Home News“Il topo di gomma”, un padre sospettato e un’eredità

“Il topo di gomma”, un padre sospettato e un’eredità

Dall'11 ottobre a Pieve di Cento le riprese del nuovo film del regista di Maschile singolare, un dramma agrodolce con Romano Reggiani protagonista.

by Alessandro Pinto

Gabriele ha trent’anni e un’occasione da non perdere: un lontano parente gli ha lasciato un’eredità, e per averla tutta gli serve soltanto una firma. Quella di suo padre, che dovrebbe rinunciare alla propria parte. Il guaio è che padre e figlio non si parlano da anni, e che l’uomo è il principale sospettato di un brutale omicidio, finito al centro di un caso mediatico e a un passo dall’arresto.

Comincia così Il topo di gomma, il nuovo film scritto e diretto da Matteo Pilati, le cui riprese partiranno l’11 ottobre a Pieve di Cento, nella Bassa bolognese. Lo produce Rufus Film in collaborazione con OndaFILM e con il sostegno del Comune che ospiterà il set. Protagonista è il bolognese Romano Reggiani.

Un ritorno a casa, per il personaggio e per il regista

Il film si muove tra dramma e commedia agrodolce, e per Pilati ha il sapore di un ritorno: il regista è originario di San Pietro in Casale, nella stessa provincia di Bologna, e dopo aver ambientato i suoi lavori precedenti a Roma e sulla costa meridionale della Sicilia torna nella sua terra. «Questo film vuole essere una riflessione su quanto tendiamo a ingannare noi stessi e a manipolare gli altri, nei rapporti familiari, interpersonali, ma persino nelle indagini giudiziarie, piuttosto che affrontare una verità spiacevole», spiega l’autore.

Pilati ha esordito nel 2021 con Maschile singolare, diretto insieme ad Alessandro Guida e uscito su Prime Video, una commedia che ha girato anche all’estero e ha vinto un Diversity Media Award. Due anni dopo è arrivato L’estate più calda, ancora su Prime Video, con Gianmarco Saurino.

Il cast: Romano Reggiani e i volti di Mare fuori, The White Lotus e Suburra

Reggiani, visto in Mare fuori, Scuola di seduzione e Lamborghini – The Man Behind the Legend, interpreta Gabriele. Accanto a lui Camilla Semino Favro (1993, Vostro onore), Alice Angelica, già con Pilati in L’estate più calda, Eleonora Romandini (The White Lotus, 23.000 vite), Francesco Cavallo (La scuola cattolica, Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso) ed Eduardo Valdarnini, che con il regista aveva già lavorato in Maschile singolare e che il pubblico ricorda in Suburra – La serie.

Dietro la macchina da presa: Franco Alfano e The Nameless Ballad

La fotografia è di Yuri Santurri, che ha firmato le immagini di The Nameless Ballad di Federico Zampaglione, il montaggio di Marco Signoretti (Piano piano, Je so’ pazzo) e la scenografia di Marco Scarpa (Nina dei lupi, Tornando a Est). Curiosa la scelta per le musiche: Marco Sabiu, autore della colonna sonora del documentario su Rockin’1000, rielaborerà Risurrezione, l’opera di Franco Alfano, il compositore che completò la Turandot lasciata incompiuta da Puccini.

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