Un ragazzino geniale che si sveglia in una struttura segreta, circondato da altri bambini con poteri fuori dal comune: è da qui che parte The Institute (l’istituto), l’adattamento televisivo firmato MGM+ del romanzo di Stephen King. Una premessa che unisce l’immaginario dei ragazzini “dotati” alla paranoia della sperimentazione governativa, e che ha spinto molti a paragonarla tanto agli X-Men quanto a Stranger Things. La prima stagione non ha ancora espresso tutto il suo potenziale, ma la seconda potrebbe finalmente cambiare le cose.
La serie segue il giovane genio Luke Ellis, rapito e risvegliatosi in una struttura piena di bambini arrivati lì nel suo stesso modo, tutti dotati di abilità fuori dal comune, mentre in una cittadina vicina l’ex poliziotto Tim Jamieson cerca di ricominciare una nuova vita, destinato a incrociare il proprio cammino con quello di Luke. A dare volto ai due protagonisti sono Ben Barnes e Joe Freeman, quest’ultimo nei panni di Luke Ellis. Barnes interpreta Tim Jamieson, ex poliziotto disilluso che accetta il lavoro di guardia notturna in una piccola città, mentre Mary-Louise Parker è Ms. Sigsby, la carismatica ma inflessibile direttrice dell’Istituto, convinta credente nella sua terribile missione.
Sul piano della scala narrativa, The Institute è rimasto piuttosto contenuto. La sua ambientazione ruota attorno a una struttura dove bambini rapiti vengono sottoposti a esperimenti e alla cittadina che la circonda, un’impostazione che ricorda per certi versi ciò che Stranger Things faceva con Hawkins Lab e con le origini di Undici e degli altri soggetti dei test. I parallelismi con gli X-Men emergono invece quando la storia affronta il peso della responsabilità che grava sui suoi ragazzini super-dotati e i cambiamenti che vivono man mano che scoprono i limiti dei loro poteri.

Nonostante questi ingredienti condivisi con due franchise amatissimi, la prima stagione ha faticato a conquistare grandi riconoscimenti. Il problema principale è che, per quanto intrattenga, raramente porta qualcosa di realmente nuovo: molti dei suoi temi e dei suoi stilemi risultano già familiari agli appassionati di fantascienza e horror, il che spiega perché sia stata accostata a titoli più popolari. Ci sono comunque interpretazioni convincenti e alcuni momenti genuinamente inquietanti, ma la sensazione complessiva è quella di un prodotto troppo derivativo.
Ed è proprio qui che la seconda stagione può fare la differenza. La prima annata ha già seminato qualche elemento interessante da coltivare: la serie introduce la possibilità della precognizione, rivelando che alcuni giovani personaggi possiedono la rara capacità di vedere il futuro, e persino Luke mostra abilità precognitive. Approfondendo questo aspetto, la storia potrebbe spingersi dal conflitto tra determinismo e libero arbitrio fino alle conseguenze del manipolare il destino. Anche il rapporto tra il protagonista più giovane e un poliziotto locale richiama la dinamica tra Hopper e Undici, mentre l’età adolescenziale dei ragazzi apre spazio a temi di formazione, tra il lato positivo e quello oscuro dell’avere poteri fuori dall’ordinario.
C’è poi un fattore che rende questa nuova stagione un territorio inesplorato. Alla fine della prima stagione la serie aveva già adattato l’intero romanzo di King, seppur con alcune modifiche, il che significa che la seconda non può appoggiarsi al materiale d’origine esistente e deve andare oltre la storia originale, una prospettiva più insidiosa di un adattamento tradizionale. Un caso raro per un adattamento kinghiano, che offre alla produzione l’occasione di guardare oltre la visione dello scrittore e superare gli stilemi più collaudati del genere.

Nel frattempo la macchina produttiva si è mossa con decisione. La serie aveva ottenuto il rinnovo per una seconda stagione appena un mese dopo il debutto di luglio. Come la prima, anche la seconda stagione sarà composta da otto episodi. Le riprese sono cominciate a Halifax all’inizio del 2026, con l’ingresso nel cast di Alfie Allen, star di Game of Thrones. Secondo gli aggiornamenti diffusi, Allen interpreterà un miliardario europeo tra i finanziatori dell’Istituto.
Sul fronte delle lavorazioni, i tempi si sono rispettati. Stephen King ha rivelato il 2 febbraio che le telecamere avevano iniziato a girare. Il cast ha poi confermato ufficialmente la fine delle riprese della seconda stagione a fine maggio, attraverso diversi post sui social. Quanto alla data d’uscita, la finestra di lancio per la serie fantascientifica di Stephen King è confermata. MGM+ si è impegnata per un’uscita nel 2026. I fan, però, dovrebbero aspettarsela dopo la finestra estiva che aveva ospitato la prima stagione.
Con un budget potenzialmente più ampio la serie potrebbe elevare la componente visiva ed espandere la propria mitologia soprannaturale ben oltre le convenzioni. E soprattutto potrebbe seguire la strada tracciata da X-Men e Stranger Things, raccontando il percorso, lungo e caotico, di ragazzini costretti a rinunciare all’innocenza per affrontare minacce reali. Se saprà correggere i difetti dell’esordio, The Institute ha davvero le carte in regola per diventare grande quanto le storie a cui viene paragonato.
La prima stagione di The Institute è disponibile su Amazon Prime video












