Avviso: la recensione contiene spoiler sul finale di Lucky.
L’ultima puntata di Lucky, la settima, si intitola Sempre bene e arriva su Apple TV con un compito enorme: chiudere in una volta sola il colpo, la fuga, l’FBI, la famiglia criminale e soprattutto il rapporto tra Luciana Armstrong e suo padre. Anya Taylor-Joy porta la protagonista all’appuntamento decisivo con Wayne Whittaker indossando un microfono e affidandosi a una parola di sicurezza che suona come una beffa, «Genius». La miniserie decide di puntare quasi tutte le sue fiche emotive sull’avidità di John, e proprio lì funziona. Il problema è tutto quello che le sta intorno: una catena di scelte narrative annunciate, che scaricano la tensione nel momento in cui servirebbe di più.

L’appuntamento che non sorprende
Il grosso del finale ruota attorno all’incontro tra Lucky e Whittaker, organizzato con Priscilla e con l’FBI in ascolto. Lucky è imbottita di microfono, Rand e l’agente Kershaw si piazzano nei paraggi, tutte le pedine sono al loro posto. La tensione, però, evapora quasi subito, perché ogni personaggio sa palesemente più di quanto lasci intendere. Whittaker non avrebbe mai scelto un luogo così isolato senza sapere dell’FBI, così la rivelazione che Kershaw fa il doppio gioco pesa poco. E Lucky non si sarebbe mai infilata lì dentro senza un piano, quindi il fatto che avesse già intuito tutto arriva senza scossoni. L’unico vero soprassalto è la mossa di Whittaker, che fa rapire John dall’albergo, dove nella puntata precedente era già rimasto ucciso l’agente Gates incaricato di proteggerlo. Quel colpo di mano dà un guizzo alla puntata, e il montaggio che intreccia i due gruppi tiene per un attimo il fiato sospeso. Dura poco.
Il tradimento annunciato di Priscilla
Il primo dei due grandi momenti è Priscilla che punta la pistola contro Whittaker invece che contro Lucky. Annette Bening ci mette tutta la sua stazza attoriale, ma la scena era telefonata: poco prima Whittaker liquida con cinismo la morte di Cary, e lo sgomento di Priscilla chiude lì ogni dubbio sulla direzione che prenderà. Da quel punto il finale infila i suoi incassi previsti uno dopo l’altro. Dutch spunta a togliere di mezzo gli uomini di Whittaker con la consueta ferocia della serie, morti incluse tra le più truci della stagione. Priscilla lascia andare Lucky e John, e concede loro perfino il denaro, disarmata dal legame autentico tra la nuora e il figlio perduto. Rand neutralizza Kershaw ma arriva al punto d’incontro quando ormai Whittaker è morto e tutti si sono dileguati: niente arresti, niente prove, niente in mano. Una chiusura che evita accuratamente di far pagare le conseguenze a chiunque.

L’avidità di John, l’unico colpo che va a segno
Il cuore della puntata, e la parte che regge davvero, è altrove. Lucky mostra a John l’orsacchiotto che custodisce la frase segreta per accedere all’account in criptovaluta di Cary. Lo mostra sapendo esattamente cosa farà lui. La mattina dopo, John e l’orsacchiotto sono spariti: un rispecchiamento voluto della scena che aveva aperto la stagione, quando era stata Lucky a svegliarsi sola, senza marito e senza soldi. Stavolta a muovere le pedine è lei. L’orsacchiotto non contiene alcuna fortuna, solo un messaggio registrato che spiega perché le loro strade si dividono. John, sempre pronto a scommettere la vita della figlia pur di portare a casa il colpo, ottiene soltanto la sua libertà: non i soldi, non Lucky. Timothy Olyphant regge la scena con la giusta misura, e la truffa costruita su misura per il truffatore è l’intuizione più intelligente del finale. È qui che l’avidità del padre diventa davvero il motore emotivo del racconto, e paga.
Un finale che chiude senza rischiare
Il limite di Sempre bene è che quasi ogni arco si risolve esattamente dove ti aspettavi che finisse. Trattandosi di una miniserie, e come tale è stata presentata fin dall’inizio, questo è l’epilogo definitivo, e si spegne più con un sospiro che con un ultimo, vero inganno. Taylor-Joy e Olyphant tengono in piedi la baracca, la regia di Jonathan Van Tulleken conserva l’eleganza vista in tutta la stagione, dal formato panoramico agli inseguimenti. Resta il fatto che un racconto sui truffatori che lascia diventare prevedibile la propria ora finale tradisce un po’ il suo stesso genere, quello in cui il piacere sta nel farsi fregare fino all’ultimo. Lucky conquista la sua libertà. Chi guarda porta a casa qualche sorpresa in meno di quante ne sperava.
Scheda tecnica
Cast principale
- Anya Taylor-Joy – Luciana "Lucky" Armstrong
- Annette Bening – Priscilla Masterson
- Timothy Olyphant – John Armstrong
- Aunjanue Ellis-Taylor – Agente Billie Rand
- Clifton Collins Jr. – Harris Dutch
- Drew Starkey – Cary Masterson












