Home Apple TV+Recensione: ‘Silo 3’ ep. 3, la gabbia di Juliette inizia a cedere

Recensione: ‘Silo 3’ ep. 3, la gabbia di Juliette inizia a cedere

"A Dark Web" stringe i nodi delle due linee temporali e mette Juliette, Camille e i coniugi Sims davanti a scelte irreversibili.

by Mauro Terrone

Chiamato “A Dark Web“, il terzo episodio della terza stagione di Silo è forse l’ora più tesa vista finora nella nuova annata della serie Apple TV. Se il secondo episodio mostrava la gabbia di Juliette che iniziava a tremare, qui le sbarre cominciano davvero a saltare, mentre chi tiene le chiavi decide fino a che punto è disposto a spingersi pur di tenerla rinchiusa.

L’episodio si apre con Juliette, interpretata da Rebecca Ferguson, che chiede al suo addetto alla sicurezza Jerry un po’ di privacy per indagare per conto proprio, e lui, sempre più a disagio per il modo in cui la donna viene gestita, la lascia fare. Camille, personaggio affidato ad Alexandria Riley, scopre dall’infermiera incaricata di somministrare le medicine a Juliette che quest’ultima ha sputato le pillole due sere di fila. La porta subito all’attenzione dell’Algoritmo, che risponde ordinando la preparazione del composto cancella-memoria chiamato “Vitamin D Plus” per l’acqua potabile.

Qui arriva uno dei beat più interessanti dell’ora: Camille prova a opporsi, la resistenza più netta che le abbiamo visto offrire all’Algoritmo in tutta la stagione. Ma non serve a nulla: l’alternativa è invocare il protocollo Safeguard, la purga che investe l’intero silo, e non è un rischio che Camille sia disposta a correre.

Nella timeline del passato, Daniel Keene (Ashley Zukerman) rintraccia il padre di uno dei piloti scomparsi insieme alla squadriglia di Charlotte. L’uomo racconta che un suo contatto sostiene di aver registrato gli ultimi momenti delle comunicazioni radio della squadriglia, ma lo mette in guardia dal lasciar perdere. Torna anche il misterioso individuo già visto pedinare Charlotte nel primo episodio, qui affiancato al comandante della Nimitz: un dettaglio che non rassicura affatto su chi stia davvero osservando e controllando questa storia.

Helen, interpretata da Jessica Henwick, viene invece licenziata. Imperterrita, fa squadra con Daniel e insieme raggiungono una fonte di nome Steve, nascosta in un magazzino isolato. Steve vuole il badge congressuale di Daniel in cambio di ciò che possiede: uno spezzone rubato di venti secondi di comunicazioni governative intercettate. È la prima vera conferma, mostrata su schermo, che la cospirazione arriva abbastanza in alto da coprire attivamente le proprie tracce contro i giornalisti.

Nel silo, Juliette va in cerca di Paul Billings (Chinaza Uche) ma trova invece la moglie Kathleen, mentre lui è impegnato a indagare sulla scomparsa di Orla Kent, l’ombra della responsabile delle forniture, sparita dall’inizio del secondo episodio. Affidandosi solo all’istinto, Juliette nota il polso ferito di Kathleen e capisce che è una delle “outsider” del confronto nella stanza dello stoccaggio. Quando chiede di Lukas Kyle, Kathleen le risponde seccamente che Lukas è morto.

Poco dopo Juliette affronta Robert Sims, interpretato da Common, mentre accompagna il figlio Anthony a scuola. Sims le racconta che il bambino si sveglia terrorizzato di notte per il modo in cui Juliette li aveva tenuti sotto la minaccia di una pistola, un episodio di cui lei non ha alcun ricordo. La sua risposta, che almeno Anthony un padre ce l’ha, dato che lei non ricorda nemmeno cosa significhi averne uno, colpisce visibilmente Sims. Alla domanda sul perché Bernard avesse tirato fuori Lukas Kyle dalle miniere per farne la propria ombra, Sims sostiene di non saperlo.

Una delle scene migliori è quella, più intima, tra Camille e Sims, che discutono se togliere Anthony da scuola per passare una giornata in famiglia. Sims vuole costruire ricordi condivisi, ma Camille, schiacciata dal peso di un piano che potrebbe cancellare la memoria di un’intera popolazione, sbotta dicendo che lui non ha idea di cosa stia affrontando. È un momento profondamente umano incastonato nel meccanismo della cospirazione. Camille gli fa notare di non aver mai messo in discussione le ore che lui ha speso “al servizio del silo” mentre il figlio tornava a casa a un appartamento vuoto; Sims, dal canto suo, insiste sul fatto che Anthony abbia bisogno di ricordi veri della propria famiglia, e cita proprio Juliette, che non ricorda più nemmeno il padre morto per lei.

È qui che riemerge il tema centrale della serie: la memoria è identità, e nel silo tutti si contendono chi debba controllarla. Quando Camille rivela che il lotto di Vitamin D Plus è pronto per finire nell’acqua, Sims comprende esattamente cosa significhi. La giustificazione di Camille, che il pubblico sente esposta in termini chiari per la prima volta in tutta la stagione, è salvare la vita di tutti, compresa quella del figlio, anche a costo che cresca dimenticandoli. Non c’è un eroe né un villain netto, e in questo sta gran parte della forza della serie. La sequenza si chiude su un piccolo colpo al cuore, con il dispenser Pez a forma di papera che riappare nelle mani di Anthony, il bambino che lo passa al padre invitandolo a non preoccuparsi.

Nella parte finale, Knox (Shane McRae) e Juliette rintracciano Mark Chambers sperando che possa aiutarli a trovare Lukas Kyle, ma anche questa pista si rivela un vicolo cieco. Camscavando sul motivo di quella visita, scopre che Chambers lavorava un tempo nelle miniere, dettaglio che l’episodio lascia sospeso in modo minaccioso. Juliette confida a Knox il suo piano: partire proprio dalle miniere per ritrovare Lukas Kyle, perché è lì che andrebbe lei se volesse sparire.

Vale la pena ricordare il contesto più ampio in cui si inserisce questa stagione. La serie adatta la trilogia bestseller di Hugh Howey composta da Wool, Shift e Dust, in Italia pubblicata come saga del Silo, un mondo dove la sopravvivenza dipende da regole rigide e dal controllo delle informazioni, e la terza stagione attinge proprio alle parti che spiegano come tutto sia cominciato. Se le prime due stagioni adattavano gli eventi del primo libro, Wool, la terza introduce la più grande deviazione strutturale: invece di passare direttamente al secondo libro, Shift, Graham Yost ha scelto di intrecciare simultaneamente il secondo e il terzo romanzo.

Attorno a Rebecca Ferguson, la terza stagione porta in scena un cast folto. Tornano Common, Harriet Walter, Chinaza Uche, Avi Nash e Alexandria Riley. Tra i nuovi arrivi, oltre a Henwick e Zukerman, figurano Laura Innes, Jessica Brown Findlay, Morven Christie, Reed Birney e Matt Craven, con Colin Hanks in un ruolo ricorrente e il ritorno di Steve Zahn.

Per chi guarda in Italia, la prime tre puntate della terza stagione sono già disponibili e ogni venerdì viene pubblicato un nuovo episodio fino al 4 settembre 2026, giorno in cui arriverà quello finale. La serie, va ricordato, si avvia verso la conclusione: nel dicembre 2024 Silo è stata rinnovata per una terza e una quarta (e ultima) stagione, con le riprese della quarta e ultima stagione iniziate nell’agosto 2025 e concluse il 6 marzo 2026.

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