Home CuriositàCars compie 20 anni: il Pixar più sottovalutato e più ricco

Cars compie 20 anni: il Pixar più sottovalutato e più ricco

Il 9 giugno 2006 usciva Cars - Motori ruggenti. Vent'anni dopo, il film liquidato da molti come Pixar minore è diventato il franchise più redditizio dello studio, e non ha ancora finito di correre.

by Mauro Terrone

Il 9 giugno 2006 un’arrogante monoposto rosso fiammante restava bloccata in una cittadina dimenticata lungo la Route 66. Vent’anni dopo, quella storia occupa un posto curioso nella galassia Pixar: è insieme uno dei film più snobbati dalla critica e, di gran lunga, il più redditizio mai prodotto dallo studio. Cars – Motori ruggenti è la grande contraddizione della Pixar, e a riguardarlo oggi si capisce perché abbia retto così bene al tempo.

Il cuore del film

Diretto da John Lasseter, che vi mise dentro più di sé che in qualsiasi altro suo lavoro, Cars segue Saetta McQueen, giovane pilota tronfio e solo, che per un incidente di percorso finisce confinato a Radiator Springs, un paese fantasma tagliato fuori dal mondo da quando l’autostrada ha sostituito la vecchia Route 66. Lì, tra un meccanico burbero e una comunità di personaggi sgangherati, impara la lezione più anti-velocità possibile: rallentare. Non è un caso che il film sia nato proprio da un viaggio on the road di Lasseter con la famiglia lungo la Route 66: quella nostalgia per l’America delle piccole città dimenticate ne è il vero motore emotivo. A dare gravità al tutto c’era Doc Hudson, il vecchio campione doppiato da Paul Newman, di cui abbiamo raccontato la storia in un approfondimento dedicato.

La doppia natura: critica contro cassa

Eppure, all’epoca, Cars fu accolto come un mezzo passo falso. Per gli standard stratosferici della Pixar di quegli anni venne considerato un film minore, e arrivò anche una conferma clamorosa: candidato all’Oscar come miglior film d’animazione, non lo vinse, battuto da Happy Feet. Un’eccezione rara per uno studio che in quel periodo faceva incetta di statuette.

Lontano dalle sale, però, la storia prese la piega opposta. Cars incassò oltre 460 milioni di dollari nel mondo, ma la vera macchina da soldi fu un’altra: il merchandising. Macchinine, zaini, lenzuola, modellini, qualsiasi oggetto con sopra Saetta McQueen finiva nei carrelli. Negli anni il franchise ha generato oltre 10 miliardi di dollari in vendite al dettaglio, diventando una delle linee di prodotti più redditizie nell’intera storia della Disney. Il film “minore” della Pixar è, semplicemente, quello che ha fatto più soldi di tutti.

Un universo che non si è più fermato

Da quel film è nato un mondo intero: i sequel Cars 2 nel 2011 e Cars 3 nel 2017, gli spin-off dedicati agli aerei, un’intera area tematica nei parchi Disney e una serie su Disney+. Per una generazione di bambini cresciuti negli anni Duemila, Saetta McQueen non è stato un personaggio tra tanti, ma una presenza costante, ovunque, dalla cameretta allo zaino di scuola. È questa onnipresenza, più ancora delle recensioni, ad aver trasformato Cars in un classico di fatto, capace di accompagnare chi lo ha amato da bambino fino all’età adulta.

La corsa continua

E la corsa non è finita. Anche se un Cars 4 al cinema resta per ora soltanto una voce non confermata, Pixar ha annunciato Cars: Lightning Racers, una nuova serie animata in arrivo su Disney+ nel 2027, con Owen Wilson e Larry the Cable Guy di nuovo alle voci e un Saetta McQueen rinnovato nel look. Vent’anni dopo, insomma, il marchio non accenna a rallentare, con una certa ironia per un film che proprio sull’imparare a rallentare aveva costruito tutta la sua morale.

Forse è questa la vera vittoria di Cars: non gli Oscar mancati, ma l’essere diventato, partendo da una storia su una cittadina che il mondo aveva dimenticato, qualcosa che il mondo non ha più dimenticato. Vent’anni dopo, Saetta McQueen corre ancora.

Related Articles