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Glee, il reboot su Disney+: Lea Michele verso il ritorno

Ryan Murphy ha scritto la sceneggiatura con Brad Falchuk e Ian Brennan, Heather Morris e Chord Overstreet lanciano indizi sui social, ma data e cast ufficiale non sono ancora stati annunciati

by Valeria Bernardo

Undici anni dopo l’ultima esibizione dei New Directions, il glee club del liceo McKinley di Lima, in Ohio, si prepara a tornare in scena. Glee, la serie musicale che Ryan Murphy ha creato con Brad Falchuk e Ian Brennan, avrà un reboot: lo hanno annunciato Disney+ e Hulu il 21 ottobre 2026, e a meno di ventiquattr’ore dall’annuncio è già spuntato il primo nome del cast. Secondo Variety, Lea Michele tornerà nei panni di Rachel Berry.

Glee, il reboot ordinato da Disney+ e Hulu

Le due piattaforme hanno dato al progetto un ordine di serie, cioè il via libera alla produzione vera e propria, e non soltanto allo sviluppo. A realizzarlo sarà 20th Television, lo stesso studio che produsse la serie originale, andata in onda su Fox per sei stagioni dal 2009 al 2015. L’annuncio è arrivato dall’account ufficiale della serie, con la foto della celebre “L” disegnata con pollice e indice, il gesto con cui i ragazzi del glee club venivano presi in giro nei corridoi e che la serie aveva trasformato in un simbolo di orgoglio.

Disney non ha diffuso altri dettagli: non si conoscono la trama, il numero degli episodi, il cast ufficiale né una data di uscita. Il reboot è destinato a Disney+, la piattaforma su cui in Italia si trovano già tutte e sei le stagioni originali, ma una data per il nostro Paese non è stata ancora annunciata.

Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan di nuovo insieme

Il ritorno era nell’aria da mesi. A luglio Murphy aveva notato che la serie stava vivendo una seconda giovinezza, perché la guardano moltissimi ragazzi che nel 2009 erano bambini, e si era chiesto ad alta voce se non fosse il caso di riprenderla in mano. A fine settembre, in un’intervista a Entertainment Tonight, aveva raccontato di aver appena finito di scrivere la sceneggiatura insieme a Falchuk e Brennan, il trio che aveva firmato le prime due stagioni, e di aver sentito una decina di attori del cast originale, tutti molto entusiasti dell’idea.

Per Murphy Glee non è un titolo qualsiasi. Prima c’erano stati Popular e Nip/Tuck, ma fu questa serie a dargli il primo grande successo sulla televisione generalista e il suo primo Emmy, vinto per la regia dell’episodio pilota. Da lì sarebbero nati American Horror Story, Pose e, più di recente, l’antologia Monster.

Lea Michele e gli altri: chi torna nel cast di Glee

Sul ritorno di Lea Michele le fonti americane usano toni diversi. Variety dà la notizia come certa e dice di averla confermata con più fonti; TheWrap scrive invece che l’attrice è in trattativa per riprendere il ruolo, mentre Disney e i suoi rappresentanti non hanno commentato. Nessun annuncio ufficiale, quindi, ma un’indiscrezione molto solida. Qualche settimana prima, del resto, l’attrice aveva detto a E! News che avrebbe seguito Murphy ovunque e che Glee avrà sempre un posto speciale nel suo cuore.

Rachel Berry è il personaggio che l’ha resa famosa: la soprano ambiziosa e un po’ insopportabile del glee club, con il sogno di Broadway sempre davanti agli occhi. Nell’ultimo episodio, ambientato nel 2020, Rachel vinceva un Tony, sposava Jesse St. James, interpretato da Jonathan Groff, amico di Michele nella vita, e portava in grembo il figlio di Kurt e Blaine. Prima di Glee, Lea Michele veniva già dal teatro, e proprio con Groff aveva recitato in Spring Awakening; dopo la serie è tornata a Broadway con Funny Girl e, più di recente, con Chess.

Altri due volti storici hanno lasciato capire sui social di essere della partita. Heather Morris, la svampita cheerleader Brittany S. Pierce, ha pubblicato una foto del suo personaggio scherzando sul fatto che fosse rimasta dispersa nelle fogne per tutti questi anni e che ora sia pronta a tornare. Anche Chord Overstreet, il Sam Evans delle stagioni successive, ha fatto intendere che tornerà a cantare con il gruppo. Si tratta di indizi, non di conferme.

Un nome invece potrebbe mancare: secondo Forbes, Matthew Morrison, che interpretava il professore di spagnolo e direttore del glee club Will Schuester, al momento non sarebbe in trattativa. Resta da capire anche se il reboot seguirà i personaggi originali da adulti, punterà su una nuova generazione di studenti o mescolerà le due cose.

Le assenze che pesano sul ritorno

Il reboot dovrà fare i conti con una storia segnata da lutti. Cory Monteith, il quarterback Finn Hudson e compagno di Lea Michele anche fuori dal set, è morto nel 2013, mentre la serie era ancora in onda: Glee gli dedicò l’episodio The Quarterback. Naya Rivera, la Santana Lopez della serie, è morta nel 2020 annegando in un lago californiano durante una gita in barca con il figlio di quattro anni. Nel 2018 è morto anche Mark Salling, che interpretava Puck.

Chris Colfer, il Kurt Hummel della serie, ha ammesso con Bustle che rifare Glee senza Naya Rivera sarebbe molto difficile, aggiungendo con autoironia che se dicesse di no i fan lo inseguirebbero con forconi e jazz hands. Sul ritorno di Lea Michele pesa poi il ricordo del 2020, quando alcuni colleghi, tra cui Samantha Ware e Alex Newell, la accusarono di averli trattati male sul set. L’attrice si scusò pubblicamente, ma la vicenda ha lasciato il segno nel racconto della serie, già incrinato dal documentario The Price of Glee.

Perché Glee torna proprio adesso

Più di dieci anni dopo la fine, Glee ha trovato un pubblico nuovo grazie allo streaming e ai social. Secondo Disney, le cover cantate dal cast raccolgono ancora circa quattro milioni di ascoltatori al mese su Spotify. È un dato che spiega bene l’operazione: Glee è stata una serie televisiva, ma anche un fenomeno discografico. Nel 2010 il cast superò i Beatles diventando il gruppo con più ingressi nella classifica Billboard Hot 100, grazie a versioni come Don’t Stop Believin’ dei Journey, diventata la sigla non ufficiale della serie.

Il successo fu anche di critica: Glee vinse due Golden Globe consecutivi come miglior serie commedia o musicale, nel 2010 e nel 2011, e affrontò in prima serata temi come l’identità sessuale, la disabilità, il bullismo e la gravidanza adolescente. Per una generazione cresciuta tra il 2009 e il 2015 è stata un punto di riferimento; per chi l’ha scoperta dopo su Disney+ è un classico da recuperare. Il reboot dovrà parlare a tutti e due questi pubblici, senza poter contare su alcuni dei volti che l’avevano resa unica.

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