Un musicista in cerca del successo che gli sfugge torna nella casa dell’infanzia per ritrovare l’ispirazione, e scopre che tra quelle mura c’è qualcosa che si nutre delle sue ossessioni. È la premessa di The Nameless Ballad, il nuovo film di Federico Zampaglione, che dopo l’anteprima mondiale al Tubi FrightFest di Londra arriva nelle sale italiane il 5 novembre, distribuito da Filmclub Distribuzione, con proiezioni speciali in tutta Italia già la notte di Halloween.
Non è un horror qualsiasi nella carriera del regista. Zampaglione, che prima ancora di impugnare la macchina da presa è il frontman dei Tiromancino, lo ha definito il suo film più personale e in parte autobiografico: nasce dalla sua stessa esperienza dentro l’industria musicale e dalle ansie meno luminose che si nascondono dietro il successo. Il protagonista che scivola nel baratro creativo è, per sua stessa ammissione, il punto in cui la sua vita di autore di canzoni e quella di regista di paura finalmente si toccano.
La trama: quando l’ispirazione diventa un incubo
Sam Gallo è un musicista inglese di ventisette anni di origini italiane. Dopo il trionfo del disco d’esordio, precipita in una devastante crisi creativa e nella dipendenza dai farmaci. Schiacciato dalle pressioni del proprio entourage, che pretende un nuovo successo a ogni costo, torna in Italia, nei luoghi in cui ha trascorso l’infanzia, nel tentativo disperato di ritrovare l’ispirazione perduta.

La casa isolata in cui sceglie di rinchiudersi, però, non gli restituisce la calma. Nella tenuta riaffiorano un diario e il tasto di un antico pianoforte che risvegliano una presenza legata al passato, oscura ed enigmatica, che sembra nutrirsi delle sue paure, della sua angoscia e del suo bisogno ossessivo di creare musica. Quella che credeva la sua ultima possibilità di rinascita si trasforma lentamente in un incubo, dove il confine tra realtà e soprannaturale diventa sempre più sottile. Il film gioca sull’ambiguità: Sam è davvero perseguitato, oppure a divorarlo sono la solitudine, i farmaci e la guerra che ha ingaggiato con la propria mente?
Il cast tra Italia e Regno Unito
A dare volto a Sam Gallo è Jamie Ward, visto in His Dark Materials. Al suo fianco un gruppo di interpreti che unisce nomi italiani e internazionali: Alana Boden nella parte della compagna Tania, Giglia Marra, Fabrizio Ferracane, Seumas Sargent, Reed Stokes, Sergio Ceglie, Mia Desando e Vincenzo De Michele. Alla proiezione londinese erano presenti, oltre al regista, le attrici Giglia Marra e Alana Boden.
Dietro la macchina da presa, la sceneggiatura porta anche una firma che gli appassionati di fumetto italiano riconosceranno subito: Zampaglione ha scritto il film insieme a Barbara Baraldi, romanziera del thriller e curatrice editoriale delle storie di Dylan Dog per la Sergio Bonelli Editore. La fotografia è di Yuri Santurri.
Da Shadow a The Well: il percorso horror di Zampaglione
The Nameless Ballad segna il ritorno al genere dopo un cammino cominciato nel 2009 con Shadow, horror minimale e atmosferico, e proseguito con The Well, dichiarata lettera d’amore allo splatter italiano interpretata da Lauren LaVera, la protagonista di Terrifier. Proprio The Well ha spalancato le porte internazionali al regista romano, venduto in 104 Paesi nel mondo.

Con questo nuovo film Zampaglione cambia registro. Chi lo ha visto a Londra racconta di un’opera meno interessata a schizzare sangue sullo schermo e più concentrata a costruire un’atmosfera fredda, claustrofobica e opprimente attorno al protagonista. Un horror psicologico che trasforma il blocco dello scrittore in un tormento tangibile, in cui la vera minaccia è una mente che si incrina sotto una pressione insostenibile.
L’anteprima mondiale al FrightFest e l’accoglienza
La prima si è tenuta sabato 29 agosto alle 21:00, nello spazio prestigioso del Saturday Night Gala, sul grande schermo dell’Odeon Luxe Leicester Square, all’interno della ventiseiesima edizione del Tubi FrightFest, il principale festival britannico dedicato a horror, fantasy, fantascienza e thriller. Un ritorno a casa per Zampaglione, che con il festival londinese ha un legame di lunga data.
L’accoglienza è stata in prevalenza calorosa. La critica presente ha apprezzato la costruzione lenta e ipnotica della tensione, l’interpretazione di Jamie Ward, più intensa di quanto lasci intuire il suo canto misurato, e un finale capace di lasciare il segno. Le riserve hanno riguardato semmai i tempi dilatati, ma il giudizio complessivo lo colloca tra le prove più mature e riuscite del regista.

Per Zampaglione, il traguardo londinese ha il sapore di un raccolto atteso a lungo: “Essere stato invitato al Tubi FrightFest di Londra è un enorme onore. Per me questo momento non nasce oggi, ma è il risultato di un percorso iniziato nel 2009, fatto di passione, ostinazione, cadute e ripartenze”. Il regista ha rivendicato quasi vent’anni dedicati al genere raccontato con la propria identità, senza inseguire le mode, e il desiderio di riportare l’horror italiano in spazi internazionali sempre più importanti.
Quando esce in Italia
The Nameless Ballad è una produzione Somic Film in associazione con Minerva Pictures, prodotta da Michele Protino. In Italia arriva nelle sale dal 5 novembre 2026 con Filmclub Distribuzione, preceduto da una serie di anteprime speciali in tutta la penisola la notte del 31 ottobre, in perfetta sintonia con l’atmosfera di Halloween. Per il pubblico italiano è l’occasione di misurare dal vivo un horror di casa nostra che ha già superato la prova dei festival internazionali, e di scoprire un lato inedito e più intimo del suo autore.












