeHaan) e il Rhino di Paul Giamatti si contendevano uno spazio che nessuno riusciva davvero a occupare. Più che un film compiuto, era un cantiere aperto verso il futuro.
E il futuro, sulla carta, era enorme. Sony aveva già annunciato The Amazing Spider-Man 3 e 4, più due film derivati su Venom e sui Sinistri Sei. Un universo intero prima ancora di aver costruito solide fondamenta. L’accoglienza tiepida del secondo capitolo fece crollare l’impalcatura: la saga venne fermata, e Garfield perse il ruolo. Una conclusione amara, con il sospetto di un potenziale mai esplorato fino in fondo.

No Way Home e il riscatto che mancava
La storia avrebbe potuto finire lì, come una parentesi da archiviare. Poi arrivò Spider-Man: No Way Home (2021). Il ritorno di Garfield al fianco di Maguire e Holland non fu una comparsata nostalgica, ma un vero arco di redenzione scritto su misura.
Il momento che ha commosso il fandom è uno solo: quando MJ (Zendaya) precipita e il Peter di Holland non riesce a prenderla, è lo Spider-Man di Garfield a intervenire, afferrandola al volo. La stessa dinamica della caduta di Gwen, stavolta con esito diverso. Lo stesso attore, parlando della scena, l’ha descritta come una seconda occasione per salvare Gwen, un modo per curare il trauma più grande del suo personaggio. Il pubblico ha capito al volo il peso di quel gesto, e ha risposto con un’ondata di affetto che ha riscritto la reputazione di Garfield in una notte.
Il migliore?
Chiamarlo senza esitazioni il miglior Spider-Man di sempre resta un’iperbole affettuosa, e Maguire e Holland hanno i loro solidi argomenti. Ma il punto della questione è un altro. L’idea che Garfield fosse un cattivo Uomo Ragno è un pregiudizio che non regge alla riprova dei fatti: era un interprete giusto, dentro film sbagliati, penalizzato da scelte industriali che non dipendevano da lui.
Separare l’attore dal materiale è l’unico modo onesto di guardare al suo Spider-Man. E fatta quella operazione, resta un Peter Parker fedele, ferito, divertente e umanissimo. Non necessariamente il migliore per tutti, ma di sicuro il più sottovalutato. Il che, a conti fatti, è quasi peggio.












