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‘Il fuoco che ti porti dentro’: De Angelis dopo Comandante

Il regista napoletano torna in concorso a Venezia con un dramma familiare tratto dal romanzo di Antonio Franchini: Vanessa Scalera e Lino Musella, madre e figlio in una resa dei conti alla Vigilia di Natale.

by Mauro Terrone

Una madre lascia Napoli, raggiunge il figlio a Milano per le feste e decide di restare. Basta questa premessa, in apparenza minima, per far detonare Il fuoco che ti porti dentro, il nuovo film di Edoardo De Angelis presentato in concorso alla 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il regista napoletano adatta l’omonimo romanzo di Antonio Franchini e chiude di nuovo i suoi personaggi in uno spazio ristretto: un appartamento borghese che, nel corso di una sola Vigilia di Natale, si trasforma in campo di battaglia.

De Angelis torna in concorso a Venezia dopo Comandante

De Angelis rientra nella sezione principale della Mostra a tre anni di distanza da Comandante, il film con Pierfrancesco Favino che aveva inaugurato l’80ª edizione. La continuità con quel lavoro non è soltanto cronologica: come nel sommergibile di Comandante, anche qui il regista sceglie un ambiente chiuso, un perimetro angusto in cui comprimere i corpi e far salire la pressione. Dal fondo del mare all’interno domestico cambia tutto, tranne il metodo: mettere alla prova i personaggi togliendo loro ogni via di fuga.

De Angelis ha descritto il cuore del film come un amore che scalda e illumina ma che, allo stesso tempo, brucia e devasta. È la doppia natura del fuoco del titolo: legame indissolubile e ferita che non si rimargina.

Una Vigilia di Natale come campo di battaglia

Antonio è fuggito molti anni prima da Napoli per costruirsi a Milano una famiglia e una carriera solida. Da quella città si è lasciato alle spalle anche la madre, Angela, che proprio a Natale lo raggiunge con l’aria di chi non ha intenzione di ripartire. Il romanzo e il film la disegnano come una donna esagerata nel bene e nel male: secondo la sinossi ufficiale irresistibile e qualunquista, conservatrice e ostile come poche, un personaggio che occupa ogni centimetro della scena.

La cena della Vigilia diventa così una resa dei conti. Riaffiorano vecchie sopraffazioni e incomprensioni, in un corpo a corpo insieme comico e feroce: un cappone che non vuole saperne di finire in pentola, l’attesa di una figlia che forse non arriverà, un ospite tanto illustre quanto inatteso. Sotto la commedia domestica cova un dramma sul senso di un legame, destinato a cambiare per sempre.

Vanessa Scalera e Lino Musella, madre e figlio

A dare corpo a questo duello sono due interpreti di rango. Vanessa Scalera è Angela, la madre; Lino Musella è Antonio, il figlio. Scalera, volto amatissimo anche del piccolo schermo, trova qui un personaggio debordante, mentre Musella porta la misura e il contenimento di chi subisce e resiste, senza mai potersi allontanare davvero.

Intorno a loro si muove un gruppo di interpreti che dà spessore al quadro familiare: Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza e Tony Laudadio, con Tommaso Ragno.

Dal romanzo-memoir di Antonio Franchini

Il film nasce da un libro molto discusso. Il fuoco che ti porti dentro di Antonio Franchini, pubblicato da Marsilio, è un romanzo-memoir in cui lo scrittore napoletano trasfigura la propria madre in personaggio letterario, senza sconti. Finalista al Premio Campiello 2024, dove arrivò secondo, il libro è insieme il ritratto feroce di una donna impossibile e il racconto di un rapporto tra una madre e i suoi figli che non concede attenuanti. La sceneggiatura, firmata da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia e dallo stesso De Angelis, porta sullo schermo quella materia incandescente.

Napoli e Milano: le radici, i costumi, la voce di La Niña

Il fuoco che ti porti dentro mette in tensione due geografie, il Sud da cui si scappa e il Nord in cui ci si rifugia, e affida questa frattura anche al lavoro dei suoi artigiani. La fotografia è di Vladan Radovic, la scenografia di Carmine Guarino, il montaggio di Lorenzo Peluso. I costumi portano la firma di Massimo Cantini Parrini, tra i costumisti italiani più riconosciuti a livello internazionale, già due volte candidato all’Oscar.

Il tassello che chiude il cerchio napoletano è la colonna sonora, composta da La Niña, nome d’arte di Carola Moccia, cantautrice partenopea premiata con la Targa Tenco 2025 per il miglior album in dialetto. La sua ricerca, che fonde tradizione napoletana e suoni contemporanei, è la voce ideale per una storia che non smette mai di parlare di radici e di appartenenza.

Produzione e distribuzione

Il fuoco che ti porti dentro è una produzione Picomedia, società del gruppo Asacha e parte di Fremantle, con Rai Cinema, realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura. Prodotto da Roberto Sessa e Chiara Grassi, il film è distribuito nelle sale italiane da 01 Distribution, mentre le vendite internazionali sono curate da Rai Cinema International Distribution. Il racconto della 83ª Mostra di Venezia e di tutti i titoli in gara prosegue nella nostra copertura dedicata.

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