Home Apple TV+‘Stick’ torna il 4 novembre e stavolta tocca a Owen Wilson rientrare in gioco

‘Stick’ torna il 4 novembre e stavolta tocca a Owen Wilson rientrare in gioco

la commedia sportiva con Owen Wilson riparte il 4 novembre su Apple TV, con Rhea Seehorn tra i volti nuovi e Pryce Cahill deciso a rientrare in campo.

by Mauro Terrone

Pryce Cahill ha passato la prima stagione a scommettere sul talento di un altro. Nella seconda stagione di Stick prova a fare la cosa più rischiosa di tutte: scommettere di nuovo su se stesso. La commedia sportiva di Apple TV, con Owen Wilson protagonista e produttore esecutivo, torna con un’idea narrativa che ribalta il punto di vista e sposta il peso emotivo dal ragazzo al maestro.

Apple TV ha rivelato un primo sguardo alla seconda stagione della sua commedia sportiva Stick, con Owen Wilson protagonista e produttore esecutivo e creata da Jason Keller, che allarga il cast includendo la candidata agli Emmy e vincitrice di un Golden Globe Rhea Seehorn in un ruolo di supporto. Insieme a Peter Dager, Marc Maron, Mariana Treviño, Lilli Kay, Judy Greer e Timothy Olyphant, Stick torna con la seconda stagione su Apple TV mercoledì 4 novembre 2026, con due episodi, seguiti da un episodio a settimana fino al 30 dicembre 2026. Il calendario porta la seconda stagione a un totale di dieci episodi.

Il primo capitolo aveva costruito la sua forza sul rapporto tra un uomo finito e un ragazzo pieno di promesse. Wilson interpreta Pryce Cahill, un ex golfista professionista sul viale del tramonto, la cui carriera si è interrotta prematuramente vent’anni prima: dopo il crollo del matrimonio, mentre lavora in un negozio di articoli sportivi in Indiana, Pryce scommette tutto, e il proprio futuro, su Santi (Peter Dager), un problematico prodigio del golf di diciassette anni. Una struttura da racconto di redenzione, sì, ma raccontata con leggerezza e un tono da commedia del cuore.

La seconda stagione cambia le carte. La nuova annata porta Santi in una fase molto più esigente della sua carriera: il suo talento ha già aperto delle porte, ma inseguire il golf professionistico significa fare i conti con aspettative e pressioni che non c’erano quando era semplicemente un adolescente promettente. È il classico momento in cui il sogno inizia a somigliare a un lavoro, e Stick sembra volerlo esplorare senza sconti.

Il vero motore drammatico, però, è altrove. Nello stesso tempo Pryce comincia a chiedersi se davvero la sua stagione da giocatore debba essere finita: dopo l’incoraggiamento dell’ex rivale Clark Ross, interpretato da Timothy Olyphant, dà il via a un ambizioso ritorno e punta a diventare il golfista più anziano ad aver mai vinto un major, un obiettivo che lo costringe a confrontarsi con le ragioni per cui la sua carriera originaria non raggiunse mai il livello che molti si aspettavano. È una scelta narrativa intelligente, perché sposta la posta in gioco dentro il protagonista invece che sul percorso del suo allievo.

Ad accompagnarlo in questa impresa arrivano una vecchia conoscenza e un volto nuovo. Con la brillante nuova allenatrice Amanda (Seehorn) e il fidato caddie Mitts (Maron) al suo fianco, Pryce cerca di dimostrare, al mondo del golf e soprattutto a se stesso, che forse era davvero bravo quanto tutti hanno sempre sostenuto. L’ingresso di Seehorn è la mossa che ha catturato più attenzione: l’attrice è attualmente candidata agli Emmy Awards 2026 per il suo ruolo nella serie fantascientifica di Apple TV Pluribus, anch’essa in preparazione per la sua seconda stagione.

Il resto della squadra creativa e attoriale resta corposo. Oltre a Seehorn, la seconda stagione accoglie anche John Higgins, Billy Zane, Rex Linn, Sasha Alexander e Missi Pyle, e vede il ritorno come guest delle leggendarie voci del golf Jim Nantz e Trevor Immelman, di Matt Scharff di Good Good e dell’appassionato di golf Dan Rapaport. Un cast che intreccia commedia, dramma e mondo reale del golf, coerente con l’ambizione della serie di raccontare quello sport da un’angolazione insolita.

Sul fronte produttivo la guida resta la stessa. Prodotta da Apple Studios, Stick è guidata da Keller, che ricopre anche il ruolo di produttore esecutivo insieme a Wilson, Ben Silverman per Propagate Content e Guymon Casady di Entertainment 360, con Christopher Moynihan, Rodney Ferrell, Howard T. Owens, Drew Buckley, Lee Eisenberg e Bill Callahan anch’essi produttori esecutivi.

Resta il fatto che Stick è nata già inquadrata in una precisa famiglia televisiva. Tra l’atmosfera tenera ma toccante, l’insieme da famiglia adottiva, l’attenzione a modelli maschili imperfetti ma non tossici e il complessivo umore da Dad TV, non c’è dubbio su quale sia il pubblico a cui punta. La prima stagione aveva funzionato proprio grazie a questa formula rassicurante e ben calibrata, come confermano anche i riscontri critici. La serie ha ricevuto recensioni generalmente favorevoli e detiene un punteggio dell’81% su Rotten Tomatoes.

La scommessa della seconda stagione è chiara: rischiare qualcosa di più. Portare Pryce dal ruolo di allenatore a quello di giocatore significa mettere alla prova non solo il personaggio, ma anche la capacità della serie di sostenere una posta emotiva più alta. Se Stick manterrà l’equilibrio tra sorriso e ferita che ha caratterizzato l’esordio, l’idea del comeback impossibile potrebbe essere la sua carta migliore. L’appuntamento è per il 4 novembre.

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