La serata degli Emmy 2026 ha premiato il miglior dramma prestigioso della nuova stagione, da The Pitt a Pluribus, confermando quanto il piccolo schermo sappia ormai competere con il cinema per ambizione e profondità. Ma quella strada l’ha aperta una serie precisa, ventisette anni fa: I Soprano. Prima che le serie diventassero l’ossessione culturale che sono oggi, un boss del New Jersey seduto sul lettino di una psicoterapeuta ha cambiato per sempre le regole del gioco. E oggi, in Italia, quel capolavoro è tornato facilmente accessibile.
I Soprano e la nascita della golden age televisiva
Creata da David Chase e trasmessa da HBO dal 1999 al 2007, I Soprano racconta Tony Soprano, capo di una famiglia mafiosa italoamericana del New Jersey, alle prese con attacchi di panico che lo spingono, di nascosto, in terapia. Da quel dispositivo semplice e geniale, il boss che confessa le proprie paure a una dottoressa, Chase costruisce sei stagioni e ottantasei episodi che scardinano ogni convenzione. La mafia diventa lo specchio della famiglia americana media, con le sue nevrosi, le sue ipocrisie e le sue crisi.

Non è esagerato dire che senza I Soprano non esisterebbero, almeno non nella forma che conosciamo, i grandi antieroi televisivi che sono arrivati dopo. È qui che nasce l’idea che un protagonista possa essere insieme spietato e fragile, colpevole e amatissimo dal pubblico.
Tony Soprano, il boss in terapia
Il volto di tutto questo è James Gandolfini, che trasforma Tony in una delle figure più complesse mai apparse in televisione: violento e tenero, patriarca e bambino spaventato. Attorno a lui ruota un cast irripetibile. Edie Falco è Carmela, la moglie che convive con i compromessi morali del proprio benessere. Lorraine Bracco è la dottoressa Jennifer Melfi, la terapeuta che tiene in mano il segreto più pericoloso della serie. E poi Michael Imperioli come il nipote impulsivo Christopher, Tony Sirico nei panni di Paulie, Steven Van Zandt come il fedele Silvio, Dominic Chianese nel ruolo dello zio Junior e Nancy Marchand come Livia, la madre di Tony, forse il personaggio più temibile di tutti.
Il finale a nero e le polemiche del 2007
Nel 2007 l’ultimo episodio ha chiuso la serie con una delle scene più discusse della storia della televisione. Riuniti in una tavola calda, i Soprano vivono minuti di tensione crescente sulle note di un classico rock, finché l’immagine si interrompe di colpo, sul nero, senza spiegazioni. All’epoca molti spettatori pensarono a un guasto del televisore. David Chase non ha mai voluto chiarire del tutto cosa fosse accaduto a Tony, lasciando che l’ambiguità diventasse parte integrante del finale. Ancora oggi se ne discute, ed è forse la prova più netta di quanto la serie sia entrata nel profondo dell’immaginario.

L’eredità e il prequel ‘I molti santi del New Jersey’
L’ombra de I Soprano si allunga su tutto ciò che è venuto dopo, dalle grandi saghe dell’antieroe alle serie di prestigio che ancora oggi dominano gli Emmy. Nel 2021 il mondo di Tony è tornato al cinema con il film prequel I molti santi del New Jersey, ambientato nella Newark degli anni Sessanta e Settanta, con il giovane Tony interpretato da Michael Gandolfini, figlio di James. Un passaggio di testimone dal forte carico emotivo, arrivato otto anni dopo la scomparsa dell’attore, morto nel giugno 2013 a Roma.
Dove vedere I Soprano in streaming in Italia
Per anni, in Italia, I Soprano è stata legata al mondo Sky. Dal 13 gennaio 2026, con l’arrivo di HBO Max nel nostro Paese, la serie è entrata nel catalogo della piattaforma di Warner Bros. Discovery, che raccoglie i grandi titoli HBO. HBO Max è accessibile con abbonamento dedicato oppure come canale aggiuntivo dentro Prime Video, il che rende oggi molto più semplice recuperare tutte e sei le stagioni dall’inizio. Se non avete mai conosciuto Tony Soprano, è il momento giusto per farlo. Se lo avete già amato, sapete che è una di quelle serie che, a rivederla, restituisce sempre qualcosa di nuovo.












