Prima ancora delle canzoni, sono i look a parlare
Il Festival inizia fuori dall’Ariston. Il lunedì sera, tra due ali di fan e flash, il Green Carpet diventa il primo vero palco della settimana: qui gli artisti non cantano, ma dichiarano. Identità, visione, ambizione. La moda anticipa la musica.
I look dei protagonisti
Elettra Lamborghini
Prima uscita studiata al millimetro: black dress con bustier strutturato e spalle scoperte, silhouette che valorizza le forme senza eccessi. La giacca corta in eco-pelliccia tono su tono aggiunge texture e volume, mentre il collier luminoso incornicia il décolleté. Capelli raccolti e make-up sofisticato completano un debutto da vera diva contemporanea.

Ditonellapiaga
Gioca con contrasti e ironia: giacca effetto plumage bicolor, décolleté volutamente spaiate e collant a micro pois con fiocco coordinato tra i capelli. Il make-up grafico sottolinea l’anima arty del look. È un’estetica teatrale ma controllata, che promette una narrazione fashion coerente per tutta la settimana.
Dargen D’Amico
Tailoring gessato su misura, ma con twist scenografico: il piumino imbottito a strascico trasforma il completo in una dichiarazione pop. Gli occhiali da sole restano firma identitaria. È un equilibrio tra rigore sartoriale e provocazione contemporanea.
Patty Pravo
Iconica e teatrale. Cappello con veletta che sfiora il viso e soprabito nero attraversato da fiamme rosse, omaggio alla Fenice. Lo strascico amplifica la presenza scenica. Un ingresso che non segue le tendenze: le crea.
Levante
Minimalismo sofisticato: cappotto doppiopetto con revers lucido, dolcevita scuro e collant lilla a spezzare la palette. Il contrasto cromatico è sottile ma efficace. Hairstyle morbido e make-up intenso per uno stile pulito, ma con personalità.

Leo Gassmann
Blu navy monocromo per un’eleganza discreta: pullover girocollo, pantaloni leggermente svasati e soprabito con cintura a definire la figura. Una scelta coerente con la sua cifra sobria e raffinata.
Mara Sattei
Tailleur leggermente oversize dal taglio deciso, impreziosito da una sciarpa tartan XXL dal sapore british. La struttura maschile del completo incontra un’attitudine contemporanea e consapevole. Un primo passo che parla di ricerca stilistica forte.
Enrico Nigiotti
Stratificazioni morbide e fit over. La marinière aggiunge un tocco francese, mentre la giacca con tasche frontali viene personalizzata da una spilla a forma d’insetto. Un dettaglio simbolico che rende il look meno prevedibile.
Le Bambole di Pezza
Coordinato all white, ma con variazioni individuali: denim con cristalli, crop top, pellicce, stivali e collant ricamati. L’energia punk resta intatta, addolcita da un’estetica più fashion. Per Martina “Cleo” Ungarelli anche una corona, ironica e potente.
Fedez & Marco Masini
Total black per entrambi, ma con differenze nette: pelle lunga e taglio deciso per Fedez, completo sartoriale classico per Masini. Due generazioni, un’unica palette.
Arisa
Completo con gonna midi effetto pelo e scarpe lucide a contrasto. I gioielli illuminano l’insieme, mentre l’hairstyle raccolto aggiunge eleganza. Una scelta audace ma perfettamente nelle sue corde.
Ermal Meta
Palette calda e stratificazioni ricercate: camicia in raso con foulard, pantaloni in nappa e trench sofisticato. Il look racconta maturità e cura sartoriale, senza rinunciare a una certa fluidità romantica.

Malika Ayane
Linee pulite, soprabito scuro e collo alto cobalto come unico punto luce. Capelli raccolti e make-up sfumato sugli occhi. Essenziale, ma magnetica.
Michele Bravi
Completo gessato sovrapposto a cappotto spigato. La sovrapposizione di texture crea profondità visiva. Poetico, coerente, riconoscibile.
Fulminacci
Cardigan, camicia e cravatta sotto un maxi cappotto appoggiato sulle spalle. Uno stile più adulto rispetto al passato, che conserva però la sua anima delicata.
Tommaso Paradiso
Bianco, nero e verde militare con spilla Art Déco appuntata sul cappotto. Linee semplici ma ben calibrate: convince per coerenza.
AKA 7even & LDA
Look gemelli in nero: giacca monopetto in pelle, anfibi e occhiali scuri. Coordinazione evidente e immagine compatta. Resteranno sincronizzati anche sul palco?
Il Green Carpet di Sanremo 2026 conferma una tendenza chiara: il cappotto è manifesto, la silhouette è messaggio, il dettaglio fa la differenza.
Prima ancora delle note, ogni artista ha già raccontato qualcosa di sé. E questa è solo la prima scena del film chiamato Festival.












