Home Film‘Ghostbusters’, storia di una saga tra trionfi e cadute

‘Ghostbusters’, storia di una saga tra trionfi e cadute

Dal capolavoro di Ivan Reitman del 1984 al reboot al femminile, da Ghostbusters: Legacy fino a Minaccia glaciale: storia completa di una delle saghe più amate e discusse del cinema, tra fantasmi, risate e una canzone che tutti conoscono.

by Mauro Terrone

Chi chiamare quando qualcosa di strano si aggira nel quartiere? La risposta la conosciamo tutti da oltre quarant’anni, e quasi sempre finiamo per cantarla. Ghostbusters, il film diretto da Ivan Reitman e uscito nel 1984, non fu soltanto la commedia campione d’incassi del suo anno, ma l’inizio di una saga che ha attraversato i decenni tra trionfi clamorosi e cadute rovinose, reboot controversi e ritorni commossi. Dagli Acchiappafantasmi originali fino ai capitoli più recenti, il marchio è diventato uno dei più riconoscibili della cultura pop mondiale. Vale la pena ripercorrere l’intera storia, film dopo film, per capire come un’idea nata dalla mente di due comici sia diventata un fenomeno immortale.

Ghostbusters del 1984, la nascita di un classico

Tutto cominciò con l’intuizione di Dan Aykroyd e Harold Ramis, che firmarono insieme la sceneggiatura di una storia tanto assurda quanto geniale: tre scienziati squattrinati che, dopo essere stati cacciati dall’università, aprono a New York un’attività di cattura dei fantasmi. Ghostbusters – Acchiappafantasmi, questo il titolo italiano, uscì negli Stati Uniti nel giugno del 1984 e divenne immediatamente il film di maggior successo dell’anno, un fenomeno capace di unire pubblico di ogni età.

Il segreto stava in un equilibrio quasi perfetto. Il film mescolava la commedia demenziale, il fantasy, un pizzico di horror e una scrittura brillante, il tutto sorretto da un cast irripetibile. Bill Murray, nei panni del cinico e irresistibile Peter Venkman, regalò una delle sue interpretazioni più memorabili, affiancato da Dan Aykroyd nel ruolo di Ray Stantz, da Harold Ramis in quello del compassato Egon Spengler e da Ernie Hudson nella parte di Winston Zeddemore, il quarto acchiappafantasmi. Attorno a loro brillavano Sigourney Weaver, Rick Moranis e Annie Potts. Impossibile dimenticare le creature diventate icone, dal viscido Slimer al gigantesco omino della Marshmallow, l’Uomo di Marshmallow che avanza minaccioso su New York, fino all’entità Gozer. Fu un successo totale, capace di trasformare un’idea bizzarra in un classico istantaneo.

Ghostbusters II, il sequel che divise

Il trionfo del primo film rese inevitabile un seguito. Ghostbusters II – Acchiappafantasmi II arrivò nel 1989, sempre diretto da Ivan Reitman e con l’intero cast originale al suo posto. Sulla carta gli ingredienti erano gli stessi, e al botteghino il film si difese benissimo, incassando cifre importanti a fronte di un budget contenuto. Eppure qualcosa non funzionò allo stesso modo.

La critica accolse il sequel con giudizi più tiepidi, e col tempo lo stesso pubblico lo ha ricordato come un capitolo inferiore rispetto all’originale. Il motivo, probabilmente, è che la freschezza e la sorpresa del primo film erano irripetibili: ciò che nel 1984 era una novità dirompente, nel 1989 rischiava di sapere di già visto. Ghostbusters II resta comunque un film godibile e amato da molti fan, ma segnò l’inizio di una lunga pausa per la saga sul grande schermo, destinata a durare decenni.

Gli anni dell’attesa e il reboot al femminile del 2016

Per anni si parlò di un terzo capitolo che avrebbe riunito il cast storico, ma il progetto rimase bloccato in un limbo produttivo interminabile, complicato ulteriormente dalla scomparsa di Harold Ramis nel 2014. Di fronte all’impossibilità di realizzare quel film, la casa di produzione scelse una strada radicale: ripartire da zero. Nel 2016 arrivò così nelle sale un reboot al femminile, diretto da Paul Feig e interpretato da Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon e Leslie Jones, con Chris Hemsworth in un ruolo comico. La storia era ambientata in un universo del tutto separato, senza legami con i film originali.

Il film si trovò al centro di una delle polemiche più accese degli ultimi anni. Ancora prima dell’uscita, una parte del pubblico si scagliò contro l’operazione, e va detto con chiarezza che una fetta di quelle reazioni ebbe toni apertamente sessisti, con attacchi ingiusti rivolti alle protagoniste solo perché donne. Accanto a queste critiche pretestuose, però, ce ne furono altre di natura strettamente cinematografica, da parte di chi trovò il film poco riuscito sul piano della scrittura e della comicità. Al di là dei giudizi, i risultati al botteghino non furono all’altezza delle aspettative, e il progetto di farne una nuova saga venne accantonato. Resta un capitolo divisivo, che ancora oggi fa discutere.

Ghostbusters: Legacy e il ritorno alle origini

Dopo l’esperimento del reboot, la saga cambiò di nuovo rotta, scegliendo questa volta la strada del recupero affettuoso delle radici. Nel 2021 arrivò Ghostbusters: Afterlife, distribuito in Italia con il titolo Ghostbusters: Legacy, diretto da Jason Reitman, figlio di quell’Ivan Reitman che aveva dato il via a tutto. Non era un caso: il film era pensato come un seguito diretto dei due capitoli originali, un modo per riallacciare i fili con la storia di sempre.

Ambientato circa trent’anni dopo i fatti dei primi film, Ghostbusters: Legacy spostava l’azione dalla frenetica New York alla provincia rurale dell’Oklahoma, seguendo la figlia e i nipoti di Egon Spengler alla scoperta della loro eredità familiare. Con un cast rinnovato che comprendeva Carrie Coon, Paul Rudd, Finn Wolfhard e la giovanissima McKenna Grace, il film seppe emozionare i fan storici grazie al ritorno degli attori originali e a un commosso omaggio al personaggio di Egon e alla memoria di Harold Ramis. Fu la riconciliazione tra la saga e il suo pubblico, la dimostrazione che il vecchio cuore degli Acchiappafantasmi batteva ancora.

Ghostbusters – Minaccia glaciale e il presente della saga

Il successo di Legacy rilanciò definitivamente il franchise, e nel 2024 arrivò un nuovo capitolo, Ghostbusters – Minaccia glaciale, diretto da Gil Kenan. Il film riportava finalmente l’azione a New York, e in particolare nella storica caserma dei pompieri quartier generale degli Acchiappafantasmi, chiudendo idealmente il cerchio del ritorno alle origini. La nuova generazione della famiglia Spengler affiancava ancora una volta i volti storici della saga, in un passaggio di testimone ormai consolidato.

Nel frattempo la strada del brand è tutt’altro che conclusa. Il marchio Ghostbusters continua a espandersi, e sono in cantiere nuovi progetti pensati per portare avanti la storia della famiglia Spengler come volto della saga, oltre a produzioni destinate ad altri media. Dopo quarant’anni, insomma, gli Acchiappafantasmi non hanno alcuna intenzione di andare in pensione, e continuano a rappresentare una risorsa preziosa per l’industria dell’intrattenimento.

La colonna sonora e l’eredità culturale

Parlare di Ghostbusters senza citare la sua musica sarebbe impossibile. Il tema portante, firmato da Ray Parker Jr., divenne un successo planetario, scalando le classifiche e diventando una delle canzoni più riconoscibili di sempre. Ancora oggi bastano le prime note, e soprattutto quella domanda cantata su chi chiamare, per evocare immediatamente il mondo degli Acchiappafantasmi. Poche colonne sonore hanno saputo legarsi a un film in modo così indissolubile, diventando esse stesse parte della cultura popolare.

L’eredità della saga, del resto, va ben oltre i singoli film. Il logo con il fantasmino sbarrato è uno dei simboli più celebri del cinema, riprodotto su magliette, giocattoli e gadget di ogni tipo per generazioni. Le serie animate degli anni Ottanta e Novanta, i videogiochi, i fumetti hanno contribuito a mantenere vivo il marchio anche nei lunghi periodi di assenza dal grande schermo. Ghostbusters è diventato molto più di una serie di film: è un’icona pop a tutti gli effetti.

Perché Ghostbusters resta un fenomeno intramontabile

Ripercorrere l’intera saga di Ghostbusters significa attraversare quarant’anni di cinema, con tutti gli alti e i bassi del caso. C’è il capolavoro iniziale, forse irripetibile, ci sono i sequel e i tentativi meno riusciti, c’è la controversia del reboot e c’è il commovente ritorno alle radici degli ultimi anni. Eppure, attraverso ogni fase, il cuore del concetto è rimasto intatto: l’idea vincente di un gruppo di persone comuni che, armate di ingegno e di un pizzico di incoscienza, affrontano l’impossibile trasformandolo in commedia.

Il segreto della sua immortalità sta proprio in questa formula, capace di unire la paura e la risata, l’avventura e l’amicizia, il fantastico e il quotidiano. Ghostbusters ha saputo parlare a più generazioni, e continua a farlo, perché quel mix di ironia e meraviglia non passa mai di moda. Finché ci sarà qualcuno pronto a cantare quel ritornello, gli Acchiappafantasmi continueranno a rispondere alla chiamata, pronti a ricordarci che di fronte al mistero, a volte, la miglior difesa è saperci ridere su.

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