Home Serie TVRecensione: “MobLand 2 ep. 1”, la guerra è in casa Harrigan

Recensione: “MobLand 2 ep. 1”, la guerra è in casa Harrigan

Guy Ritchie riparte con la premiere I Wanna Be Your Dog: la minaccia agli Harrigan nasce in famiglia. Tom Hardy, Brosnan e Mirren su Paramount+.

by Mauro Terrone

Attenzione: l’articolo contiene spoiler sulla prima puntata della stagione 2

MobLand torna su Paramount+ senza concedere un minuto di tregua, e bastano i primi istanti del debutto della seconda stagione per capire dove punta: la vera minaccia agli Harrigan, stavolta, non arriva da una famiglia rivale ma dal loro stesso salotto. Guy Ritchie resta dietro la macchina da presa e conserva quel misto di violenza improvvisa e umorismo nero che aveva reso la serie di Ronan Bennett uno dei debutti crime più riusciti del 2025. Il primo episodio, intitolato I Wanna Be Your Dog, è disponibile in Italia su Paramount+ con doppiaggio italiano, ed è il punto di partenza di una stagione da dieci episodi in uscita ogni venerdì fino al 20 novembre. Da qui in avanti si entra nel merito della trama, quindi con spoiler sia sulla prima stagione sia sulla premiere.

Recap della prima stagione di MobLand: cosa ricordare

Il cuore della prima stagione era una guerra tra due famiglie criminali londinesi: gli Harrigan, guidati dal glaciale Conrad (Pierce Brosnan) e dalla ancora più temibile Maeve (Helen Mirren), e gli Stevenson di Richie (Geoff Bell). A far detonare tutto è il più giovane e instabile del clan, Eddie Harrigan (Anson Boon), che uccide Tommy, il figlio di Richie, dando il via a una spirale di rappresaglie. In mezzo, a raccogliere i cocci di ogni disastro, c’è Harry Da Souza (Tom Hardy): il fixer di fiducia della famiglia, amico di Kevin Harrigan (Paddy Considine) fin dai tempi del carcere, e l’unico personaggio con un residuo di lucidità morale.

La stagione si chiude con la mossa del giocatore migliore. Harry sfrutta la fiducia che Richie riponeva nell’avvocata degli Harrigan, O’Hara Delaney, la vera talpa che passava informazioni agli Stevenson, e organizza una serie di agguati simultanei che spazzano via Richie e i suoi uomini. La guerra finisce, ma il conto resta salato: Conrad e Maeve finiscono dietro le sbarre, incastrati da prove del DNA piazzate da un’agente sotto copertura per conto del corrotto detective Tattersall (Toby Jones). Harry, però, ha registrato la confessione che potrebbe scagionarli, e questo lo rende ancora indispensabile.

Sullo sfondo maturano i semi della seconda stagione. Kat McAllister, dopo aver tentato invano di trasformare Harry in un informatore, si avvicina a Seraphina, intenzionata a scavalcare Conrad ai vertici del clan. Maeve rivela a Eddie una verità pesante: il ragazzo che Kevin credeva suo figlio è in realtà figlio di Conrad. E l’ultima scena, la più intima di tutte, riporta Harry dalla moglie Jan (Joanne Froggatt), sfinita e terrorizzata dalla vita che quel lavoro impone alla famiglia: in un gesto ambiguo, tra rabbia e disperazione, lo colpisce con un coltello da cucina, lasciandoci senza sapere quanto sia grave la ferita.

MobLand 2, I Wanna Be Your Dog: la recensione dell’episodio 1

La premiere risponde subito alla domanda rimasta sospesa: Harry è vivo, e la seconda stagione riparte circa quattro settimane dopo il finale. Conrad e Maeve sono di nuovo liberi, ed è già una dichiarazione d’intenti che la loro prima uscita da uomini liberi sia un incontro d’affari a un canodromo, dove dovrebbero chiudere un grosso accordo sull’eroina con la mafia turca. Al posto del boss atteso, Gakbu, si presenta il fratello Luca, e Conrad scopre presto che dietro quell’assenza c’è un problema molto più grande. Paul arriva con il nipote Fergus, che riceve il suo battesimo del fuoco nel modo più letterale possibile: la sequenza degenera in una sparatoria improvvisa, girata con l’ironia macabra tipica di Ritchie.

Il vero motore dell’episodio, però, non sono i turchi. È la frattura interna. Kevin ha trattato per conto suo con lo stesso gruppo, tagliando fuori i genitori, e questo trasforma la famiglia in un campo minato. Maeve trama alle spalle di tutti, usando Eddie per uno scopo ancora non dichiarato, mentre lo stesso Eddie mette gli artigli su Gina, la figlia di Harry, trascinandola nello stesso mondo da cui il padre ha sempre cercato di tenerla lontana. È qui che l’episodio è più crudele e più intelligente: la tensione non nasce dai proiettili ma dalle alleanze che si incrinano.

Il fronte esterno intanto si riorganizza con eleganza. Scopriamo che Kat McAllister è la nuova ambasciatrice statunitense nel Regno Unito, una copertura istituzionale perfetta per manovrare nell’ombra. Incontra Seraphina, che le confida di ritenere finito il tempo di Conrad al comando, e stringe un patto che ha un prezzo altissimo. Poi si rivolge a Tattersall, che le promette di trovarle un paladino: un criminale emergente che nel giro di cinque anni comanderà Londra restandole in debito. La sceneggiatura tiene la carta migliore per il finale. L’uomo scelto è Frankie, interpretato da Johnny Flynn, presentato mentre cucina tranquillo a un barbecue: pochi secondi, nessuna violenza, eppure la minaccia è chiarissima. È esattamente il tipo di introduzione a bassa voce che promette guai seri.

Sul piano intimo, il tentativo di terapia di coppia tra Harry e Jan va come deve andare, cioè male, e sfocia in una confessione che ridefinisce il loro rapporto. Hardy conferma di essere il baricentro emotivo della serie: il suo fixer stanco, incastrato tra una famiglia sempre più disfunzionale e una moglie che chiede ciò che lui non può dare, resta il personaggio a cui è impossibile non affezionarsi. Brosnan e Mirren, dal canto loro, giocano su un registro quasi feroce, con un gusto per l’eccesso che alla serie fa benissimo.

Come apertura di stagione funziona. Ritmo alto, dialoghi taglienti, un ribaltamento di prospettiva netto rispetto al primo ciclo: non più due clan contro, ma un impero che marcisce dall’interno mentre i nemici aspettano il momento giusto. Se c’è un rischio, è la quantità di fili aperti in un solo episodio, ma è anche la ragione per cui vale la pena seguirla settimana dopo settimana. Il secondo episodio, intitolato Song 2, arriva venerdì 25 settembre, sempre su Paramount+, e la terza stagione è già stata confermata: segno che MobLand ha tutte le intenzioni di restare.

Noi la seguiremo puntata per puntata.

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