Home News“Blade Runner 2099”, il trailer: Michelle Yeoh replicante

“Blade Runner 2099”, il trailer: Michelle Yeoh replicante

Al New York Comic Con il nuovo trailer e il poster della miniserie con Hunter Schafer: otto episodi, tutti disponibili dal 25 novembre su Prime Video

by Mauro Terrone

Los Angeles, novembre 2019. Con questa didascalia, nel 1982, Ridley Scott apriva Blade Runner: ciminiere che sputano fiamme su una città dove non smette mai di piovere, insegne giganti, un cacciatore stanco incaricato di “ritirare” androidi identici agli esseri umani. Quel futuro è diventato il nostro passato da un pezzo, e nel frattempo la saga ha già compiuto un salto di trent’anni con Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve. Adesso ne fa un altro, di cinquanta, e stavolta cambia anche schermo.

Al New York Comic Con Prime Video ha presentato il nuovo trailer e il poster ufficiale di Blade Runner 2099, la miniserie di Amazon MGM Studios e Alcon Television Group con protagoniste Michelle Yeoh e Hunter Schafer. Gli otto episodi arriveranno tutti insieme il 25 novembre 2026, in esclusiva su Prime Video in oltre 240 Paesi e territori. Sul palco, accanto alle due protagoniste, sono saliti gli attori Dimitri Abold, Lewis Gribben e Matthew Needham, la showrunner e creatrice Silka Luisa e i produttori esecutivi Andrew Kosove e Broderick Johnson, fondatori di Alcon. Il primo assaggio della serie era stato mostrato a luglio nella Hall H del Comic-Con di San Diego, dove era stata annunciata anche la data di uscita: questo secondo trailer allarga lo sguardo sul mondo e sul rapporto tra le due protagoniste.

La trama: una fuggitiva che si nasconde dentro un distintivo da Blade Runner

Siamo nel 2099, cinquant’anni dopo i fatti di 2049. Los Angeles è rinata, ma a ricostruirla non è stata l’umanità. Gli equilibri si sono ribaltati: nella guerra tra persone e replicanti gli esseri umani hanno avuto la peggio e vivono da cittadini di seconda classe. Cora ha passato tutta la vita a scappare, cambiando un’identità dopo l’altra per non farsi trovare. Per assicurare un futuro al fratello decide di indossarne un’ultima, la più impensabile: quella di una Blade Runner.

Il prezzo del travestimento è una partner scomoda. Cora deve lavorare fianco a fianco con Olwen, una replicante che fa la Blade Runner e ha davanti pochi giorni di vita. Le due si mettono sulle tracce di un fuggitivo che custodisce una verità capace di far crollare la fragile città, e l’indagine su un gruppo di replicanti scomparsi le trascina dentro una cospirazione più grande di loro.

Il rovesciamento è l’idea più interessante della serie. Nel film del 1982 il cacciatore era (forse) umano e la preda sintetica; qui un’umana braccata si traveste da cacciatrice e fa coppia con una replicante dalla parte della legge. E una replicante che conta i giorni che le restano non può che richiamare Roy Batty e i Nexus-6 progettati per vivere appena quattro anni: un’eco del film di Scott che, con ogni probabilità, non è casuale.

Il cast: Michelle Yeoh a fine corsa, Hunter Schafer in fuga e un italiano tra i replicanti

A dare il volto a Olwen è Michelle Yeoh, che con Everything Everywhere All at Once nel 2023 è diventata la prima attrice di origine asiatica a vincere l’Oscar come miglior protagonista. Cora è invece Hunter Schafer, la Jules di Euphoria, al primo ruolo da protagonista assoluta in una grande produzione di genere. Accanto a loro, nel cast principale, ci sono Dimitri Abold, visto in Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente, e Lewis Gribben, protagonista della serie britannica Somewhere Boy.

Il gruppo delle guest star in ruoli ricorrenti è nutrito: Katelyn Rose Downey (The Nun II), Daniel Rigby (Nell – Rinnegata), Johnny Harris (Un gentiluomo a Mosca), Amy Lennox (Only Child), Sheila Atim (The Woman King), Matthew Needham (House of the Dragon) e Tom Burke, il Pretoriano Jack di Furiosa: A Mad Max Saga.

Poi c’è Maurizio Lombardi, ed è il nome che al pubblico italiano dirà di più. L’attore fiorentino ha conquistato la platea internazionale con l’ispettore Pietro Ravini di Ripley, la serie Netflix di Steven Zaillian con Andrew Scott, dopo essere passato per il Vaticano di Paolo Sorrentino in The Young Pope e The New Pope. Con Ridley Scott aveva già lavorato in Tutti i soldi del mondo, e il cerchio si chiude in modo quasi romantico: durante il tour promozionale americano di Ripley, in un’intervista raccontava che il suo film preferito è proprio Blade Runner. Il suo personaggio, come quello di Burke, è ancora tenuto sotto chiave.

Da Philip K. Dick a Prime Video, la lunga strada verso il 2099

Tutto parte da un romanzo del 1968, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick, che Scott trasformò in uno dei film di fantascienza più influenti di sempre. Nel 2017 Villeneuve ne firmò il seguito con Ryan Gosling e Harrison Ford, accolto dalla critica come un piccolo miracolo ma più freddo al botteghino. La serie, annunciata nel 2022, è il primo racconto in carne e ossa del franchise ambientato dopo 2049 e si pone come seguito di entrambi i film.

La strada non è stata breve. Le riprese erano previste a Belfast nell’estate del 2023, ma gli scioperi di Hollywood hanno fermato tutto; la produzione si è poi spostata in Repubblica Ceca, nei Barrandov Studios di Praga, con un’ultima parte girata a Barcellona. A guidare la serie è Silka Luisa, già showrunner di Shining Girls e sceneggiatrice di Halo, mentre i primi due episodi portano la firma di Jonathan van Tulleken, regista di Shōgun.

Tra i produttori esecutivi la continuità con la saga è garantita da più fili: Ridley Scott con la sua Scott Free, Michael Green, cosceneggiatore di Blade Runner 2049, e Isa Dick Hackett, figlia di Philip K. Dick. Otto episodi sono uno spazio che nessun film della saga ha mai avuto: il rischio è diluire l’atmosfera rarefatta che ha reso grande Blade Runner, l’occasione è finalmente esplorare la città oltre i vicoli bagnati dalla pioggia. Dal trailer, la seconda ipotesi sembra quella su cui hanno puntato.

Il trailer di Blade Runner 2099

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