Bastano pochi secondi, all’inizio di Spider-Man: Brand New Day, per capire quanto sia cambiata la vita di Peter Parker. Il film si apre mostrando al pubblico cosa ha fatto Peter Parker dopo il finale di Spider-Man: No Way Home, e la sequenza deve coprire molto terreno, anche perché Brand New Day si colloca molto più avanti nella timeline dell’MCU rispetto al film precedente.
La soluzione scelta dal regista Destin Daniel Cretton è un montaggio compresso e velocissimo. La sequenza copre un salto temporale di ben quattro anni, mostrando quanta strada ha fatto Peter come lottatore contro il crimine e come figura popolare di New York; per riuscirci, il film sacrifica alcuni membri noti della galleria di nemici di Spidey relegandoli a semplici camei. Peter racconta in voce fuori campo gli anni passati a combattere il crimine da solo, e questo dà al film una scusa per far sfilare più villain in rapida successione.
La chiave di lettura di tutta l’apertura è il tributo alle pagine originali. La sequenza omaggia le copertine classiche dei fumetti di Spider-Man, e quell’era della testata, famosa per aver gettato l’eroe in una rotazione incessante di minacce di strada mentre ricostruiva la sua vita da zero, ha offerto al regista molto materiale.
Ecco chi si riconosce, uno per uno.
Scorpion (Mac Gargan)
È il più facile da individuare e anche l’unico a proseguire ben oltre il montaggio. Lo Scorpion, alias Mac Gargan interpretato da Michael Mando, è il classico villain di Spidey difficile da mancare: pur senza la sua armatura al momento, il personaggio aveva debuttato nell’MCU in Spider-Man: Homecoming, e in Brand New Day gioca un ruolo significativo quando Jean Grey lo fa evadere di prigione e ne prende il controllo, sperando di usare i suoi poteri contro il Department of Damage Control. La chiamata per riprendere il ruolo di Gargan è arrivata a Mando nel 2025, e Cretton voleva rappresentare il passare del tempo proprio tramite un montaggio in cui Spider-Man ferma un assortimento dei suoi nemici dei fumetti, incluso Scorpion.

Va segnalata una particolarità sul suo scontro principale: lo Scorpion di Michael Mando ha più minuti di qualsiasi altro villain in Brand New Day, ma nel loro combattimento più importante non è Mac Gargan a manovrare la coda contro Spidey, perché Scorpion è temporaneamente controllato da Jean Grey, mentre il montaggio iniziale stabilisce che lui e Spider-Man avevano già una storia alle spalle.
Tombstone (Lonnie Lincoln)
Tra i cattivi minori è quello che ottiene un trattamento leggermente migliore. Gli spettatori più attenti noteranno Tombstone, interpretato da Marvin Jones III, sfruttare il suo scarso tempo sullo schermo in combattimenti dall’aspetto notevole con l’amichevole Spider-Man di quartiere. Tombstone, il popolare boss criminale dei fumetti Marvel, appare nel montaggio per un tratto un po’ più lungo, abbastanza da permetterci di vedere ufficialmente com’è la versione MCU del personaggio; ha persino una battuta di dialogo, e Marvin Jones III calza bene la parte.
Boomerang
Un nome che i lettori dei fumetti conoscono, ma che al cinema resta un lampo. Boomerang è interpretato da Aidan Kennedy. Il personaggio ha alle spalle una storia curiosa: come la Tarantula, ha un background interessante, essendo un ex aspirante lanciatore di baseball professionista, le cui capacità di lancio di precisione e di forza nel braccio attirarono un’organizzazione criminale che lo equipaggiò con una tuta speciale e un arsenale di boomerang dalle capacità più varie.

Tarantula
Uno dei nemici più oscuri dell’intera carrellata. All’interno del montaggio, Cretton porta sullo schermo la copertina di Amazing Spider-Man #134 del 1974, e la Tarantula, il cui nome nei fumetti è Anton Miguel Rodriguez, è un classico avversario che nella sua apparizione originale era un personaggio molto politico. Il suo creatore Gerry Conway citò gli sconvolgimenti politici del Sud America negli anni Settanta come parte dell’ispirazione per il personaggio.
Ramrod
Forse il più sconosciuto del gruppo. Anche alcuni fan del materiale originale potrebbero non sapere chi sia Ramrod, interpretato da Billy Clements, e nessuno li biasimerebbe: per un rapido istante i fan vedono la ricostruzione di Amazing Spider-Man #221 del 1981.
La Mano
Oltre ai singoli criminali, il montaggio introduce anche un gruppo. Spider-Man affronta The Hand, un clan di ninja superpotenti già apparso nella serie Netflix Daredevil, e i fan sono rimasti sorpresi nello scoprire che sarebbe tornato nel più leggero Spider-Man: Brand New Day. The Hand (La Mano) fa qui il suo debutto cinematografico, dopo essere apparso in precedenza solo nell’angolo Netflix dell’MCU, e ritorna più avanti per una sequenza di combattimento in prigione più consistente contro Spider-Man.

Perché così tanti cattivi in così poco tempo
La logica dietro questa scelta non è casuale. Invece di concentrarsi su un solo villain principale, il regista Cretton ha deciso di menzionare diversi cattivi meno noti. Il processo, ha raccontato lui stesso, è passato attraverso molte prove: “Abbiamo giocato con molti villain che alla fine non sono entrati nel montaggio finale. Abbiamo guardato le varie copertine e valutato quali potessero aiutarci a raccontare la nostra storia”. Con un criterio preciso: l’idea era mostrare come Spider-Man ripulisce la città, ossia le fa pagare ai nemici, ma su molte copertine è lo stesso Spider-Man a prenderle, quindi in gran parte non erano utilizzabili.
C’è anche chi è rimasto fuori. Un villain che sappiamo essere stato tagliato è Paste-Pot Pete, alias Trapster, come rivelato dallo stesso Cretton in un’intervista.
Il montaggio, insomma, funziona come una scorciatoia narrativa e come una lettera d’amore ai fumetti. Ma non contiene la vera minaccia del film. Al di là di quella raffica iniziale, il vero antagonista si rivela ben più personale di qualsiasi criminale di strada. Sadie Sink, nei panni di Jean Grey, funge da minaccia principale del film, usando le sue abilità telepatiche per impossessarsi dei corpi altrui. Quei sei nomi che aprono la pellicola, in fondo, servono soprattutto a raccontare quanto Peter sia diventato bravo nel suo mestiere, prima che qualcuno di davvero invisibile venga a mettere tutto in discussione.












