Home NewsNella seconda stagione di ‘Welcome to Derry’ il vero mostro non è solo Pennywise

Nella seconda stagione di ‘Welcome to Derry’ il vero mostro non è solo Pennywise

Andy Muschietti anticipa un salto al 1935, tra povertà, violenza e il massacro della gang Bradley: la disperazione della Grande Depressione diventa il cuore del racconto.

by Valeria Bernardo

Andy Muschietti ha iniziato a svelare qualche dettaglio sulla seconda stagione di IT: Welcome to Derry, e la direzione presa promette di allontanarsi parecchio da quanto visto finora. Dopo il debutto della serie prequel legata ai film sull’iconico romanzo di Stephen King, il co-creatore ha confermato che il lavoro è ufficialmente in corso: “Siamo molto emozionati, siamo proprio ora nella stanza“, ovvero la squadra creativa è al momento immersa nella stanza degli sceneggiatori.

Il salto temporale è il primo elemento che ridisegna tutto. La nuova stagione si svolgerà nel 1935 e ruoterà attorno a uno degli interludi presenti nel romanzo di Stephen King, il massacro della gang Bradley. Si tratta di un balzo indietro di 27 anni rispetto alla prima stagione, che era ambientata nel 1962. Al centro della vicenda ci sarà una banda di fuorilegge: nel libro, un gruppo di criminali si nasconde a Derry mentre è in fuga dall’FBI, rapinando e uccidendo commercianti e seminando il caos.

C’è un dettaglio che rende la scelta ancora più affascinante: quella banda affonda le radici nella cronaca reale. I Bradley erano una sottotrama del romanzo IT, ispirata alla Brady Gang, un gruppo di rapinatori realmente esistito a metà anni Trenta; proprio come i personaggi che li hanno ispirati, la Brady Gang si fermò per acquistare armi e munizioni nel Maine e venne uccisa durante un’imboscata dell’FBI. Muschietti ha sottolineato di non voler inventare l’evento, ma di volerlo mettere in scena: la fine dei Bradley diventerà il grande “parossismo di violenza” della seconda stagione, allo stesso modo del rogo del Black Spot e del massacro al cinema nella prima.

Il punto più interessante, però, riguarda la natura stessa dell’orrore. Muschietti ha chiarito che la nuova stagione non si limiterà alla minaccia soprannaturale. “Ci sarà molto di quel trambusto dell’era della Depressione nell’aria dei nostri personaggi”, ha anticipato, aggiungendo che il team non salterà le cose sociali, culturali e orribili che accadevano all’epoca, e che anzi queste rappresentano il centro e il cuore della storia. È un elemento cruciale, perché lascia intendere che il male di Derry non sarà soltanto Pennywise, ma anche il contesto storico e la brutalità degli esseri umani ridotti alla disperazione.

Su questo aspetto Muschietti si è espresso con parole nette. “In questo caso, in superficie, Derry è quasi un cimitero”, ha detto. Ha descritto una città che è “la carcassa di qualcosa”, con persone svuotate, povere, stanche, senza lavoro e senza casa; i bambini non hanno più una vita suburbana e confortante, si trovano in una situazione molto diversa, e alcuni di loro sono orfani o in fuga. Nonostante il quadro cupo, il regista ha voluto lasciare uno spiraglio: l’ambiente è piuttosto desolante, ma resta sempre acceso l’aspetto della speranza, ed è ciò che tiene in piedi il nuovo gruppo di protagonisti.

Il rovesciamento di tono rispetto alla prima stagione è quindi radicale. Con l’ambientazione anni Trenta, la sfida degli sceneggiatori è tratteggiare la versione della Grande Depressione secondo IT, che “cambia drasticamente l’impianto”: a differenza del 1962, non c’è più alcun comfort suburbano. La povertà diffusa, in questa chiave, diventa il terreno di caccia ideale per l’entità che dimora nella città.

Il disegno complessivo, del resto, è chiaro fin dall’inizio. La serie è stata concepita come un racconto in tre stagioni che ripercorre i precedenti cicli di Pennywise documentati nel romanzo originale, con il team che ha sempre saputo che la seconda e la terza stagione avrebbero contenuto il massacro della gang Bradley e l’esplosione durante la caccia alle uova di Pasqua. A confermare la struttura, Muschietti ha spiegato che dopo aver diretto i due film, immaginava Welcome to Derry come una storia in tre stagioni che procede a ritroso nel tempo, coprendo il 1962, il 1935 e infine il 1908. Il terzo e ultimo capitolo si svolgerebbe nel 1908 e porta con sé la promessa dell’esplosione delle Ferriere Kitchener, che trasformò una gioiosa caccia alle uova pasquali in una tragedia incandescente.

A tenere insieme le diverse epoche ci penserà un filo narrativo preciso. Anche se la serie continua a saltare all’indietro nella storia di Derry, Muschietti assicura che gli spettatori non perderanno i collegamenti tra le linee temporali: “Ci sarà sempre la connessione, compare un albero genealogico”. Sul fronte del cast, l’unica certezza confermata resta il volto del terrore: Bill Skarsgård tornerà nei panni di Pennywise anche nella seconda stagione.

Resta aperto il capitolo più concreto per il pubblico, quello della data. Al momento non esiste ancora un annuncio ufficiale sull’uscita. A metà 2026 HBO non ha ancora annunciato una data di uscita ufficiale per la seconda stagione, che si trova in una fase di sviluppo attivo pur senza un via libera formale. Sul quando, le stime del settore convergono su una finestra piuttosto lontana: le previsioni indicano un debutto tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Una tempistica dilatata che ha una spiegazione precisa. Il CEO di HBO Casey Bloys ha confermato che la storia è ancora in lavorazione e che il team creativo è nel pieno dello sviluppo delle sceneggiature, aggiungendo di sentirsi molto bene rispetto a quanto ascoltato finora. Il motivo di tanta cautela è chiaro: HBO non procederà finché la squadra di Welcome to Derry non avrà definito del tutto la storia e la direzione complessiva della seconda stagione.

Il quadro che emerge è quello di una serie decisa a non ripetersi. Dopo aver mostrato una Derry ancora vicina al mito del sogno americano, il prossimo capitolo si prepara a raccontarne una versione più povera, violenta e disperata, dove la miseria della Grande Depressione e la ferocia degli abitanti diventano il vero volto dell’orrore, con Pennywise pronto a nutrirsene.

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