Cinquant’anni dopo l’arrivo nelle sale, Novecento torna in televisione, e lo fa dentro un ritratto più ampio. Domenica 16 agosto alle 10.00 Rai Storia manda in onda uno speciale che non si ferma al kolossal del 1976, ma attraversa l’intera filmografia di Bernardo Bertolucci: un percorso che dagli esordi arriva fino agli ultimi film, con l’anniversario dell’affresco emiliano a fare da centro di gravità.
Lo speciale Rai Storia dedicato a Bertolucci
La scelta della rete è coerente con la sua vocazione: raccontare il cinema come materia storica. E pochi registi italiani si prestano a questa lettura quanto Bertolucci, che ha sempre filmato la Storia con la maiuscola, dalla lotta di classe nella Bassa padana alla Cina imperiale de L’ultimo imperatore. Lo speciale ripercorre questa parabola, e Novecento ne diventa la porta d’ingresso naturale, perché è il film in cui l’ambizione del regista tocca il punto più alto e più discusso.

Novecento, mezzo secolo di un kolossal irripetibile
Presentato fuori concorso al 29° Festival di Cannes il 21 maggio 1976 e distribuito nelle sale italiane in settembre, diviso in due atti, Novecento racconta mezzo secolo di storia d’Italia attraverso i destini paralleli di Alfredo Berlinghieri e Olmo Dalcò: il padrone e il contadino, nati lo stesso giorno nella stessa cascina, il giorno della morte di Giuseppe Verdi. Da lì la vicenda corre fino alla Liberazione, tra bandiere rosse, camicie nere e la fine di un mondo agrario.
Il cast è una vetrina internazionale come raramente il cinema italiano ne ha viste: Robert De Niro e Gérard Depardieu nei due protagonisti, Burt Lancaster, Sterling Hayden, Donald Sutherland, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli, Alida Valli, Laura Betti. Dietro la macchina da presa, la fotografia di Vittorio Storaro e le musiche di Ennio Morricone, con il montaggio di Franco Arcalli. A produrre, Alberto Grimaldi, che ottenne dagli studios americani una cifra allora senza precedenti per un film italiano.
La guerra sul montaggio, la parte più cinematografica della storia
Il capitolo più leggendario di Novecento non è nel film, ma attorno al film. Il primo montaggio superava le sei ore, e i produttori imposero tagli. Bertolucci accettò la divisione in due atti pur di portarlo in sala senza ulteriori sforbiciate, ma negli Stati Uniti Grimaldi lavorò a una versione ridotta di circa un terzo, fino a estromettere il regista dalla sala di montaggio. Ne uscì un’opera osteggiata su più fronti: guardata con sospetto da una parte del PCI per il suo lirismo, addirittura vietata in Unione Sovietica. La versione integrale, quella che oggi si considera definitiva, è stata restaurata nel 2017 all’Immagine Ritrovata con la supervisione dello stesso Bertolucci e di Storaro.

Da Ultimo tango all’ultimo imperatore
Novecento arriva dopo lo scandalo di Ultimo tango a Parigi e prima del trionfo hollywoodiano de L’ultimo imperatore, che nel 1987 conquistò nove premi Oscar. È il film in cui Bertolucci, reduce dal successo mondiale, sceglie di tornare alle proprie radici emiliane invece di inseguire il mercato: una scommessa produttiva enorme e una dichiarazione di poetica. Lo speciale di Rai Storia serve anche a questo, a ricollocare quel gesto dentro una carriera intera, chiusa nel 2018 con la scomparsa del regista. Domenica mattina, per chi vuole rivedere da dove è partito tutto, l’appuntamento è alle 10.00.












