Due uomini, una scacchiera e una partita che dura più di quarant’anni. È il cuore de La variante di Lüneburg, il romanzo con cui Paolo Maurensig esordì nel 1993 per Adelphi e che diventò un caso letterario: un noir in cui gli scacchi smettono di essere un gioco e diventano un campo di battaglia, sullo sfondo della Germania nazista e delle sue persecuzioni.
Ora quel libro diventa un film. Sono iniziate a Trieste le riprese de La variante di Lüneburg, scritto e diretto da Gabriele Salvatores. Il set durerà nove settimane tra Trieste e Roma e il film uscirà nelle sale italiane con 01 Distribution, mentre le vendite internazionali sono affidate a Rai Cinema International Distribution.

Lo sport più violento che esista: come Salvatores legge il romanzo
Salvatores ha raccontato il film come la storia di un duello combattuto sul campo di una scacchiera, definendo gli scacchi lo sport più violento che esista e forse il meno cinematografico. Proprio per questo la sfida gli è piaciuta: a interessarlo è il lato magico, esoterico e crudele del gioco, quello che Maurensig immaginava fatto di penombre, buio e fuoco.
Già al momento dell’annuncio il regista aveva indicato un riferimento preciso, I duellanti di Ridley Scott: due persone che per tutta la vita continuano a sfidarsi, senza riuscire a smettere. Maurensig, nato a Gorizia nel 1943 e morto a Udine nel 2021, non vedrà il film, ma la sua terra sì: il Friuli Venezia Giulia sostiene il progetto attraverso la sua Film Commission.
Il cast: Toni Servillo contro Sebastian Koch
Il film mette uno di fronte all’altro due attori di peso. Toni Servillo, Coppa Volpi a Venezia nel 2025 per La grazia di Paolo Sorrentino, torna a lavorare con Salvatores dopo Il ritorno di Casanova. Accanto a lui c’è il tedesco Sebastian Koch, che il pubblico ricorda soprattutto come il drammaturgo spiato dalla Stasi ne Le vite degli altri.
Nel cast ci sono anche Damian Hardung, volto della serie Prime Video Maxton Hall – Il mondo tra di noi, e Thomas Prenn. Eduardo Scarpetta, il Pasquale Peluso de L’amica geniale, arriva sul set dopo il David di Donatello vinto per Qui rido io di Mario Martone, dove interpretava un suo antenato, Vincenzo Scarpetta, accanto proprio a Servillo.

Trieste, gli scacchi e la squadra del film
Per Salvatores Trieste è ormai un set di casa. Qui aveva girato i due capitoli de Il ragazzo invisibile e una parte di Napoli – New York, dove la città giuliana si era prestata a ricostruire la Grande Mela. Questa volta la storia è ambientata proprio lì, in una città di confine che sembra fatta apposta per un racconto mitteleuropeo.
Il film è prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone per Lotus Production, società di Leone Film Group, con Rai Cinema. La fotografia è di Diego Indraccolo, le scenografie di Rita Rabassini, i costumi di Patrizia Chericoni e le musiche di Federico De Robertis.
È un cambio netto di atmosfere per un regista che, dal premio Oscar per Mediterraneo in poi, ha attraversato la commedia, la fantascienza e il cinema per ragazzi. La data di uscita non è ancora stata annunciata.
Se ami i grandi duelli al cinema, leggi anche il nostro ritratto di Ridley Scott nella rubrica I Maestri della regia.












