Joe Hisaishi non ha soltanto musicato i film di Hayao Miyazaki: ne ha definito il respiro. Dal 1984, l’anno di Nausicaä della Valle del vento, il compositore giapponese, all’anagrafe Mamoru Fujisawa, ha accompagnato quasi ogni passo dello Studio Ghibli, al punto che oggi è difficile separare l’immagine di una scena di Miyazaki dal tema che la sorregge. Quando si pensa al volo, alla pioggia, al vento nei film del maestro, la prima cosa che torna in mente non è un disegno, è una melodia.
Joe Hisaishi e Hayao Miyazaki: un sodalizio lungo quarant’anni
La collaborazione tra i due nasce con Nausicaä e non si interrompe più, attraversando Laputa – Castello nel cielo, Il mio vicino Totoro, Kiki consegne a domicilio, Porco Rosso, Principessa Mononoke, La città incantata, Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera, Si alza il vento, fino a Il ragazzo e l’airone. È uno di quei legami che la storia del cinema riserva a pochissime coppie, e non a caso il nome di Hisaishi viene affiancato a quello di chi ha scritto i sodalizi più celebri tra regista e compositore: Bernard Herrmann con Hitchcock, Nino Rota con Fellini, Ennio Morricone con Sergio Leone, John Williams con Steven Spielberg. La differenza è che Hisaishi ha costruito questa intesa nell’animazione, un terreno che in Occidente si è a lungo considerato minore, e l’ha portata allo stesso peso emotivo del cinema dal vero.
Il suo metodo con Miyazaki non è quello dell’illustratore che commenta l’immagine. Hisaishi lavora per sottrazione, parte da un tema semplice, spesso un valzer o una melodia per pianoforte, e lo lascia crescere fino a diventare il sentimento centrale del film. Il caso più noto è il girotondo de Il castello errante di Howl, una sola idea musicale che ritorna trasformata decine di volte e che finisce per raccontare l’intera storia meglio di qualsiasi dialogo.

Oltre lo Studio Ghibli: Takeshi Kitano e il cinema dal vero
Ridurre Hisaishi al solo Ghibli sarebbe però un errore, ed è la parte che molti dimenticano. Per sette film ha lavorato con Takeshi Kitano, e con lui ha mostrato un volto opposto a quello fiabesco di Miyazaki. Nelle musiche per Hana-bi, L’estate di Kikujiro, Sonatine e Dolls, Hisaishi accompagna la violenza e il silenzio del cinema di Kitano con la stessa delicatezza, costruendo un contrasto che è diventato uno dei marchi di quel cinema. È lo stesso compositore, eppure sembra un altro autore: la prova che la sua firma non è uno stile fisso ma un modo di ascoltare il film.
A questo si aggiunge una carriera parallela che esce dal cinema: oltre cento colonne sonore, una trentina di album in studio, una produzione da concerto che lo ha portato a dirigere orchestre in tutto il mondo e, di recente, un contratto con Deutsche Grammophon e l’album A Symphonic Celebration inciso a Londra con la Royal Philharmonic Orchestra. Le sue partiture hanno vinto otto volte il premio dell’Academy giapponese, un primato che nessun altro compositore del paese ha raggiunto.
Il ragazzo e l’airone e Hisaishi oggi
Il riconoscimento più recente è arrivato con Il ragazzo e l’airone, l’ultimo film di Miyazaki, premiato con l’Oscar come miglior film d’animazione nel 2024, il secondo della storia dello Studio Ghibli dopo La città incantata. La statuetta è andata al film, mentre la colonna sonora di Hisaishi è valsa al compositore una candidatura ai Golden Globe: a settant’anni superati, la sua musica continua a essere il filo che lega ogni nuovo capitolo del cinema di Miyazaki a quelli che lo hanno preceduto. In un’epoca in cui la musica da film tende a confondersi in un sottofondo indistinto, Hisaishi resta uno dei pochi capaci di scrivere un tema che lo spettatore porta fuori dalla sala e ricorda per anni. È questa, in fondo, la misura di un maestro del suono.












