Bastano le prime note: chiunque sia cresciuto in Italia tra gli anni Settanta e Ottanta riconosce Dune Buggy prima ancora che parta il ritornello. Dietro quella canzone, e dietro buona parte dell’immaginario sonoro di Bud Spencer e Terence Hill, ci sono due fratelli nati ai Castelli Romani: Guido e Maurizio De Angelis, per tutti gli Oliver Onions. Un nome che suona inglese, una firma che il pubblico ha imparato a memoria senza sapere che dietro c’erano due musicisti di Rocca di Papa.
Raccontarli tra i Maestri del suono significa accettare un’idea che la critica ha impiegato decenni a digerire: la colonna sonora non è solo partitura orchestrale, può essere anche canzone pop, sigla da cantare, ritornello che esce dal cinema e finisce nei juke box. I De Angelis hanno costruito un’intera carriera su questa intuizione, e il tempo, con l’aiuto inatteso di Quentin Tarantino e Wes Anderson, ha dato loro ragione.
Guido e Maurizio De Angelis, le origini a Rocca di Papa
I fratelli nascono a Rocca di Papa, alle porte di Roma: Guido il 22 dicembre 1944, Maurizio il 22 febbraio 1947. La musica arriva presto e arriva in coppia. Nel 1963 pubblicano il primo 45 giri per la CBS, Un vecchio macinino con La goccia d’acqua sul lato B, firmato semplicemente Guido e Maurizio. Seguono anni di gavetta: la band dei Black Stones, poi ribattezzata The G & M, l’album Beat melody nel 1966 e soprattutto il lavoro da turnisti e arrangiatori per la RCA Italiana, la grande fabbrica della canzone romana di quegli anni, dove mettono le mani sui dischi di artisti come Lucio Dalla e Gabriella Ferri.
I ruoli, fin da allora, sono distinti ma complementari: Guido alla voce, al flauto e alle percussioni, Maurizio alla chitarra, alle tastiere e agli arrangiamenti. È in quello studio di registrazione, più che in un conservatorio, che imparano il mestiere di scrivere musica su misura per qualcun altro.
Nino Manfredi e Per grazia ricevuta, il primo film
La porta del cinema la apre un attore. Lo ha raccontato lo stesso Maurizio: i fratelli avevano curato l’arrangiamento di Tanto pe’ cantà portata da Nino Manfredi a Sanremo, e Manfredi, entusiasta del risultato, chiese loro di musicare Per grazia ricevuta, il film del 1971 che segnava il suo primo lungometraggio da regista. Era il primo film per i De Angelis, ma dietro c’erano già quasi dieci anni di studio di registrazione.
Da lì il ritmo diventa vertiginoso. Nel loro periodo d’oro arrivano a firmare anche quindici colonne sonore in un anno, senza contare i dischi. Il cinema popolare italiano di quegli anni, tra western, polizieschi e commedie d’avventura, ha un bisogno continuo di musica, e i De Angelis hanno una velocità e una versatilità che pochi possono permettersi.
Perché si chiamano Oliver Onions
La quantità di lavoro crea un problema pratico: troppi dischi con lo stesso nome rischiano di saturare il mercato. La soluzione è moltiplicare le identità. I De Angelis incidono come M&G Orchestra, Dilly Dilly, I Charango, Barqueros, Kangaroo Team e con altre sigle ancora. Ma una sola di queste diventerà leggenda.

Il nome Oliver Onions viene da uno scrittore britannico, George Oliver Onions, autore vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento e noto soprattutto per i racconti di fantasmi. A suggerirlo fu Susan Duncan Smith, la paroliera inglese che collaborava con loro ai testi: le due parole si pronunciano esattamente come si scrivono, erano facili da ricordare per chi parlava inglese e per chi non lo parlava affatto. In un’epoca in cui le canzoni dei film dovevano funzionare sui mercati di mezza Europa, era la scelta perfetta. Accanto a Duncan Smith, l’altro collaboratore storico ai testi e ai cori è Cesare De Natale, presenza costante nelle loro canzoni più famose.
Continuavano a chiamarlo Trinità, l’incontro con Bud Spencer e Terence Hill
Il legame che definirà la loro carriera nasce nel 1971 con …continuavano a chiamarlo Trinità di Enzo Barboni, il seguito del film che aveva trasformato Bud Spencer e Terence Hill in una coppia da record. Il primo capitolo aveva le musiche di Franco Micalizzi; per il secondo la produzione di Italo Zingarelli si affida ai De Angelis, che firmano temi come Trinity Stand Tall e la ballata Remember. Il film supera i quattordici milioni e mezzo di spettatori in Italia, e da quel momento i due fratelli diventano la voce musicale della coppia: alla fine saranno sedici le colonne sonore scritte per i film di Bud e Terence.
È una collaborazione che cambia il modo di pensare la musica per quel tipo di cinema. Dove il western classico usava cori e trombe alla Morricone, i De Angelis portano canzoni vere e proprie, in inglese, con strofa e ritornello, capaci di vivere anche fuori dalla sala.
Più forte ragazzi e il Nastro d’argento
La consacrazione arriva con …più forte ragazzi!, diretto da Giuseppe Colizzi nel 1972. Terence Hill e Bud Spencer sono Plata e Salud, due piloti squattrinati che tirano a campare con un vecchio aereo in Sud America, ed è il primo film della coppia ambientato in un contesto moderno, lontano dalla polvere del West. La sigla Flying Through the Air è il primo disco firmato con lo pseudonimo Oliver Onions, e il successo supera i confini: in Germania entra tra i venti singoli più venduti nel maggio 1973, arriva al quarto posto e resta in classifica per diciannove settimane.
Il riconoscimento della critica arriva nello stesso anno: il Sindacato dei giornalisti cinematografici assegna ai De Angelis il Nastro d’argento 1973 per la migliore musica proprio per …più forte ragazzi! Nell’albo d’oro di quel premio, dominato da Ennio Morricone con nove vittorie, il nome dei due fratelli romani compare accanto ai grandi della musica da film italiana.
Lo stesso anno firmano anche Anche gli angeli mangiano fagioli di Barboni, con Bud Spencer in coppia con Giuliano Gemma al posto di Terence Hill, da cui esce il singolo Angel and Beans interpretato dal duo Kathy & Gulliver.
Dune Buggy e Altrimenti ci arrabbiamo, la canzone che ha battuto il film
Se c’è un brano che riassume gli Oliver Onions, è quello. …altrimenti ci arrabbiamo!, diretto da Marcello Fondato e uscito nelle sale il 29 marzo 1974, racconta di due piloti, Bud Spencer e Terence Hill, che vincono a pari merito una gara e si contendono il premio: una dune buggy che gli scagnozzi di un affarista senza scrupoli distruggono, scatenando la loro vendetta a suon di sganassoni. L’auto di scena era una Puma Dune Buggy, costruita dall’omonima azienda romana sulla base del Maggiolino Volkswagen.
La canzone Dune Buggy diventa un successo superiore alle aspettative di chiunque. Entra nella classifica italiana dei singoli direttamente al settimo posto nella settimana del 25 maggio 1974, sale fino al secondo posto il 22 giugno e resta nella top ten per diciassette settimane consecutive, chiudendo l’anno come quindicesimo singolo più venduto. In Germania arriva all’ottavo posto. Dalla stessa colonna sonora viene Il coro dei pompieri, con il suo “la la la la lalla” che i fan cantano ancora a memoria.
Il dettaglio più sorprendente è che, nonostante il trionfo del singolo, la colonna sonora completa di …altrimenti ci arrabbiamo! non venne mai pubblicata in album. Bisognerà aspettare il dicembre 2021 perché le etichette Cabum, Beat Records e Digitmovies la stampino per la prima volta, quasi cinquant’anni dopo l’uscita del film. Un anno dopo, nel 2022, Dune Buggy torna nelle sale con la nuova versione cantata da Federico Zampaglione per il film omaggio …altrimenti ci arrabbiamo! prodotto da Compagnia Leone Cinematografica e Lucky Red, con Edoardo Pesce e Alessandro Roia nei ruoli che furono di Bud e Terence (#).
Piedone, Zorro e il cinema popolare degli anni Settanta
Ridurre i De Angelis ai soli film di Bud e Terence sarebbe un errore. Nel 1974 firmano dieci colonne sonore, tra cui Il bestione di Sergio Corbucci, Arrivano Joe e Margherito di Giuseppe Colizzi e L’arbitro di Luigi Filippo D’Amico. Con Steno costruiscono il mondo sonoro della serie di Piedone, il commissario Rizzo napoletano interpretato da Bud Spencer, da Piedone lo sbirro nel 1973 a Piedone a Hong Kong nel 1975, fino a Piedone l’africano e Piedone d’Egitto.
Il 1975 è l’anno di Zorro, il film di Duccio Tessari con Alain Delon nei panni dell’eroe mascherato. La sigla Zorro Is Back è uno dei loro brani più contagiosi, e avrà una seconda vita del tutto inattesa oltreoceano, vent’anni dopo.
La polizia incrimina, Keoma e il lato oscuro dei De Angelis
Esiste un altro volto degli Oliver Onions, meno solare e oggi molto ricercato dai collezionisti. È quello del poliziesco e del western crepuscolare, dove i fratelli sperimentano rock acido, funk, progressive e flauti psichedelici. La polizia incrimina, la legge assolve di Enzo G. Castellari, del 1973, con Franco Nero, è considerata da molti la loro colonna sonora più iconica in questo filone: brani come Gangster Story hanno contribuito a definire il suono del poliziottesco italiano, poi ripreso in tanti film del genere.
Con Castellari e Franco Nero tornano a lavorare nel 1976 per Keoma, uno degli ultimi grandi western all’italiana, uscito il 25 novembre di quell’anno. Qui la musica diventa quasi un personaggio: la canzone Keoma, con le sue voci maschile e femminile che commentano le azioni del protagonista come un coro greco, nasce da una richiesta precisa. Secondo il racconto legato alla produzione, fu lo stesso Franco Nero a dire ai De Angelis che per quel film voleva qualcosa alla Leonard Cohen. Il risultato è una ballata dolente, lontanissima dall’allegria di Dune Buggy, che i cultori del genere considerano tra le loro prove migliori.
Nello stesso filone si collocano Mannaja di Sergio Martino, western del 1977 con Maurizio Merli, e Con la rabbia agli occhi di Antonio Margheriti, del 1976, ultimo film interpretato da Yul Brynner.
Sandokan, Orzowei e Furia, le sigle della televisione
Mentre il cinema li tiene occupati, la televisione li trasforma in un patrimonio familiare. Nel 1976 la Rai manda in onda Sandokan di Sergio Sollima, con Kabir Bedi nel ruolo della Tigre della Malesia, Philippe Leroy come Yanez de Gomera, Carole André nei panni di Lady Marianna e Adolfo Celi come James Brooke. La sigla, scritta dai De Angelis insieme allo stesso Sollima e a Susan Duncan Smith, diventa un inno generazionale, con quel “Sandokan” scandito che ancora oggi apre qualsiasi conversazione sullo sceneggiato. Un anno dopo firmano anche le musiche del film La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!, sempre di Sollima.

Nel 1977 arriva Orzowei, lo sceneggiato tratto dal romanzo di Alberto Manzi, il maestro che in televisione aveva insegnato a leggere e scrivere a milioni di italiani. La storia del ragazzo bianco cresciuto in una tribù africana, interpretato da Peter Marshall, deve una parte importante della sua popolarità proprio alla sigla degli Oliver Onions.
Lo stesso anno firmano musica e arrangiamento di Furia, la sigla del telefilm omonimo con il testo di Luigi Albertelli e la voce di Mal, quella del ritornello “Furia cavallo del West”: il singolo arriva al primo posto della classifica italiana. Dalla fine degli anni Settanta i De Angelis entrano anche nel mondo dei cartoni animati giapponesi ed europei, firmando sigle come Galaxy Express 999, Il gatto Doraemon, Rocky Joe, D’Artacan e Il giro del mondo di Willy Fog.
Lo chiamavano Bulldozer, Pari e dispari e Banana Joe
Il sodalizio con Bud Spencer si fa ancora più stretto alla fine del decennio. Nel 1978 Michele Lupo dirige Lo chiamavano Bulldozer, con Bud ex campione di football americano che allena una squadra di ragazzi del posto contro i marines di una base statunitense. Il brano Bulldozer, con testo di Cesare De Natale, è uno dei più amati dai fan, insieme a Just a Good Boy. Nello stesso anno Sergio Corbucci gira Pari e dispari, ancora con la coppia Spencer Hill, e i De Angelis regalano al film Brotherly Love, che anni dopo riaffiorerà anche in altri film di Bud.
Nel 1982 è la volta di Banana Joe di Steno, con Bud Spencer nei panni di un gigante buono che commercia banane in un villaggio del Sudamerica. Il tema principale, scritto con Cesare De Natale, lo canta lo stesso Bud insieme a Olimpio Petrossi: è una delle rare occasioni in cui il pubblico sente la vera voce dell’attore, abitualmente doppiato al cinema da Glauco Onorato.
Santamaria, il successo in Germania
Un capitolo della storia degli Oliver Onions resta quasi sconosciuto in Italia. Il 9 novembre 1979 pubblicano Santa Maria, il primo album di brani completamente inediti e tutti in lingua italiana, non legati ad alcun film. Il singolo Santamaria, uscito nel 1980, in patria non va oltre il ventisettesimo posto. In Germania invece arriva primo in classifica e ci resta per sei settimane consecutive, rimanendo in classifica per trenta settimane e chiudendo l’anno come quarto singolo più venduto. Conquista il primo posto anche in Svizzera.
È la prova di quanto i De Angelis fossero più popolari all’estero che in casa, un tratto che ritroveremo decenni dopo. Nei primi anni Ottanta concentrano infatti buona parte della loro attività su Germania e Spagna, senza smettere di comporre per il cinema: tra gli altri, Bomber di Michele Lupo e Il mondo di Yor di Antonio Margheriti, entrambi dei primi anni Ottanta.
Dalla musica alla produzione: DAP Italy e De Angelis Group
Negli anni Novanta i fratelli si allontanano dalla scena musicale. Guido in particolare si dedica alla produzione con la società DAP Italy, De Angelis Group, di cui è general manager. Il suo nome compare come produttore o produttore esecutivo in film come The Clan di Christian De Sica, 18 anni dopo di Edoardo Leo, Razzabastarda di Alessandro Gassmann e La mossa del pinguino di Claudio Amendola, oltre che in diverse fiction televisive.
È un percorso raro: pochi compositori di colonne sonore sono passati dall’altra parte della barricata, diventando quelli che le musiche le commissionano.
Tarantino, Wes Anderson e la riscoperta internazionale
Mentre in Italia gli Oliver Onions restano associati soprattutto alla nostalgia televisiva, il cinema americano li riscopre per conto suo. Nel 1996 Wes Anderson, al suo primo lungometraggio Bottle Rocket, sceglie Zorro Is Back per accompagnare la sequenza in cui i protagonisti interpretati da Luke e Owen Wilson partono per la loro fuga improbabile, in un montaggio che diventerà uno dei marchi di fabbrica del regista. La canzone finisce anche nell’album ufficiale della colonna sonora, e quest’estate è stata eseguita all’Hollywood Bowl durante i concerti dedicati alla musica dei film di Anderson, con Beck sul palco e Bill Murray a unirsi al coro finale.
Nel 2007 tocca a Quentin Tarantino, che in A prova di morte, il suo segmento del progetto Grindhouse, usa Gangster Story dei De Angelis durante l’inseguimento finale, quando le ragazze ribaltano i ruoli e danno la caccia a Stuntman Mike. Per un regista che ha costruito la sua estetica saccheggiando il cinema di genere italiano (#), è quasi un omaggio dovuto.
La reunion, da Lucca Comics al concerto per Bud Spencer a Budapest
Il ritorno sul palco arriva nel novembre 2007, quando gli Oliver Onions tengono il loro primo concerto dopo venticinque anni al Lucca Comics. Maurizio ha raccontato che entrambi erano riluttanti, dopo tanto tempo lontani dalle esibizioni dal vivo, e che Guido, assorbito per anni dalla produzione, era terrorizzato all’idea di tornare a cantare da solista.

La vera consacrazione arriva però dall’Ungheria, dove i film di Bud Spencer e Terence Hill erano popolarissimi già negli anni del regime comunista e lo sono ancora oggi. Il 29 novembre 2016, pochi mesi dopo la morte di Bud Spencer, gli Oliver Onions suonano alla László Papp Arena di Budapest davanti a oltre diecimila persone, in un concerto organizzato dal promoter Gábor Kóves come omaggio all’amico scomparso. Sul palco con Guido e Maurizio ci sono diciotto musicisti italiani, un’orchestra ungherese di trenta elementi e un coro di trentadue voci. Dalla serata nasce il cofanetto Oliver Onions Reunion Live, Budapest, pubblicato nel novembre 2017.
Da lì riprendono i concerti anche in Italia, con una data a Roma nel luglio 2018 e il nuovo spettacolo …continuiamo a chiamarli Oliver Onions, presentato nel 2019 tra il Comics Fest di Verona e il palco principale di Lucca Comics & Games.
Future Memorabilia, Tommaso Paradiso e i nuovi tributi
Il 29 ottobre 2021 esce per BMG Future Memorabilia, album arrangiato da Ricky Quagliato con la copertina disegnata dal fumettista Denis Medri. I classici vengono riletti con ospiti di generazioni diverse: Tommaso Paradiso canta Orzowei, Claudio Baglioni ed Elio sono tra gli altri nomi coinvolti, e c’è spazio anche per una Dune Buggy (From The Future) e una nuova Bulldozer. Due anni dopo, nel settembre 2023, Guido racconta la sua storia nell’autobiografia Il sognatore. Io, gli Oliver Onions e tutta una vita.
Il riconoscimento continua ancora oggi: Guido De Angelis è tra i nomi al centro dell’edizione di VerticalMovie 2026, il festival romano del cinema in formato verticale.
Il lascito degli Oliver Onions
Interrogati su cosa avessero capito dopo mezzo secolo di colonne sonore, i fratelli hanno risposto che il segreto è entrare nelle situazioni e nell’anima di chi ha scritto la storia, e che tutto si riduce a una questione di sensibilità. È una definizione modesta per un lavoro che ha lasciato un segno enorme.
Gli Oliver Onions non hanno avuto la consacrazione accademica di Morricone (#) o di Nino Rota (#), e probabilmente non l’hanno mai cercata. Hanno fatto qualcosa di diverso: hanno scritto canzoni che i padri cantavano ai figli, e che quei figli oggi cantano ai propri, spesso senza sapere chi le abbia composte. Hanno dimostrato che una colonna sonora può funzionare anche come hit radiofonica, e che un film popolare può avere un’identità musicale tanto forte da sopravvivere al film stesso. Wes Anderson e Tarantino se ne sono accorti da lontano. In Italia, forse, è il momento di accorgersene da vicino.












