Doveva restare nei cinema italiani soltanto tre sere, dal 28 al 30 settembre. Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor premiato alla Mostra di Venezia, ha invece riempito le sale al punto da far cambiare i piani a I Wonder Pictures: la programmazione andrà avanti oltre l’uscita evento. Andrea Romeo, fondatore della casa di distribuzione, ha riassunto così la decisione: “Finché le sale lo vorranno, Naza continuerà a essere proiettato nei cinema”.
È un risultato che raramente si associa a un documentario, e ancora più di rado a un documentario politico. I numeri, però, non lasciano spazio a interpretazioni.
I numeri di Naza al box office italiano
Il 28 settembre, giorno del debutto, Naza ha incassato 451.872 euro con 60.467 spettatori in 392 cinema. Ha preso subito il primo posto, con la media per sala più alta della top ten: 1.153 euro. Da solo ha rappresentato quasi il 39% dell’incasso complessivo della giornata. La riedizione di Avengers: Endgame Extra si è fermata a 179.612 euro, al secondo posto.

Il giorno dopo il documentario è cresciuto ancora. Martedì 29 ha raccolto 623.164 euro e 83.163 presenze in 456 sale, con un aumento del 36% rispetto al debutto e una media salita a 1.367 euro. Dopo appena due giorni il totale è di 1.096.816 euro, con 146.720 spettatori. Il confronto con il 2025 dà la misura del risultato. Un anno fa, in un martedì di fine settembre, l’intero mercato italiano aveva incassato poco più di quanto Naza ha raccolto da solo.
Mancano ancora i dati di mercoledì 30, ultima giornata della finestra evento. Il prossimo traguardo è comunque vicino: La voce di Hind Rajab, l’altro film su Gaza passato dal Lido, aveva chiuso la sua corsa italiana a 1.572.210 euro.
Cosa racconta il documentario
Naza è costruito su conversazioni notturne, girate sui tetti di Tel Aviv, con 24 tra ufficiali dell’intelligence e militari israeliani. Tutti parlano in forma anonima e descrivono il sistema con cui vengono scelti gli obiettivi nella guerra a Gaza, compreso il ricorso all’intelligenza artificiale. Al centro del racconto ci sono le conseguenze di quel sistema sulla popolazione civile.
Abraham e Szor sono due dei quattro registi di No Other Land, il film che nel 2025 ha vinto l’Oscar come miglior documentario. Naza è prodotto dal Guardian e da James Wilson con la sua JW Films. Tra i produttori esecutivi figura Jonathan Glazer, il regista di La zona d’interesse.
Da Venezia 83 alla sala
Il documentario è entrato in concorso alla Mostra all’ultimo momento, unico documentario in gara. La prima mondiale in Sala Grande, il 10 settembre, è stata accolta da una delle ovazioni più lunghe dell’edizione. Il 12 settembre la giuria gli ha assegnato il Premio speciale, e poche ore dopo il film è diventato un caso politico in Israele. Ne avevamo parlato nel racconto dei vincitori di Venezia 83 e nel pezzo sulle date di uscita dei film premiati.
Quel clamore si è trasformato in biglietti venduti, e non era scontato. Un documentario scomodo che batte un cinecomic e un concerto evento dice qualcosa di preciso sul pubblico italiano: davanti a un’opera percepita come necessaria, torna a riempire la sala.
Quanto resterà al cinema e quando arriva in streaming
Non c’è una data di permanenza valida per tutta Italia. Saranno i singoli esercenti a decidere se e per quanto tenere Naza in programmazione, quindi conviene controllare giorno per giorno gli orari del proprio cinema.
C’è poi un dettaglio che rende il successo ancora più significativo. Dopo il passaggio in sala, a fine novembre, il film sarà disponibile gratis in streaming sul sito del Guardian. Quasi 150mila spettatori, in due soli giorni, hanno scelto di pagare il biglietto sapendo che tra poche settimane potranno vederlo senza spendere nulla. Più di ogni classifica, è questo il segnale che il cinema come esperienza collettiva conta ancora.












