Il cult del 1996 segue le vicende di Mark Renton (Ewan McGregor), un giovane eroinomane di Edimburgo che rifiuta la vita ordinaria e consumistica per dedicarsi completamente alla tossicodipendenza. Intorno a lui ruota un gruppo di amici: Spud, un ragazzo ingenuo e pacifico, Sick Boy, un cinico appassionato di cinema, Tommy, inizialmente l’unico pulito del gruppo, e Francis Begbie, un uomo violento e alcolizzato che non fa uso di droga ma è dedito alla criminalità. Dopo un primo tentativo andato a vuoto di disintossicazione, Mark ricade nel tunnel della droga e inizia a commettere piccoli furti per procurarsi farmaci e sostanze stupefacenti.
La situazione precipita quando la figlia neonata di Sick Boy muore a causa della totale trascuratezza dei genitori. Anche Tommy, dopo essere stato lasciato dalla sua ragazza, inizia a fare uso di eroina e perde la vita dopo essersi ammalato di AIDS. Nel frattempo Renton tenta di rifarsi una vita a Londra come agente immobiliare, ma viene presto rintracciato dai vecchi compagni che sfruttano il suo appartamento come base per i loro traffici. Il punto di svolta della pellicola giunge quando il gruppo conclude a Londra un grosso affare di droga, rivendendo una partita di eroina per sedicimila sterline. Durante la notte, Renton ruba la borsa con i soldi e fugge per inseguire una vita normale, lasciandosi definitivamente alle spalle il mondo della tossicodipendenza.
Il celebre monologo iniziale e finale del film mette in luce le caratteristiche dello stile di vita standard e borghese, fatto di carriere, mutui, lavatrici e maxischermi. Renton e i suoi amici scelgono deliberatamente l’eroina come alternativa drastica a una società che percepiscono come monotona, vuota e preimpostata.

La droga viene raccontata come uno strumento di piacere illusorio, che inizialmente allevia il dolore e le preoccupazioni attraverso l’inibizione dello stato di coscienza, ma a lungo andare deteriora il corpo e lo spirito attraverso la dipendenza. La scenografia contribuisce a rendere visibile il degrado interiore dei protagonisti attraverso appartamenti fatiscenti, sporchi e disordinati. L’eroina arriva ad intossicare non solo il singolo, ma anche i rapporti interpersonali all’interno del gruppo. Mark e i suoi compagni non sono uniti da un legame amicale sano e sincero, ma dall’apatia e dalle dipendenze condivise. L’ambiente sociale della Scozia post-industriale della fine del ventesimo secolo si rivela una vera e propria prigione per Renton, e i suoi tentativi di ripulirsi e costruirsi una vita a Londra vengono costantemente sabotati dai suoi stessi amici.
Proprio per questo, nel finale, Mark decide di rubare la borsa con i soldi al fine di tagliare definitivamente i ponti con un gruppo che lo avrebbe riportato nella spirale della droga o dietro le sbarre di una prigione. Tradire i propri amici divieni quindi l’unico modo possibile per emanciparsi da un passato complicato e scegliere finalmente la vita. Tuttavia Renton si dimostra scorretto solo con i membri più problematici del gruppo, ovvero Sick Boy e Francis. Prima di andare via, lascia infatti una quota dei soldi in una cassetta di sicurezza per Spud, l’unico amico genuino, fragile e innocente della compagnia.
Perché rivederlo dopo 30 anni?
- Il film mostra la droga e i suoi effetti senza edulcorazioni moralistiche e ne descrive sia l’estasi iniziale che il baratro della disperazione successivo.
- La pellicola non parla esclusivamente di tossicodipendenza negli anni novanta, ma anche del bisogno di fuggire da una società capitalistica asfissiante. Pertanto mette in crisi un modello che ancora oggi è più vivo che mai.
- La regia dinamica e i brani iconici (da Lust for Life di Iggy Pop a Born Slippy degli Underworld) confermano l’impatto e l’iconicità che ha contraddistinto il lungometraggio fino al suo trentesimo anniversario.
Siete pronti ad assistere da vicino ai deliri psicologici dell’eroina senza rimanerne intimoriti?
Scheda tecnica
Cast principale
- Ewan McGregor – Mark Renton
- Ewen Bremner – Spud
- Jonny Lee Miller – Sick Boy
- Kevin McKidd – Tommy
- Robert Carlyle – Begbie












