Dopo mesi di mistero, trailer criptici e una trasformazione fisica tenuta a lungo sotto chiave, Digger è stato finalmente mostrato alla stampa, e il verdetto è tutto fuorché unanime. Il film è diretto da Alejandro González Iñárritu, che lo ha co-sceneggiato con Sabina Berman, Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone, ed è incentrato sull’uomo più potente del mondo, che provoca un disastro catastrofico e intraprende una missione per convincere il pianeta di essere il salvatore dell’umanità.
Le prime reazioni, arrivate dopo la première mondiale londinese e alcune proiezioni riservate alla stampa tra New York e Los Angeles, hanno spaccato in due chi il film lo ha già visto. Gli aggettivi che circolano vanno da “sconcertante” a “spiacevole”, passando per “coraggioso” e “affascinante”. Su una cosa quasi tutti concordano: Digger non è ciò che ci si aspetta.

Un ruolo che riporta Cruise al dramma
Per Tom Cruise, Digger segna un ritorno significativo. Bisogna dimenticare Ethan Hunt e le imprese impossibili che hanno definito l’ultima fase della carriera dell’attore: qui la star appare pesantemente trasformata dal trucco prostetico e interpreta Digger Rockwell, un uomo immensamente potente che si considera il possibile salvatore dell’umanità. Il problema è che la minaccia dalla quale intende salvare il mondo è proprio quella che lui stesso ha contribuito a scatenare.
Il personaggio è un magnate del petrolio texano le cui operazioni di trivellazione portano a conseguenze disastrose per l’intero pianeta. È un terreno inedito per Cruise, che Iñárritu sembra utilizzare anche giocando con la sua stessa immagine cinematografica: l’uomo abituato da decenni a salvare il mondo sul grande schermo diventa qui una figura grottesca convinta di doverlo salvare ancora una volta.
La trasformazione fisica, ottenuta con un pesante lavoro di trucco e protesi, è stata al centro del buzz nei mesi precedenti l’uscita. Cruise ha raccontato di aver spinto il reparto trucco a ridurre drasticamente i tempi di applicazione, passando dalle sei ore iniziali a circa un’ora, cronometro alla mano.

Reazioni divise: dal capolavoro al “disastro”
È sul giudizio complessivo che le opinioni si allontanano più nettamente. Dal fronte entusiasta, c’è chi ha definito Digger tra i film più visivamente inventivi e concettualmente audaci mai prodotti da uno studio, indicando la prova di Cruise come la sua migliore da Magnolia. Altri lo hanno descritto come un film d’autore coraggioso e magnifico, destinato a non conquistare il pubblico mainstream ma a fare presa sull’Academy, in particolare nelle categorie tecniche e attoriali.
All’estremo opposto, non sono mancate le stroncature. C’è chi lo ha definito senza mezzi termini un “pasticcio”, sostenendo che qui non funzioni granché, e chi ha parlato di un film “spiacevole”. Un critico ha aggiunto di non poter dire che Digger sia un buon film, pur intuendo cosa Iñárritu e Cruise volessero ottenere, e ha previsto un pessimo CinemaScore, cioè un voto molto basso da parte del pubblico in sala.
In mezzo, le posizioni sfumate. Un giornalista ha ammesso di essere combattuto, apprezzando alcune cose, tra cui la performance di Cruise, e trovandone altre insopportabili. La sintesi forse più efficace arriva da chi ha scritto che, al netto dell’ambizione e dell’impressionante lavoro di scenografia e fotografia, non tutti i pezzi vanno al loro posto, chiudendo con una previsione netta: le opinioni su questo film saranno molto divergenti.

Un cast di peso attorno a Cruise
Accanto a Cruise ci sono il premio Oscar Riz Ahmed, John Goodman, la candidata all’Oscar Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg e il candidato all’Oscar Jesse Plemons. Completano il cast Sophie Wilde, Emma D’Arcy, Robert John Burke e Burn Gorman. Diverse reazioni hanno segnalato in particolare Riz Ahmed tra gli elementi più convincenti del film.
Sul piano produttivo, Iñárritu torna con un film originale girato interamente in VistaVision, diretto da una sceneggiatura scritta insieme ai vincitori dell’Oscar Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone e a Sabina Berman, basata su una storia ideata dallo stesso Iñárritu con Berman e Jez Butterworth. Il film è prodotto da Iñárritu, dalla candidata all’Oscar Mary Parent e dallo stesso Cruise, con Joshua Grode come produttore esecutivo.

Quando esce Digger
Chi vuole farsi un’idea propria non dovrà attendere a lungo. Il film è distribuito nelle sale italiane dal 1° ottobre 2026, il giorno precedente rispetto all’uscita statunitense della Warner Bros., fissata al 2 ottobre, anche in IMAX. La première mondiale si è tenuta a Leicester Square, a Londra, il 22 settembre 2026, durante il Royal Film Performance.
Con reazioni così polarizzate, Digger si presenta come una delle scommesse più rischiose e discusse della stagione autunnale. Un film che, a giudicare dai primi giudizi, difficilmente lascerà indifferenti: lo si amerà o lo si rifiuterà, con poche vie di mezzo.












