Home News“Jurassic World”, J.A. Bayona favorito per il nuovo film

“Jurassic World”, J.A. Bayona favorito per il nuovo film

Dopo l'addio di Gareth Edwards, Universal guarda al regista de Il regno distrutto e La società della neve. Koepp firma ancora il copione.

by Alessandro Pinto

Un vulcano che erutta su Isla Nublar, un brachiosauro che resta solo sul molo mentre la nave si allontana, una villa gotica nel nord della California trasformata in casa degli orrori per un indoraptor. Nel 2018 J.A. Bayona aveva preso in mano la saga dei dinosauri e l’aveva portata, per metà film, dentro il cinema dell’orrore che conosceva meglio. Otto anni dopo, il regista spagnolo è il nome in testa alla lista di Universal per il prossimo capitolo di Jurassic World, il seguito di Jurassic World: La rinascita.

La notizia arriva da Hollywood Reporter, ripresa da TheWrap ed Empire: Bayona è il favorito, non ancora il regista ufficiale. Non c’è un contratto annunciato, ma tra i candidati è quello che lo studio guarda con più interesse.

Jurassic World, perché serve un nuovo regista

Il posto si è liberato ad agosto, quando Gareth Edwards ha lasciato il progetto per divergenze creative. Il regista di Rogue One aveva firmato La rinascita, uscito nell’estate 2025 con un incasso mondiale di circa 869 milioni di dollari, e sembrava il candidato naturale per il seguito. Universal, nel comunicato di commiato, aveva ricordato che la saga è sempre passata di mano in mano tra registi e cast diversi.

Quello che resta fermo è la sceneggiatura: la scrive di nuovo David Koepp, l’uomo che aveva adattato Michael Crichton per il primo Jurassic Park di Spielberg e che era tornato alla saga proprio con La rinascita. Nel cast sono attesi i ritorni di Scarlett Johansson, Mahershala Ali e Jonathan Bailey. Data di uscita e calendario delle riprese non sono ancora stati comunicati.

J.A. Bayona e il precedente de Il regno distrutto

Per Bayona sarebbe un ritorno. Jurassic World: Il regno distrutto è tuttora uno dei capitoli più redditizi della saga, con oltre un miliardo e trecento milioni di dollari raccolti nel mondo, e anche uno dei più divisivi: una prima metà da film catastrofico, una seconda che si chiude come un gotico domestico, con il dinosauro ibrido che si muove nel buio dei corridoi e delle camere da letto.

Non è un caso. Bayona arriva dall’horror di The Orphanage, il debutto prodotto da Guillermo del Toro, e ha costruito una carriera su storie di sopravvivenza e di lutto: The Impossible, sullo tsunami del 2004, Sette minuti dopo la mezzanotte e soprattutto La società della neve, il racconto della tragedia aerea delle Ande candidato all’Oscar per il miglior film internazionale. In mezzo, la regia dei primi due episodi della serie Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere.

Cosa può portare alla saga dei dinosauri

Dopo La rinascita, che aveva riportato la saga verso l’avventura pura, la scelta di Bayona direbbe molto sulla direzione del nuovo film. È un regista che sa gestire la scala del blockbuster e che non ha paura di far male allo spettatore: il brachiosauro abbandonato nel fumo di Isla Nublar resta, a distanza di anni, l’immagine più malinconica dell’intera era Jurassic World. Se Universal chiude l’accordo, il seguito ha buone probabilità di essere il capitolo più scuro dai tempi del primo film.

Per chi vuole ripassare la strada fatta fin qui, da Isla Nublar al ritorno dei dinosauri nel mondo, abbiamo raccontato l’intera saga dal 1993 a oggi, e la nostra recensione di Jurassic World: La rinascita spiega cosa aveva funzionato e cosa no nell’ultimo capitolo.

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