Nei Musei Vaticani c’è un bassorilievo romano che mostra una giovane donna nell’atto di camminare, con la veste sollevata e il piede appena staccato da terra. Lo scrittore tedesco Wilhelm Jensen le diede un nome, Gradiva, colei che avanza, e ne fece la protagonista di una “fantasia pompeiana”: la storia di un giovane archeologo ossessionato da quella figura, al punto da cercarla tra le rovine di Pompei. Sigmund Freud ne trasse un saggio famoso e ne appese un calco sopra il divano del suo studio.
Da quel nome prende il titolo La Gradiva, opera prima della regista francese Marine Atlan, di cui sono stati diffusi oggi il trailer e il poster italiani. Il film è in anteprima nazionale oggi, 22 ottobre, ad Alice nella Città e arriverà nelle sale dal 12 novembre, distribuito da Fandango.
La trama: una gita scolastica tra le rovine
Una classe di liceali francesi parte per Napoli in gita scolastica, con un obiettivo preciso: visitare Pompei, le sue strade e i calchi dei corpi pietrificati dall’eruzione del Vesuvio. A contatto con quel passato immobile, i desideri dei ragazzi cominciano ad affiorare con un’intensità che nessuno di loro si aspettava, fino a una frattura da cui non si torna indietro.
Il film tiene insieme realismo e mito: da una parte l’istantanea di un’adolescenza contemporanea, con le sue inquietudini, le rivalità e le prime seduzioni, dall’altra l’eternità delle rovine, che fa da specchio. Girato interamente in Italia, tra Napoli e Pompei, evita la cartolina e i luoghi comuni sul Sud.

Il premio a Cannes e la squadra del film
A maggio La Gradiva ha vinto il Grand Prix della 65ª Semaine de la Critique, la sezione parallela del Festival di Cannes dedicata alle opere prime e seconde, assegnato da una giuria presieduta dalla regista indiana Payal Kapadia. Da allora il film ha girato i festival internazionali, dal BFI London Film Festival in giù, e ha trovato distribuzione in diversi paesi.
Marine Atlan arriva alla regia dalla direzione della fotografia, e anche qui ha curato le immagini insieme a Pierre Mazoyer. Ha scritto la sceneggiatura con Anne Brouillet. Nel cast, accanto ad Antonia Buresi, c’è un intero gruppo di giovani interpreti, tra cui Colas Quignard, Mitia Capellier-Audat e Suzanne Gerin.
Il film è prodotto dalla francese Les Films du Poisson e coprodotto da Bibi Film di Angelo Barbagallo, storico produttore di Nanni Moretti, con il sostegno della Film Commission Regione Campania.
Gli altri titoli di Alice nella Città: Gli elefanti bianchi, il corto con Chichiarelli ad Alice.












