Home Documentari‘Making Marie Antoinette’: l’ultimo film di Eleanor Coppola

‘Making Marie Antoinette’: l’ultimo film di Eleanor Coppola

Girato a Versailles nel 2005 e completato da Sofia dopo la morte della madre, il documentario postumo di Eleanor Coppola arriva su MUBI dal 6 novembre.

by Valeria Bernardo

Nel 2005 Eleanor Coppola seguì la figlia Sofia alla Reggia di Versailles con una videocamera e nessun ruolo ufficiale, se non quello di madre. Ne uscirono circa ottanta ore di riprese sul set di Marie Antoinette, rimaste in archivio per vent’anni. Da quel materiale nasce Making Marie Antoinette, il documentario che MUBI porta in streaming esclusivo in tutto il mondo dal 6 novembre. È l’ultima opera diretta da Eleanor Coppola, che la stava ancora montando quando è scomparsa nel 2024: a completarla, esaudendo un suo desiderio, è stata proprio Sofia.

Making Marie Antoinette, l’ultimo film di Eleanor Coppola

Eleanor Coppola non era una presenza qualsiasi su quel set. Prima di essere la madre di Sofia e la moglie di Francis Ford Coppola, era una documentarista di razza: sua è la co-regia di Hearts of Darkness (1991), il diario dietro le quinte della lavorazione tormentata di Apocalypse Now, considerato tra i più grandi making of mai realizzati. Quasi trent’anni dopo aver raccontato il set del marito, rivolgeva lo stesso sguardo alla figlia.

Eleanor Coppola è scomparsa il 12 aprile 2024, a 87 anni, mentre stava ancora dando forma a queste immagini. Del desiderio di portarle a compimento aveva scritto nel memoir postumo Two of Me: Notes on Living and Leaving. Making Marie Antoinette è, in ogni senso, la sua opera di chiusura, e questo ne cambia inevitabilmente la lettura: non è soltanto il dietro le quinte di un film amato, ma l’ultimo lascito di una donna che ha passato la vita a osservare gli altri creare.

Ottanta ore di riprese a Versailles

C’è un dettaglio che, da solo, dice quanto quella produzione fosse un’impresa fuori misura. Nel 2005 Sofia Coppola ottenne il permesso di girare dentro la Reggia di Versailles, cosa mai concessa prima a nessun set cinematografico. Aveva poco più di trent’anni e stava firmando il suo terzo lungometraggio dopo Il giardino delle vergini suicide e Lost in Translation: un kolossal in costume affidato a una regista donna ancora giovanissima, con Kirsten Dunst nei panni della regina e Jason Schwartzman in quelli di Luigi XVI.

Il documentario di Eleanor si concentra proprio qui, sull’artigianato che ha dato forma al film. Segue al lavoro la costumista Milena Canonero, che per Marie Antoinette avrebbe poi vinto l’Oscar ai migliori costumi, e restituisce la fatica concreta di mettere in piedi una messinscena di quella scala. Il materiale, montato da Aaron Matthews con il contributo di Davia Nelson e Liz Bird, care amiche di Eleanor, mostra la cura e l’ostinazione dietro un’opera che all’uscita divise e che oggi molti considerano una pietra angolare del cinema del nuovo secolo.

Un ritratto tra madre e figlia

Se il film si fermasse al making of sarebbe già prezioso, ma il suo cuore è altrove. A dare voce a Eleanor Coppola è Diane Lane, che legge alcuni brani tratti dai diari della regista: pagine in cui Eleanor racconta l’esperienza sul set e riflette sul rapporto con la figlia, sul mestiere e sulla difficoltà di essere insieme artista e madre. Non è una scelta casuale, Lane aveva già lavorato con lei in Paris Can Wait, esordio da regista di Eleanor.

Ne esce un doppio movimento. Da un lato la macchina da presa di una madre che guarda la figlia prendersi la responsabilità di una troupe enorme, con l’orgoglio e l’apprensione che quello sguardo porta con sé. Dall’altro il gesto di quella figlia che, anni dopo, torna su quelle immagini per finire il lavoro rimasto in sospeso. Sofia Coppola ha raccontato di aver iniziato a rivedere il materiale insieme alla madre durante il lockdown, e di aver ritrovato la loro lavorazione attraverso i suoi occhi. Making Marie Antoinette diventa così, oltre che un affascinante sguardo sul processo creativo, un ritratto familiare sorprendentemente intimo.

Quando esce Making Marie Antoinette su MUBI

Il documentario arriva in streaming esclusivo su MUBI in tutto il mondo dal 6 novembre, a vent’anni dall’uscita di Marie Antoinette, presentato in concorso a Cannes nel 2006. È prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani, Rachel Dengiz, Youree Henley e Sofia Coppola, ed è finanziato da OUR FILMS, società del gruppo Mediawan, con Mediawan Rights ed Entourage Pictures e il sostegno di CHANEL.

Solo negli Stati Uniti e in Canada, dal 23 ottobre, MUBI accompagna l’uscita con il nuovo restauro in 4K del Marie Antoinette originale, in sala e in streaming. Per lo spettatore italiano il riferimento resta uno: il 6 novembre su MUBI, per riscoprire un film di riferimento attraverso gli occhi di chi lo ha visto nascere.

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