Mosca, 27 giugno 1965. Una ballerina milanese di ventitré anni sale sul palcoscenico del Bolshoi come protagonista del Lago dei cigni, in piena Guerra Fredda, in un teatro che per l’Occidente è quasi un altro pianeta. Il giorno dopo la stampa sovietica parla della sua danza come di qualcosa di spirituale, un aggettivo che in quelle pagine non si leggeva spesso. Si chiama Liliana Cosi, e quel debutto è l’inizio di una carriera che attraverserà la Cortina di Ferro decine di volte.
La sua storia diventa ora un documentario: Antidiva – La vita e l’arte di Liliana Cosi, scritto e diretto da Camilla Ferranti, sarà presentato in anteprima su invito mercoledì 14 ottobre alle 21 al Cinema Rosebud di Reggio Emilia, alla presenza della stessa Cosi, della regista e dei produttori. Dal 15 al 18 ottobre il film sarà in programmazione all’UCI Cinemas Reggio Emilia, in una versione inedita di 82 minuti pensata per la sala.

Dalla Scala al Bolshoi: la ballerina che danzava tra Est e Ovest
Il film racconta Liliana Cosi partendo dal presente, mentre fotografie, filmati, costumi e oggetti del suo archivio riaprono la memoria. L’infanzia a Milano, dove è nata nel 1941, l’ingresso giovanissima all’Accademia del Teatro alla Scala, la disciplina quotidiana. Poi la grande Storia: nel 1963 è tra le ballerine italiane mandate a studiare al Bolshoi, nell’ambito di uno scambio culturale tra i due teatri, e pochi anni dopo diventa étoile ospite in Unione Sovietica, dove tra il 1968 e il 1977 danza in 137 spettacoli.
Prima di lei, a farsi applaudire in Russia da italiane erano state le grandi ballerine di fine Ottocento. Cosi divide la carriera tra due mondi politicamente opposti e lavora con alcuni dei nomi più grandi della danza del Novecento, da Rudolf Nureyev a Vladimir Vassiliev, da Marius Liepa a Marinel Stefanescu. Alla Scala diventa prima ballerina nel 1968 ed étoile nel 1970. Il documentario segue poi il ritorno in Italia e il sodalizio con Stefanescu, con cui a Reggio Emilia fonda il Balletto Classico, compagnia e scuola che porta l’esperienza dei grandi palcoscenici alle nuove generazioni.

Camilla Ferranti, un’allieva dietro la macchina da presa
Il titolo dice già l’angolo: il ritratto di una donna rigorosa, spirituale e sorprendentemente ironica, arrivata ai vertici della danza mondiale senza mai recitare la parte della diva. A raccontarla è qualcuno che l’ha conosciuta da vicino. Camilla Ferranti, attrice, autrice e oggi tra le voci del pomeriggio di Rai Radio 2, ha studiato a lungo danza classica proprio nella scuola di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu. “Liliana ha rappresentato per me molto più di una grande interprete”, racconta la regista, che parla del film come di un ritorno a una parte importante della propria formazione.
Accanto alla voce di Cosi, il documentario raccoglie le testimonianze di chi ha condiviso il suo percorso, tra cui due étoile della Scala come Luciana Savignano e Oriella Dorella, insieme a materiali d’archivio rari.
Una produzione emiliana, con Rai Documentari
Antidiva è prodotto da Piano B Produzioni, Andromeda Film e Blacklight Digital Hub, coprodotto con Rai Documentari, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission. Non è un caso che l’anteprima sia a Reggio Emilia: è la città dove Liliana Cosi ha scelto di costruire la seconda parte della sua vita artistica, e dove la sua scuola continua a formare ballerini.












