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‘Halloween’, tutti i film della saga di Michael Myers

Dal capostipite di John Carpenter del 1978 alla trilogia recente: guida completa a tutti i film della saga, tra reboot, cronologie diverse e Michael Myers.

by Grazia Caporale

Halloween nasce nel 1978 da un’intuizione di John Carpenter, e da allora non ha più smesso di tornare. La notte del 31 ottobre, un uomo senza volto e senza un vero motivo, Michael Myers, ha dato forma alla paura di intere generazioni e ha di fatto scritto la grammatica dello slasher moderno. In quasi cinquant’anni la saga si è biforcata, contraddetta e reinventata più volte, fino a diventare uno di quei labirinti in cui è facile perdersi. Ecco una guida completa per orientarsi, film per film.

Halloween, la notte delle streghe che ha inventato lo slasher (1978)

Tutto comincia con “Halloween – La notte delle streghe”, l’unico capitolo diretto da Carpenter. Girato con un budget minuscolo, poche centinaia di migliaia di dollari, diventò uno dei film indipendenti più redditizi della storia e il modello di riferimento del genere: il punto di vista dell’assassino, la ragazza sopravvissuta, la provincia americana come teatro dell’orrore. Qui debutta Jamie Lee Curtis nei panni di Laurie Strode, la babysitter destinata a diventare l’anima della saga, e compare per la prima volta il dottor Sam Loomis, lo psichiatra interpretato da Donald Pleasence, l’unico che sa davvero chi sia il suo paziente.

Michael Myers, l’Ombra senza volto

Michael Myers, accreditato nei titoli come “The Shape”, l’Ombra, è la creatura più inquietante del cinema horror proprio perché priva di spiegazioni. Nel 1978 è interpretato da Nick Castle per quasi tutto il film, con Tony Moran nella scena in cui il volto viene finalmente svelato. Bambino che uccide la sorella, adulto che torna ad Haddonfield senza una ragione comprensibile: il suo silenzio è il vero motore della paura. Non è un caso che, quarant’anni dopo, il rilancio della saga abbia scelto di riportare in scena proprio Castle.

Il tema di John Carpenter, metà della paura

Se Halloween spaventa ancora, buona parte del merito è della sua colonna sonora. Il tema composto da Carpenter, costruito su un tempo dispari e su poche note ossessive, è tra le musiche più riconoscibili del cinema di sempre. Carpenter dirige un solo film della saga, ma vi resta legato a lungo come sceneggiatore, produttore e soprattutto come compositore, ed è una delle dimostrazioni più limpide di quanto il suono possa valere quanto l’immagine.

I sequel degli anni Ottanta, dalla morte alla parentesi delle streghe

Il primo seguito è “Halloween II – Il signore della morte” (1981), che riprende la storia esattamente dove il capostipite l’aveva lasciata, nella stessa notte. Con “Halloween III – Il signore della notte” (1982) arriva la svolta più spiazzante: Michael Myers sparisce del tutto. L’idea era trasformare la saga in un’antologia, con una minaccia diversa a ogni capitolo, e questo terzo film, incentrato su un inquietante piano legato a maschere e all’antica festa di Samhain, ne era il primo esperimento. Il pubblico però voleva Myers, e i produttori fecero marcia indietro.

Halloween 4, 5 e 6, il ritorno di Myers e le trame che si ingarbugliano

L’Ombra rientra in scena con “Halloween 4 – Il ritorno di Michael Myers” (1988), che sposta l’attenzione sulla piccola Jamie, nipote del killer, e riporta Loomis sulle sue tracce. Seguono “Halloween 5 – La vendetta di Michael Myers” (1989) e “Halloween 6 – La maledizione di Michael Myers” (1995), capitoli in cui la mitologia si complica e la continuity comincia a mostrare la corda, tra sette misteriose e spiegazioni sempre più contorte sul male che muove Michael.

Il rilancio di fine anni Novanta, “20 anni dopo” e “La resurrezione”

Nel 1998 la saga tenta un semi-reboot con “Halloween – 20 anni dopo”, noto anche come “Halloween H20”: ignora buona parte dei sequel e ritrova Laurie Strode vent’anni dopo, sopravvissuta ma segnata, in un confronto diretto con il fratello. Il seguito, “Halloween – La resurrezione” (2002), chiude questa linea temporale in modo brusco, con un esito che a lungo divise i fan.

Il reboot di Rob Zombie

Nel 2007 il musicista e regista Rob Zombie riparte da zero con il suo “Halloween – The Beginning”, un remake del film originale che indaga più a fondo l’infanzia di Michael, quasi un prequel. Due anni dopo arriva il suo “Halloween II” (2009). Sono due opere separate e slegate dal resto del franchise, con un tono più crudo e viscerale rispetto alla stilizzazione di Carpenter.

La trilogia di David Gordon Green, quarant’anni dopo si riparte dall’originale

Nel 2018 la saga si reinventa ancora con “Halloween” di David Gordon Green, undicesimo film del franchise: un’operazione che cancella tutti i capitoli precedenti e si pone come seguito diretto del solo film del 1978. Jamie Lee Curtis torna nei panni di una Laurie Strode indurita da quarant’anni di paura, con Carpenter di nuovo coinvolto come produttore esecutivo e autore delle musiche. Il film è un successo di critica e pubblico e apre una trilogia che prosegue con “Halloween Kills” (2021) e si chiude con “Halloween Ends” (2022), pensato come punto finale delle vicende di Myers e Laurie.

In che ordine guardare i film di Halloween

Non esiste una sola cronologia, ne esistono almeno tre. La continuity classica va dal 1978 fino ad “Halloween 6”, con “Halloween III” come corpo estraneo da guardare a sé. La linea con Jamie Lee Curtis protagonista tiene invece i primi due film e poi salta a “20 anni dopo” e “La resurrezione”. I due film di Rob Zombie formano un universo separato. E infine la trilogia recente, che riparte dall’originale e ne fa un sequel diretto, ignorando tutto il resto. Il consiglio, per un primo approccio, è partire dal 1978 di Carpenter e dal dittico del 2018 e seguenti: è la strada più lineare per capire perché Michael Myers non è mai davvero morto.

Un’eredità lunga quasi cinquant’anni

Poche saghe horror hanno saputo rinascere così tante volte restando riconoscibili. Halloween ha attraversato mode, reboot e cambi di regista senza perdere la sua immagine centrale: una maschera bianca, un respiro nel buio, un tema musicale che basta da solo a mettere i brividi. È questa la ragione per cui, ogni volta che si avvicina il 31 ottobre, l’Ombra torna a proiettarsi sul cinema di genere.

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