Home Curiosità‘Obsession’: come Inde Navarrette interpreta due personaggi nello stesso corpo

‘Obsession’: come Inde Navarrette interpreta due personaggi nello stesso corpo

Nel film horror di Curry Barker, la vera Nikki è ancora lì, intrappolata. Prova a urlarlo in modi diversi. Bear non la sente mai.

by Grazia Caporale

Il film che ha trasformato un budget di 750.000 dollari in uno dei casi cinematografici dell’anno parte da una premessa semplice e brutale: un ragazzo esprime un desiderio, una ragazza smette di essere se stessa. Obsession, scritto, diretto e montato da Curry Barker, segue Bear (Michael Johnston), un dipendente di un negozio di musica che acquista un giocattolo soprannaturale e formula il desiderio che la sua amica Nikki (Inde Navarrette) si innamori di lui, con conseguenze agghiaccianti.

Quello che il film racconta con rara efficacia, però, non è solo l’orrore di ciò che Nikki diventa. È l’orrore di ciò che Nikki rimane: una persona cosciente, intrappolata dentro un corpo che non controlla più. Barker ha scritto il personaggio di Nikki come allo stesso tempo una minaccia e una vittima, mostrando come lei perda progressivamente il controllo di sé stessa dopo il desiderio di Bear. La storia mostra questa perdita di controllo graduale, e il ruolo richiedeva un’attrice capace di incarnare sia una normale ragazza che una presenza soprannaturale e spaventosa.

Dopo un lungo processo di casting, Inde Navarrette è stata scelta per il ruolo perché Barker riteneva che avesse trovato l’equilibrio giusto tra follia e spavento, portando una personalità naturale e rilassata che rendeva Nikki credibile prima che emergessero gli elementi horror. Il risultato sullo schermo è una performance doppia, tecnicamente e emotivamente: da un lato la Nikki posseduta dall’entità che nel film viene chiamata “Freaky Nikki”, dall’altro la vera Nikki, quella originale, che in undici momenti distinti del film tenta di farsi sentire.

Navarrette fa il suo lavoro da professionista, offrendo una performance agghiacciante nei panni di una giovane donna posseduta e innamorata, con la vera Nikki che viene torturata e cerca di liberarsi.


La scena in macchina dopo il desiderio

    Tutto inizia subito dopo che Bear esprime il desiderio sul giocattolo One Wish Willow. Nikki torna alla sua macchina visibilmente confusa, come se non sapesse perché si trovi lì. L’entità non ha ancora preso il pieno controllo, e per qualche istante la vera Nikki riemerge, disorientata, prima che la possessione si consolidi.

    Il primo bacio

      Il segnale più immediato arriva durante il primo bacio tra i due. Nikki stessa aveva incoraggiato quel momento, ma quando si consuma reagisce con orrore genuino, come se si ritrovasse improvvisamente presente in un’azione che non riconosce come sua. Si scusa, cerca una spiegazione, poi la situazione scivola di nuovo fuori dal suo controllo. Bear ignora l’allarme.

      Nikki che piange nell’angolo

        Bear si sveglia di notte e trova Nikki che lo fissa piangendo. La vera Nikki si fa sentire attraverso le parole che sceglie: parla di un sentimento che non è ricambiato allo stesso modo, usando una frase che in apparenza descrive la sua “ossessione” per Bear ma che in realtà nomina esattamente la condizione che lei sta vivendo: essere in una relazione che non ha scelto.

        A letto dopo il ristorante

          Una delle sequenze più disturbanti del film. Barker sceglie di raccontare qualcosa di oggettivamente orribile, ovvero un uomo che toglie l’anima a una donna trasformandola in una replica psicopatica di se stessa, esclusivamente dal punto di vista del colpevole. La scena a letto dopo la cena al ristorante rende questa scelta insostenibile: la macchina da presa si sofferma sul viso di Nikki, immobile, assente, mentre il corpo viene usato senza che lei partecipi in alcun modo. La vera Nikki non c’è, o meglio: è presente ma non ha voce.

          Il biglietto nel pranzo

            L’entità prepara a Bear un pranzo da portare al lavoro. All’interno c’è anche una fotografia dei due insieme, con una didascalia scritta a mano: “not me”. Un messaggio della vera Nikki, diretto e inequivocabile, che indica come la persona nella foto non sia lei. Bear non coglie il significato.

            La telefonata al servizio clienti

              Nel film, Barker stesso interpreta il rappresentante del servizio clienti del One Wish Willow, ruolo che ha registrato al telefono mentre montava il film dalla sua camera da letto, modificando le battute per adattarle al montaggio. La telefonata diventa però il canale attraverso cui Bear riesce a sentire la vera Nikki per un istante: dall’altro capo del telefono, tra i rumori di fondo, arrivano le urla di qualcuno intrappolato nel proprio corpo. Non bastano a convincerlo a cercare una soluzione diversa.

              Nikki al contrario

                In uno dei momenti visivamente più inquietanti del film, Nikki entra in una stanza e poi il movimento si inverte completamente, come se qualcuno avesse mandato il nastro all’indietro, capelli compresi, che sembrano sfidare la gravità. È la vera Nikki che tenta di disfare l’azione appena compiuta, di impedire all’entità di avvicinarsi ancora a Bear. Non funziona.

                La poesia alla festa di Ian

                  Obsession è, tra le altre cose, un film che interroga il concetto del “bravo ragazzo” che si autoassolve, accanto a titoli come Companion, Ruby Sparks e The Beast. La festa dell’amico Ian è il momento in cui la vera Nikki prova a comunicare in pubblico. Legge ad alta voce una sua rielaborazione di Hansel e Gretel, in cui i due protagonisti diventano amanti, sottolineando quanto sia sbagliato il tipo di relazione che esiste tra lei e Bear. L’amico Ian, come spiega il film, aveva una relazione segreta con Nikki prima che tutto questo accadesse e la considerava Bear alla stregua di un fratello minore. La poesia è un messaggio. Nessuno lo decodifica.

                  L’autolesionismo davanti a tutti

                    Subito dopo la lettura, in un gesto che oscilla tra un tentativo di liberarsi e un tentativo estremo di comunicare, Nikki rompe una bottiglia e la usa per colpirsi in volto, ripetendo ad alta voce che quella che stanno vedendo non è lei. La scena è una delle più fisicamente intense del film e rappresenta uno dei momenti in cui la vera Nikki arriva più vicina alla superficie. La sequenza in cui il personaggio viene colpito in testa è stata tagliata di diversi fotogrammi dopo la premiere al festival, per evitare una classificazione NC-17 da parte della MPA.

                    La richiesta nel sonno

                      Con Bear che ha addormentato l’entità usando dei sonniferi, la vera Nikki si fa avanti nel momento di lucidità che ne segue. La sua richiesta è la più disperata e diretta del film: chiede a Bear di ucciderla, perché essere prigioniera nel proprio corpo è peggio di qualunque alternativa. La reazione di Bear è restare offeso. Non quella di chi sente una persona chiedere aiuto, ma quella di chi si sente rifiutato.


                      Questi momenti costruiscono una delle architetture narrative più precise dell’horror recente: una donna che grida in tutti i modi possibili e un uomo che non sente perché non vuole sentire. La vera domanda che il film pone non è “potrei finire come Nikki?”, ma “potrei, o qualcuno che conosco, essere tentato di fare quello che ha fatto Bear?” È una distinzione che trasforma Obsession da film di genere a qualcosa di più difficile da scrollarsi di dosso.

                      Il film è stato accolto molto positivamente dalla critica: su Rotten Tomatoes ha ottenuto un punteggio del 95% basato su 261 recensioni professionali. Al botteghino, Obsession ha superato i 224 milioni di dollari di incasso worldwide, diventando il film più redditizio nella storia di Focus Features. Un risultato che racconta quanto la storia di Nikki, e della sua silenziosa, tenace resistenza, abbia colpito qualcosa di molto reale nel pubblico.

                      Navarrette ha ricevuto ampi consensi dalla critica per la sua interpretazione: la sua prestazione è stata considerata un ruolo di spicco, soprattutto perché rappresenta il suo primo ruolo significativo nel genere horror. Gran parte del comportamento fisico di Nikki è stato sviluppato attraverso una collaborazione diretta tra Barker e Navarrette. Il risultato è un personaggio che esiste su due livelli simultanei per tutto il film: minaccia in superficie, vittima nel profondo. Ed è proprio quella doppiezza, quella voce soffocata che non smette mai del tutto di farsi sentire, a rendere Obsession qualcosa di più di un film horror.

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