Una villa di Los Angeles, una campagna elettorale in pieno svolgimento e una telefonata che nessun genitore vorrebbe ricevere. Animals, il nuovo film diretto e interpretato da Ben Affleck, arriva su Netflix il 9 ottobre e racconta il rapimento di un ragazzo, e soprattutto quello che i suoi genitori sono disposti a fare per riaverlo.
Animals, la trama
Affleck è Mark Kimball, candidato a sindaco di Los Angeles. Quando suo figlio Denny viene rapito, lui e la moglie Abigail, interpretata da Kerry Washington, devono trovare il denaro del riscatto senza che la notizia faccia saltare tutto. Ogni scelta li spinge più a fondo, mette a rischio il matrimonio e mostra fin dove arriva davvero la loro morale. Nel cast ci sono anche Gillian Anderson, nei panni di una faccendiera di nome Dayle, Steven Yeun, Adriana Paz, Luis Gerardo Méndez e Christopher Woodley nel ruolo di Denny.

La sceneggiatura è di Affleck con Connor McIntyre e Billy Ray, e il film dura un’ora e quarantotto minuti. È prodotto da Artists Equity, la società fondata da Affleck e Matt Damon. Damon, all’inizio, doveva esserne il protagonista: come avevamo raccontato, è stato proprio Affleck a prendere il suo posto davanti alla macchina da presa. Per lui è il ritorno alla regia dopo Air.
Ben Affleck e l’intelligenza artificiale in Animals
A pochi giorni dall’uscita, però, si parla soprattutto di altro. Durante un incontro pubblico organizzato da Bloomberg, Affleck ha ammesso di aver usato l’intelligenza artificiale per molte cose durante la lavorazione di Animals, senza voler dire quali: il suo mestiere, ha spiegato, è proteggere l’illusione della realtà. Ha definito l’IA un’altra forma di calcolo, l’ennesimo passo di una lunga serie di innovazioni tecniche nel cinema, e ha assicurato che non si tratta di creare persone finte o di sostituire qualcuno.

Nello stesso incontro ha raccontato la sua prima reazione davanti a un generatore di immagini: ha chiamato Damon dicendogli che dovevano girare più film possibile nei prossimi anni, perché erano finiti. Poi, provando gli strumenti da vicino, ha cambiato idea.
È una posizione che farà discutere, e non a caso: è facile parlare di uso etico quando non si dice dove la tecnologia è entrata nel film. Il 9 ottobre il pubblico potrà giudicare il risultato, e chissà se qualcuno proverà a trovare le scene ritoccate.












