Fuori il deserto, dentro un giardino che fiorisce anche contro la natura. È il microcosmo di Le rose di Marrakech, il nuovo film di Ginevra Elkann con Fanny Ardant, che sarà presentato nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma sabato 17 ottobre alle 21. Accanto all’attrice francese recitano Nisrin Erradi e Ahmed Hammoud, in una storia che la regista definisce piccola, e rivendica come tale.
Le rose di Marrakech, la trama
Al centro del racconto ci sono due donne che vengono da mondi lontanissimi. Isabelle, interpretata da Fanny Ardant, è la padrona di una tenuta di Marrakech sospesa fuori dal tempo, un luogo dove la bellezza e l’ordine servono a tenere lontano tutto ciò che fa male. Leila, il personaggio di Nisrin Erradi, è la sua governante devota, custode meticolosa di quell’equilibrio. Poi c’è Yusef, il capo giardiniere a cui dà volto Ahmed Hammoud, che dedica ogni energia a mantenere in vita un giardino fiorito ai margini del deserto.

Ognuno recita alla perfezione la propria parte, finché la realtà non scavalca le mura di cinta. L’arrivo inatteso della sorella di Leila porta con sé un segreto pesante del loro passato, e la quiete del piccolo mondo di Isabelle comincia a incrinarsi.
Ginevra Elkann: «un film sulla memoria»
Per la regista il film nasce da un’idea precisa di intimità. «Le rose di Marrakech è un film sulla memoria, e sull’amore che teniamo in silenzio», spiega Elkann. «È una storia piccola, e lo dico come un elogio. Parla d’amore, del mestiere quotidiano di sopravvivere al proprio dolore, e della tenerezza che troviamo lungo la strada. L’ho fatto vicino all’osso, perché è l’unico posto in cui so trovare qualcosa di vero, e quindi di universale».

È una dichiarazione che dice molto del cinema di Elkann, formata alla London Film School e cresciuta sui set come assistente di Bernardo Bertolucci e Anthony Minghella. Le rose di Marrakech è il suo terzo lungometraggio, dopo Magari (2019) e Te l’avevo detto (2023), e secondo quanto riportato da Variety è stato girato ad Aïn Kassimou, la tenuta di famiglia nel palmeto di Marrakech.
Il cast e la squadra tecnica
La scelta di Fanny Ardant per Isabelle dà al film un peso particolare: l’attrice, musa di François Truffaut, porta sullo schermo una signora che governa il proprio mondo con eleganza e controllo. Al suo fianco, Nisrin Erradi e Ahmed Hammoud completano il gruppo di protagonisti, con Jalila Talemsi e Boubker Fahmi nel cast.
Il soggetto è della stessa Elkann, che firma la sceneggiatura insieme a Babak Jalali e Chiara Barzini. La fotografia è di Simone D’Arcangelo, il montaggio di Francesca Calvelli, le musiche originali di Fabio Massimo Capogrosso. Completano la squadra Rachele Meliadò alla scenografia, Theodora Chia ai costumi e Hamza Morchid al suono. Il film dura 90 minuti.

Produzione e uscita in Italia
Le rose di Marrakech è prodotto da Fabrizio Mosca e Jean Bréhat per Asmara Films, in collaborazione con Rai Cinema. La distribuzione italiana è affidata a Lucky Red, mentre le vendite internazionali sono state affidate a True Colours. La data di uscita nelle sale non è ancora stata comunicata: il primo appuntamento con il pubblico resta la serata romana del 17 ottobre, in un’edizione della Festa che tra i titoli italiani schiera anche Il Ministero dell’Amore.












