Home News“Il canto di Alina”, la fuga di Johana verso il confine

“Il canto di Alina”, la fuga di Johana verso il confine

Opera prima di Ilaria Braccialini e Federica Oriente, Premio Corso Salani al Trieste Film Festival, al cinema dal 22 ottobre con Lo Scrittoio.

by Valeria Bernardo

Johana è giovanissima e cammina lungo la rotta balcanica con un solo obiettivo: arrivare in Europa. Durante il viaggio conosce Alina, una ragazza moldava poco più grande di lei, e tra le due nasce un legame fortissimo. In Italia, però, le aspetta il racket della prostituzione.

Il canto di Alina, opera prima di Ilaria Braccialini e Federica Oriente, arriva al cinema dal 22 ottobre con Lo Scrittoio, dopo l’anteprima internazionale al Trieste Film Festival, dove ha vinto il Premio Corso Salani, intitolato al regista e attore scomparso nel 2010.

La trama: una fuga verso il confine

Alina, solo in apparenza la più forte delle due, viene consumata dalla violenza fino a non sopravvivere. Johana, sconvolta dalla morte dell’amica, decide di ribellarsi e di scappare: prende in ostaggio Lorenzo, un tassista di mezza età, e lo costringe a guidare verso il confine. Il viaggio forzato diventa lentamente un confronto tra due solitudini, da cui nascono un rispetto inatteso e una fragile solidarietà. Per Johana la fuga è un atto di coraggio e di riscatto, la possibilità di scegliere finalmente il proprio destino.

Johana è interpretata da Caterina Truci, Alina da Adriana Papana, Lorenzo da Cristiano Caldironi; nel cast anche Viktorija Portnova, Sorana Samolia e Filippo Todorov.

Due registe e un collettivo indipendente

La scelta della coregia, raccontano le autrici, nasce dal bisogno di confrontarsi con chi condivide la stessa urgenza ma guarda la realtà in un altro modo. E tengono a tenersi lontane da un’etichetta precisa: «Non vogliamo cadere nell’etichetta della “regia al femminile” che racconta un dramma femminile».

Il film è prodotto dal collettivo Oxymoro Creative Studio con Akita Film, con il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film Commission, Marche Film Commission e Fondazione Francesco Morelli. Dopo Trieste ha girato diversi festival internazionali, tra Barcellona, Madrid e Londra; in Italia è stato finalista ai Fabrique du Cinéma Awards come migliore opera prima e ha vinto lo stesso premio all’Asti International Film Festival.

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