Home News‘Lucy Lost’, l’autore di War Horse diventa animazione

‘Lucy Lost’, l’autore di War Horse diventa animazione

L'esordio di Olivier Clert, tratto da un romanzo di Michael Morpurgo e passato da Cannes e Annecy, sarà nella selezione ufficiale di Alice nella Città con Movies Inspired

by Mauro Terrone

Un’isola piccola e lontana da tutto, un villaggio di pescatori, una bambina che vede cose che gli altri non vedono. Lucy Lost, primo lungometraggio d’animazione diretto da Olivier Clert, sarà distribuito in Italia da Movies Inspired e farà parte della selezione ufficiale della XXIV edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma e indipendente della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre 2026.

Il film arriva a Roma ad “Alice nella città” dopo la presentazione in selezione ufficiale al Festival di Cannes e al festival di Annecy, e condivide il cartellone con un altro titolo francese distribuito dalla stessa società, Iron Boy di Louis Clichy.

La trama di Lucy Lost

Lucy vive con la sua famiglia in un villaggio su una piccola isola, lontana da tutto. I suoi doni straordinari le attirano il rifiuto degli abitanti del posto, che la guardano con sospetto. Quando incontra Milly, una bambina che solo lei riesce a vedere, Lucy si lancia con la nuova amica in una grande avventura per scoprire il segreto dei suoi misteriosi poteri.

La cornice è precisa: le Isole Scilly, al largo della Cornovaglia, nel pieno della Prima guerra mondiale. Mentre il conflitto infuria sul continente, la ricerca di Lucy diventa anche un modo per ricostruire un passato di cui ricorda pochissimo e capire quale sia davvero il suo posto nel mondo.

Credit Movies Inspired 

Dal romanzo di Michael Morpurgo al grande schermo

Alla base del film c’è Listen to the Moon, romanzo del 2014 di Michael Morpurgo, uno dei più amati autori britannici per ragazzi. Il suo nome è legato soprattutto a War Horse, diventato prima un fenomeno teatrale e poi il film diretto da Steven Spielberg nel 2011. Anche questa volta Morpurgo racconta la guerra attraverso gli occhi di chi è troppo giovane per capirla fino in fondo.

La strada verso lo schermo è stata lunga. Il produttore Marc du Pontavice, fondatore dello studio francese Xilam, aveva acquistato i diritti del libro nel 2017 con l’idea di farne una miniserie, ma si era scontrato con la struttura del romanzo, costruito su due storie parallele difficili da spezzare in episodi. Il progetto è ripartito come lungometraggio nel 2022, e la svolta è arrivata proprio con Clert, che ha avuto l’idea di intrecciare i due fili narrativi invece di tenerli separati. La sceneggiatura è firmata dal regista insieme a Helen Blakeman, autrice britannica premiata con un BAFTA.

Chi è Olivier Clert, dall’animazione di Klaus alla regia

Per Clert si tratta dell’esordio alla regia di un lungometraggio, ma il suo nome circola da anni nei titoli di coda dell’animazione europea di qualità. Ha lavorato a lungo con Sergio Pablos, anche come storyboard artist di Klaus: I segreti del Natale, e ha partecipato a Il piccolo principe e a La piccola Amélie, il film che nel 2025 aveva conquistato Annecy.

Il regista ha descritto la sua ambizione come un punto d’incontro tra l’efficacia del racconto americano e la poesia visiva dell’animazione giapponese. Non a caso, diversi critici internazionali hanno accostato Lucy Lost ai film dello Studio Ghibli, in particolare a Quando c’era Marnie. A Cannes Clert ha difeso anche la scelta di non addolcire i temi più duri: secondo lui il mondo è un posto difficile e i ragazzi hanno bisogno di opere capaci di parlarne.

Da Cannes ad Annecy, e poi Roma

Prodotto da Xilam, lo studio candidato all’Oscar con Dov’è il mio corpo?, Lucy Lost è stato presentato a Cannes tra le proiezioni speciali dedicate alle famiglie ed è poi entrato nel concorso ufficiale dei lungometraggi di Annecy. Nel frattempo il film è stato venduto in numerosi paesi, Italia compresa, e in Francia uscirà in sala il 28 ottobre con Le Pacte. La data di uscita italiana non è ancora stata comunicata ma il film sarà distribuito da Movies Inspired.

Per il pubblico italiano, Alice nella Città sarà quindi la prima occasione per scoprire una storia che parla di esclusione, amicizia e memoria senza nascondere il peso della guerra: un’avventura per ragazzi che non ha paura di prenderli sul serio.

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