Home NewsLéa Seydoux porta L’inconnue in anteprima italiana a Roma: il programma completo al Cinema in Piazza

Léa Seydoux porta L’inconnue in anteprima italiana a Roma: il programma completo al Cinema in Piazza

Dal 27 al 29 giugno, l'attrice francese sarà ospite del Piccolo America con tre serate tra Trastevere, Valle Aurelia e il Cinema Troisi.

by Mauro Terrone

Tre serate, tre luoghi della città, tre film che disegnano una mappa interiore.

Vale la pena ricordare, brevemente, cosa sia Il Cinema in Piazza per chi ancora non la conosce. Nata nel 2015 come Festival Trastevere Rione del Cinema in Piazza San Cosimato, è organizzata dalla Fondazione Piccolo America ed è divenuta negli anni una delle manifestazioni culturali gratuite più longeve della Capitale. L’edizione 2025 conta 94 proiezioni totali e 35 incontri speciali, di cui 7 al Cinema Troisi, mantenendo intatta la sua anima popolare.

L’iniziativa nasce da un gesto di resistenza urbana: l’associazione Piccolo Cinema America era un gruppo di giovani attivisti impegnati nella salvaguardia delle sale storiche romane. Da quella vocazione identitaria non si è mai allontanata. Da una piazza a tre, da circa 36mila spettatori a 120mila: la manifestazione è ormai adulta, capace di durare sei settimane e offrire proiezioni gratuite presentate spesso da registi e attori. Ospiti come Paolo Sorrentino, Damien Chazelle, Jane Campion e Francis Ford Coppola hanno curato in passato le proprie Carte Blanche. Adesso tocca a Léa Seydoux, e la scelta ha un peso specifico preciso.

La prima serata, sabato 27 giugno alle 17.30 al Cinema Troisi, è quella che calamita maggiore attenzione: Seydoux presenterà l’anteprima italiana di L’inconnue, il nuovo film diretto da Arthur Harari. Si tratta di un film psicologico e fantastico co-scritto con Lucas Harari e Vincent Poymiro, liberamente ispirato alla graphic novel Le cas David Zimmerman. Il film ha avuto la sua prima mondiale nella competizione ufficiale del Festival di Cannes 2026, dove ha concorso per la Palme d’Or.

Il soggetto è inquietante nel senso migliore del termine. David, fotografo parigino, si ritrova a vivere un’esistenza irreversibilmente trasformata dopo un incontro con un’entità che costringe le sue vittime a scambiarsi i corpi in seguito a un rapporto sessuale. Citando influenze che vanno da Kafka ad Antonioni, Harari è meno interessato a fornire risposte definitive all’enigma del film che a esplorare questioni esistenziali di metamorfosi, trasformazione e spaesamento. Non è un film comodo. È un film che usa il genere per parlare d’identità, e che affida a Seydoux una delle prove più estreme della sua carriera recente.

Harari ha scritto il ruolo specificamente per Seydoux dopo aver visto la sua interpretazione nella satira tragicomica France di Bruno Dumont (2021). Questo dettaglio non è marginale: racconta un’attrice che viene cercata non per il suo nome, ma per la qualità specifica di uno sguardo.

La seconda serata, domenica 28 giugno alle 21.15 in Piazza San Cosimato, è quella che rivela la profondità del gusto cinefilo di Seydoux. La sua scelta ricade su Le Feu follet (Fuoco fatuo) di Louis Malle, capolavoro della storia del cinema francese che dipinge gli ultimi giorni di vita dello scrittore Alain Leroy con rigore assoluto e una colonna sonora indimenticabile firmata da Erik Satie. È un film sulla solitudine irriducibile, sul vuoto che nessuna conversazione riesce a colmare. Che un’attrice della generazione di Seydoux lo scelga come specchio personale dice qualcosa di non banale sul suo modo di guardare il cinema e se stessa.

La terza e ultima serata, lunedì 29 giugno alle 21.15 a Monte Ciocci, porta al pubblico L’enfant d’en haut (Sister) di Ursula Meier, nel quale Seydoux ha interpretato Louise, la sorella maggiore di un dodicenne che sopravvive rubando attrezzature da sci ai turisti delle stazioni alpine per rivenderle. Il film è stato premiato con l’Orso d’Argento al Festival di Berlino nel 2012. Scegliere questo titolo significa indicare al pubblico un momento preciso del proprio percorso: una performance costruita sulla fragilità, sul legame obliquo tra due persone che si proteggono facendosi del male.

Il formato della Carte Blanche è, tra tutte le forme possibili dell’incontro tra un’artista e il pubblico, quella più onesta. Non c’è una locandina da promuovere, non c’è un’agenda commerciale. C’è solo una selezione, e nella selezione c’è tutto: la formazione, le ossessioni, i debiti di riconoscenza. Seydoux sceglie Malle perché Malle ha plasmato il suo immaginario francese; sceglie Meier perché Sister è parte della sua storia; sceglie Harari perché è il presente più urgente che ha da offrire. Vale la pena sottolineare che L’inconnue arriva a Roma prima di uscire nelle sale italiane: il film è previsto nelle sale francesi il 26 agosto. La première italiana al Troisi non è quindi un evento di contorno. È un’esclusiva nel senso più letterale del termine.

Le proiezioni in Piazza San Cosimato e a Monte Ciocci sono a ingresso gratuito. I biglietti per l’evento al Cinema Troisi sono disponibili su cinematroisi.it.

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