Che cosa succede a un albero nell’istante in cui viene abbattuto? E che cosa prova, se prova qualcosa, in quel secondo? È la domanda da cui parte Holy Wood Dust, il nuovo documentario del regista russo Victor Kossakovsky, girato con il botanico toscano Stefano Mancuso.
Dopo l’anteprima mondiale alla Mostra di Venezia, nella sezione Open fuori concorso, il film arriva al cinema con un’uscita evento il 23, 24 e 25 novembre, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Medusa Film.
Il film: un viaggio dentro la vita degli alberi
Holy Wood Dust comincia in laboratorio, tra Mancuso e altri ricercatori chini sui campioni vegetali, poi allarga lo sguardo ai boschi: tronchi sollevati dalle gru, il lavoro dei coleotteri della corteccia ripreso al microscopio, una passeggiata nella foresta con un gruppo di bambini a cui Mancuso spiega come gli alberi comunicano, imparano e creano legami. Come nei lavori precedenti di Kossakovsky, il suono e la musica non fanno da accompagnamento ma guidano il racconto. La fotografia è di Gianmarco Donaggio, le musiche di Adrian Berenguer, e una parte delle riprese si è svolta in Trentino. Il film dura 105 minuti.

«Spero che gli spettatori possano arrivare a riconoscere che alberi e piante hanno lo stesso diritto di esistere degli esseri umani», ha detto il regista, che considera lo sviluppo dell’empatia verso il mondo naturale l’unico vero progresso.
Il regista di Gunda incontra il botanico delle piante intelligenti
Kossakovsky è uno dei documentaristi più riconosciuti al mondo, entrato due volte nella shortlist degli Oscar. Negli ultimi anni ha costruito una sorta di ciclo sugli elementi: l’acqua in Aquarela, nel 2018, gli animali da fattoria in Gunda, nel 2020, la pietra e l’architettura in Architecton, nel 2024. Holy Wood Dust aggiunge il legno a questo percorso.
Mancuso, docente all’Università di Firenze, è tra i pionieri della neurobiologia vegetale, la disciplina che studia come le piante percepiscono l’ambiente e reagiscono. Firma la sceneggiatura insieme al regista. Il film è una coproduzione tra Italia, Spagna e Germania, prodotta da Be Water Film e Solaria Film con Rai Cinema. Gli altri titoli italiani passati al Lido sono nel nostro racconto di Venezia 83.









