Home News“Tutto l’universo”, a 45 anni Marta vuole rifarsi una vita

“Tutto l’universo”, a 45 anni Marta vuole rifarsi una vita

L’opera prima di Matteo Damiani arriva al Cinema Adriano il 24 ottobre: una donna, la menopausa e la voglia di ricominciare da capo.

by Mauro Terrone

Quarantacinque anni passati ad accudire una madre anziana, nessun marito, nessun figlio, e la sensazione che la propria vita sia rimasta in sala d’attesa. Poi arriva una scoperta che suona come una sentenza, la menopausa, e Marta decide che il tempo perduto va recuperato tutto e subito. Parte da qui Tutto l’universo, il film con cui Matteo Damiani esordisce nel lungometraggio.

Tutto l’universo sarà presentato in anteprima alla XXIV edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma e indipendente della Festa del Cinema di Roma, in programma quest’anno dal 13 al 25 ottobre. La proiezione fa parte del Fuori Sala ed è un evento speciale organizzato con Marche Film Commission, che ha sostenuto il progetto: appuntamento al Cinema Adriano sabato 24 ottobre alle 17:30. Il film, prodotto da Movie Factory, dura 97 minuti.

Marta, la menopausa e un futuro da inventare accanto ad Amir

Per anni Marta si è riparata dietro una scusa inattaccabile: non poteva lasciare sola sua madre. Niente viaggi, niente amori, niente cambiamenti. Quando il corpo le ricorda che il tempo non aspetta, quella scusa crolla e lascia spazio al panico di restare sola per sempre. Spinta anche dalle aspettative di chi le sta intorno, decide di rivoltare la sua esistenza: un lavoro diverso e, prima di tutto, una famiglia tutta sua.

Sulla sua strada compare Amir, commesso in una macelleria musulmana. Con lui Marta comincia a immaginare un domani che non aveva mai osato pensare, inseguito con un entusiasmo cieco, quasi febbrile. Lo spunto ha il passo di una commedia sentimentale, ma i temi sono più ruvidi: la pressione sociale su chi non ha seguito il copione previsto, il peso delle cure familiari che può decidere un’intera vita, l’incontro con un’altra cultura vissuto come via di fuga prima ancora che come scelta.

Il cast: Anna Bellato e Dora Romano, e un Orso d’argento al suo primo film italiano

Anna Bellato, classe 1982, è uno di quei volti che il pubblico italiano ha incrociato spesso. È stata diretta da Nanni Moretti in Mia madre, da Sydney Sibilia in Smetto quando voglio: Ad honorem, da Laura Luchetti in La bella estate, tratto dal romanzo di Cesare Pavese, e da Paolo Strippoli in La valle dei sorrisi, l’horror ambientato nel paese più felice d’Italia. In televisione è comparsa anche in Rocco Schiavone.

Dora Romano, nata a Castellammare di Stabia e formata alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman a Firenze, porta con sé due personaggi che restano addosso. In L’amica geniale di Saverio Costanzo è la maestra Oliviero, la prima ad accorgersi del talento fuori dal comune di Lila. In È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino è la signora Gentile, la vicina dispotica che in piena estate, avvolta nella pelliccia, divora a mani nude una mozzarella gigante. Per girare quella scena, ha raccontato, si presentò sul set a digiuno da un giorno intero, così da renderla il più vera possibile. Il pubblico di Rai 1 la conosce anche come la suocera di Imma Tataranni.

Il nome che incuriosisce di più è quello di Majd Mastoura. L’attore tunisino ha vinto l’Orso d’argento per il miglior attore alla Berlinale 2016 con Hedi (titolo originale Inhebbek Hedi) di Mohamed Ben Attia, che nella stessa edizione si portò a casa anche il premio per la migliore opera prima. Era il primo film tunisino in concorso a Berlino da vent’anni, in un’edizione con la giuria presieduta da Meryl Streep e l’Orso d’oro a Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Con Tutto l’universo Mastoura recita per la prima volta in un film italiano. Nel cast figurano anche Marco Imparato e Giulia Eugeni.

Dietro la macchina da presa: le Marche e lo sceneggiatore di un David

Damiani ha scritto il film insieme a Lorenzo Bagnatori, diplomato in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia. Bagnatori ha firmato la sceneggiatura di Anne, il cortometraggio di Domenico Croce e Stefano Malchiodi che ha vinto il David di Donatello 2021, e quella di Fine d’estate, corto di Paolo Strippoli: lo stesso regista che anni dopo avrebbe diretto Anna Bellato in La valle dei sorrisi.

Tutto l’universo è un film marchigiano dalla prima all’ultima inquadratura. Le audizioni per i ruoli secondari si sono tenute a Urbino nella primavera del 2025, aperte ai residenti nella regione e con una ricerca specifica di comparse di origine tunisina, marocchina e algerina, segno di quanto il mondo di Amir abbia peso nel racconto. Le riprese si sono svolte tra Pesaro, Vallefoglia, Fermignano, Urbania, Colli al Metauro e Ancona.

Alice nella Città si conferma il luogo dove gli esordi italiani trovano il primo pubblico vero, e quest’anno il programma è particolarmente ricco: dall’apertura con Wildwood, il nuovo film d’animazione LAIKA, a titoli italiani come Gli elefanti bianchi. Tutto l’universo arriva con una premessa che molti spettatori riconosceranno come propria e un attore premiato a Berlino tutto da scoprire. Abbastanza per segnarsi la data.

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