Home News‘Emmy 2026’, tutti i vincitori: The Pitt e Widow’s Bay

‘Emmy 2026’, tutti i vincitori: The Pitt e Widow’s Bay

The Pitt si conferma miglior drama, Widow's Bay diventa la commedia più premiata di sempre e Matthew Rhys firma un'impresa mai riuscita a nessuno.

by Mauro Terrone

La 78ª edizione degli Emmy, andata in scena nella notte italiana tra domenica e lunedì al Peacock Theater di Los Angeles, ha consegnato due verdetti netti e una serie di sorprese destinate a far discutere. Da una parte The Pitt, il dramma ospedaliero di HBO Max, che ripete il trionfo dell’anno scorso e si prende il premio come miglior serie drammatica. Dall’altra Widow’s Bay, la commedia horror di Apple TV+ che alla prima stagione è già entrata nei libri dei record. In mezzo, la serata storica di Matthew Rhys e l’addio da campionessa di Jean Smart.

A condurre, per la prima volta da quindici anni, una donna: Mariska Hargitay, volto di Olivia Benson in Law & Order: Unità Speciale, che ha aperto la cerimonia cantando e ha tenuto il ritmo per tutta la notte. Una scelta simbolica per una serata che ha premiato soprattutto il racconto lungo e la scrittura, più che i nomi da copertina.

The Pitt conferma il dominio sul fronte drammatico

Il secondo capitolo di The Pitt arrivava con venticinque candidature, il record assoluto della stagione, e le ha trasformate nel premio che conta di più. Noah Wyle si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo la statuetta come miglior attore protagonista in una serie drammatica, blindando il legame tra il personaggio del dottor Robby e la serie che lo ha riportato al centro della scena dopo E.R.

La categoria femminile ha invece regalato la storia più attesa da chi segue la televisione da vicino: Rhea Seehorn ha vinto il suo primo Emmy in carriera per Pluribus, la nuova creatura di Vince Gilligan. Per anni citata come l’esempio perfetto dell’interprete ignorata dall’Academy ai tempi di Better Call Saul, Seehorn si è presa la rivincita proprio grazie a una reunion con Gilligan, che a sua volta ha portato a casa il premio per la miglior sceneggiatura drammatica.

Tra i non protagonisti, colpo di scena tra le donne: Allison Janney ha vinto come miglior attrice non protagonista per The Diplomat, prevalendo su ben cinque interpreti di The Pitt che si contendevano lo stesso premio. Tra gli uomini si è imposto Tom Pelphrey per Task, mentre il premio per la miglior regia drammatica è andato a Saul Metzstein per Slow Horses.

Widow’s Bay riscrive i record della commedia

Se c’è una protagonista assoluta della notte, è Widow’s Bay. La commedia horror di Apple TV+ ha chiuso con quattordici Emmy complessivi tra le cerimonie Creative Arts e la serata principale, uno in più dei tredici conquistati un anno fa da The Studio: è ufficialmente la commedia più premiata di sempre in una singola stagione, e alla prima annata.

Il gruppo di interpreti ha fatto incetta di statuette. Kate O’Flynn ha vinto come miglior attrice non protagonista, Stephen Root come miglior attore non protagonista, Betty Gilpin come miglior guest star femminile. A completare il bottino, la regia di Hiro Murai, la sceneggiatura di Katie Dippold e, naturalmente, il premio come miglior serie commedia.

In questo trionfo si è comunque ritagliata il suo momento Jean Smart, premiata come miglior attrice protagonista in una commedia per Hacks. È l’ottava statuetta in carriera, quella che la porta a pari merito con Julia Louis-Dreyfus e Cloris Leachman come interprete più premiata nella storia degli Emmy, ed è anche il quinto e ultimo riconoscimento per la sua Deborah Vance, visto che la serie ha chiuso i battenti con l’ultima stagione. Chi torna a casa a mani vuote, invece, è Harrison Ford: la sua prima candidatura per Shrinking, tra i non protagonisti della commedia, non si è trasformata in premio.

Matthew Rhys entra nella storia degli Emmy

La notte porta un nome scolpito nel record. Matthew Rhys è diventato il primo interprete a vincere due premi da protagonista in categorie diverse nella stessa edizione: miglior attore in una commedia per Widow’s Bay e miglior attore in una miniserie o film per The Beast in Me, il thriller Netflix accanto a Claire Danes.

C’è di più. Avendo già vinto come miglior attore drammatico per The Americans nel 2018, Rhys è ora l’unico attore ad aver conquistato il premio da protagonista in tutte e tre le categorie recitative della televisione: dramma, commedia e miniserie. Una versatilità che a Los Angeles gli è valsa una standing ovation.

DTF St. Louis guida il fronte delle miniserie

Nella categoria miglior miniserie o serie antologica l’ha spuntata DTF St. Louis, che ha battuto concorrenti attesissime come Beef e The Beast in Me. La serie ha trascinato con sé due premi recitativi: Linda Cardellini come miglior attrice non protagonista e David Harbour come miglior attore non protagonista.

Il premio come miglior attrice protagonista è andato invece a Sally Field per Remarkably Bright Creatures, mentre tra gli attori protagonisti, come detto, ha trionfato Matthew Rhys per The Beast in Me.

Reality e varietà: The Traitors e Colbert

Fuori dalle categorie di finzione, il premio come miglior reality competitivo è andato a The Traitors, che consolida la sua reputazione di gioco televisivo più discusso del momento. Tra i programmi di varietà si è imposto The Late Show With Stephen Colbert, riconoscimento dal sapore particolare per uno show che ha da poco salutato il suo pubblico.

(Photo by Richard Shotwell/Invision/AP)

Una notte anche di addii

La cerimonia si è ritagliata uno spazio importante per la memoria. Il segmento In Memoriam, accompagnato dalla voce di Noah Kahan su Bridge Over Troubled Water, ha reso omaggio a Dolly Parton, scomparsa lo scorso 25 agosto all’età di ottant’anni dopo una breve malattia. A ricordarla sul palco è stata Sally Field, sua compagna di set in Steel Magnolias, prima dell’esibizione di Reba McEntire su una delle sue canzoni.

Toccante anche il tributo a Rob Reiner, affidato a Jamie Lee Curtis. Il regista, scomparso lo scorso dicembre, aveva vinto pochi giorni prima, alla cerimonia Creative Arts, il premio postumo come miglior guest star in una commedia per la sua interpretazione in The Bear.

Tutti i vincitori, categoria per categoria

Miglior serie drammatica: The Pitt Miglior serie commedia: Widow’s Bay Miglior miniserie o serie antologica: DTF St. Louis Miglior attore protagonista drammatico: Noah Wyle, The Pitt Miglior attrice protagonista drammatica: Rhea Seehorn, Pluribus Miglior attore non protagonista drammatico: Tom Pelphrey, Task Miglior attrice non protagonista drammatica: Allison Janney, The Diplomat Miglior regia drammatica: Saul Metzstein, Slow Horses Miglior sceneggiatura drammatica: Vince Gilligan, Pluribus Miglior attore protagonista in una commedia: Matthew Rhys, Widow’s Bay Miglior attrice protagonista in una commedia: Jean Smart, Hacks Miglior attore non protagonista in una commedia: Stephen Root, Widow’s Bay Miglior attrice non protagonista in una commedia: Kate O’Flynn, Widow’s Bay Miglior guest star maschile in una commedia: Rob Reiner, The Bear Miglior guest star femminile in una commedia: Betty Gilpin, Widow’s Bay Miglior regia di una commedia: Hiro Murai, Widow’s Bay Miglior sceneggiatura di una commedia: Katie Dippold, Widow’s Bay Miglior attore protagonista in una miniserie o film: Matthew Rhys, The Beast in Me Miglior attrice protagonista in una miniserie o film: Sally Field, Remarkably Bright Creatures Miglior attore non protagonista in una miniserie o film: David Harbour, DTF St. Louis Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film: Linda Cardellini, DTF St. Louis Miglior reality competitivo: The Traitors Miglior serie di varietà: The Late Show With Stephen Colbert

Il quadro che ne esce è chiaro: gli Emmy 2026 hanno premiato le piattaforme che hanno scommesso sulla qualità della scrittura più che sui volumi. Apple TV+ esce dalla serata come la vera regina, con The Pitt sul versante drammatico e Widow’s Bay su quello comico, e con Pluribus a raccogliere applausi anche senza il premio principale. Una direzione che conferma dove sta andando la televisione che conta, e che vale la pena continuare a seguire da vicino.

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