Home NewsL’ultimo abbraccio, su Sky Arte dal 25 ottobre: Chi come me

L’ultimo abbraccio, su Sky Arte dal 25 ottobre: Chi come me

Il documentario di Michele Mally racconta lo spettacolo di Andrée Ruth Shammah sui cinque adolescenti di un centro di salute mentale, con le voci di Galimberti, Recalcati e Caterina Caselli

by Grazia Caporale

Nel 2019 il drammaturgo israeliano Roy Chen venne invitato a una lezione di teatro in un centro di salute mentale per adolescenti a Tel Aviv. Ci tornò per giorni, passò ore con i ragazzi nelle loro stanze e in cortile, lesse le loro poesie e giocò con loro a “Chi come me”, un vecchio gioco degli anni Settanta pensato per rompere il ghiaccio. Da quell’esperienza è nato uno spettacolo andato in scena per la prima volta nel 2020 al Teatro Gesher di Giaffa e diventato, una volta arrivato a Milano, uno dei casi teatrali più sorprendenti degli ultimi anni.

A quel successo è dedicato L’ultimo abbraccio – Chi come me, il documentario diretto da Michele Mally e appena presentato alla Festa del Cinema di Roma. Va in onda in prima visione domenica 25 ottobre alle 21.15 su Sky Arte, in streaming su NOW e poi on demand. È prodotto da 3D Produzioni in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e Sky Arte.

Courtesy of Sky

Lo spettacolo: cinque ragazzi e un laboratorio di teatro

Chi come me racconta cinque adolescenti tra i 12 e i 18 anni ospiti di un centro di salute mentale, seguiti dal direttore della struttura, da una nuova insegnante di teatro e dai loro genitori. Il percorso terapeutico passa proprio dal palcoscenico, e la sala stessa diventa parte della scena. Andrée Ruth Shammah, fondatrice e direttrice del Teatro Franco Parenti, ne ha curato adattamento, regia e costumi su traduzione dall’ebraico di Shulim Vogelmann: il debutto italiano è del 5 aprile 2024, nella nuova Sala A2A del Parenti, con Fausto Cabra nel ruolo del direttore del centro.

Da allora lo spettacolo è tornato in cartellone stagione dopo stagione, superando le 300 repliche e le 30.000 presenze. Il motivo di tanta tenuta sta nei temi, affrontati senza retorica: il disagio degli adolescenti, la solitudine, la fragilità emotiva, la fatica di parlarsi tra genitori e figli. E nel pubblico, che non è fatto solo di ragazzi ma anche di famiglie, insegnanti ed educatori.

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Oltre cinquanta voci, da Galimberti a Caterina Caselli

Il documentario di Mally prova a spiegare quel successo attraverso le testimonianze di oltre cinquanta personalità. Ci sono due filosofi e psicoanalisti molto noti, Umberto Galimberti e Massimo Recalcati, e lo psicoterapeuta Matteo Lancini, che da anni lavora sul disagio giovanile. C’è Caterina Caselli, cantante e produttrice discografica. Ci sono gli attori che sono passati dal palco del Parenti in questi anni, come Paolo Briguglia, Elena Lietti, Giovanni Crippa e lo stesso Fausto Cabra, e il regista d’opera Damiano Michieletto. Completano il quadro il manager della comunicazione Stefano Lucchini, l’ex sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni e l’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi.

Ognuno guarda allo spettacolo da un’angolazione diversa, la scrittura, la messinscena, le interpretazioni dei giovani attori, ma il filo comune è uno: la capacità di un testo teatrale di uscire dalla sala e diventare un’occasione per parlare di salute mentale con chi di solito non ne parla. Gli altri titoli passati alla Festa sono nel nostro programma della Festa del Cinema di Roma 2026.

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