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L’uomo che poteva cambiare il mondo, il trailer con Germano

Elio Germano nel film di Anne Paulicevich sull'archeologo costretto a fare da guida a Hitler e Mussolini nel 1938. In sala dal 19 novembre

by Valeria Bernardo

Primavera del 1938, Firenze. Nelle sale degli Uffizi Adolf Hitler si ferma davanti ai quadri, mentre Benito Mussolini mette fretta al gruppo e sbuffa che per vedere tutto ci vorrebbe una settimana. A guidarli c’è il più autorevole archeologo italiano, un uomo che detesta entrambi e che per qualche giorno si chiede se non sia il caso di fare qualcosa di irreparabile.

È questa la storia vera da cui parte L’uomo che poteva cambiare il mondo, il film con Elio Germano di cui da oggi sono disponibili trailer e manifesto. Esce nelle sale il 19 novembre, distribuito da Piperfilm. È il secondo lungometraggio della regista belga Anne Paulicevich, che lo ha scritto e diretto, ed è una coproduzione tra Italia, Belgio e Germania firmata Indigo Film, Piperfilm, Versus Production e Niko Film.

La storia vera: Ranuccio Bianchi Bandinelli, la guida dei dittatori

Nel 1938 Hitler compie la sua visita ufficiale in Italia, tra Roma e Firenze. Per impressionare l’ospite Mussolini vuole mostrargli i tesori artistici del paese, e il compito di fare da cicerone viene imposto a Ranuccio Bianchi Bandinelli, archeologo e storico dell’arte senese, figura di primo piano negli studi sull’arte antica e lontano dalle posizioni del regime. Per quattro giorni si ritrova al fianco dei due dittatori, nelle sale dei musei e tra i siti archeologici.

Bianchi Bandinelli tenne un diario di quei giorni, poi pubblicato con il titolo Hitler e Mussolini. 1938: il viaggio del Führer in Italia, a cui il film si ispira liberamente. Nelle sue note annotò l’indifferenza di Mussolini per l’arte e l’interesse vero di Hitler per i dipinti, ma soprattutto la tentazione di agire per togliere di mezzo i due uomini che stavano per portare l’Europa in guerra. È quella tentazione a dare il titolo al film.

La vicenda era già arrivata al cinema nel 2016 con L’uomo che non cambiò la storia, il documentario di Enrico Caria costruito sulle immagini dell’Istituto Luce e presentato alle Giornate degli Autori di Venezia. Il film di Paulicevich la porta per la prima volta nel cinema di finzione.

Il cast: Elio Germano con Albrecht Schuch e Fausto Russo Alesi

Elio Germano, che vedremo dal 29 ottobre su Netflix anche in Noi, un po’ meglio di Daniele Luchetti, guida un cast internazionale. Accanto a lui c’è il tedesco Albrecht Schuch, uno dei volti di Niente di nuovo sul fronte occidentale, il film premio Oscar di Edward Berger. Ci sono poi Fausto Russo Alesi, attore di lunga esperienza teatrale, Linda Caridi e, in una partecipazione straordinaria, Edoardo Pesce, premiato con il David di Donatello per Dogman. Completano il cast Fabrizio Rongione, Maximilian Brauer, Johannes Hegemann, Florian Appelius, Stefano Cenci, Francesco Brandi, Pietro Giannini, Sergio Pierattini e Marco Sincini. I ruoli dei singoli attori non sono ancora stati comunicati.

Le immagini diffuse finora mostrano le riprese girate dentro gli Uffizi, davanti alla Venere di Urbino di Tiziano, su concessione del Ministero della Cultura.

Il trailer:

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