Una casa di Chandler, in Arizona, con i muri pieni di cadaveri. Era il 2015 e si apriva così Sicario, il thriller di Denis Villeneuve che seguiva un’agente dell’FBI, Emily Blunt, dentro la guerra sporca ai cartelli messicani. Undici anni e un sequel dopo, la saga torna a muoversi: Taylor Sheridan, che l’aveva creata, ha scritto la sceneggiatura del terzo film. Lo ha riportato Variety.
Il nuovo capitolo non ha ancora un titolo ufficiale. L’unico nome certo, oltre a quello di Sheridan, è Josh Brolin, atteso di nuovo nei panni di Matt Graver, l’uomo della CIA che non si fa troppi problemi sui mezzi pur di arrivare al risultato.
Sicario 3, il film che Josh Brolin aveva annunciato
La notizia mette la firma su quello che lo stesso Brolin aveva anticipato ad agosto, quando aveva detto pubblicamente che il terzo film si sarebbe fatto e che le riprese sarebbero partite presto. Per anni il progetto era rimasto sospeso, tra annunci e silenzi, dopo l’uscita di Soldado nel 2018.

Restano aperte le domande più importanti. Non è ancora stato annunciato il regista, e non c’è conferma ufficiale del ritorno di Benicio del Toro, il sicario Alejandro, il personaggio che ha dato il nome e l’anima alla saga. Senza di lui, è difficile immaginare un vero Sicario.
Da Villeneuve a Sollima: la strada fatta fin qui
Il primo Sicario incassò circa 85 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di trenta, ma il suo peso è cresciuto negli anni: tre candidature agli Oscar, la fotografia di Roger Deakins, la colonna sonora di Jóhann Jóhannsson e una sequenza, il convoglio al confine di Juárez, che è entrata nei manuali del thriller contemporaneo.
Il seguito, Soldado, aveva un accento italiano: alla regia c’era Stefano Sollima, chiamato dopo il successo di Gomorra – La serie e Suburra. Il film spostava il centro della storia proprio su Graver e Alejandro, lasciando fuori il personaggio di Emily Blunt, e raccontava un’operazione che degenerava al confine tra Stati Uniti e Messico.
Taylor Sheridan, dal confine al suo impero televisivo
Sicario è stata la prima sceneggiatura di Sheridan portata al cinema, e da lì è partita una carriera che lo ha reso uno degli autori più potenti di Hollywood: Hell or High Water, che gli è valso la candidatura all’Oscar, I segreti di Wind River, poi l’universo televisivo di Yellowstone e serie come Landman e Special Ops: Lioness, che dei temi di Sicario, operazioni coperte, zone grigie, prezzo umano della sicurezza, è una specie di cugina in formato seriale.
Tornare al cinema con la saga che lo ha lanciato è una scelta che dice molto: dopo anni di televisione, Sheridan riprende in mano la storia da cui tutto è cominciato.












