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Nocturne 1×01 e 1×02, la recensione: Graham fa paura

Il thriller Apple TV tratto da Lars Kepler parte con un ragazzo tornato dal nulla e un killer che uccide senza uscire dalla cella: Stephen Graham domina, il ritmo arranca.

by Chiara Pavesi

Seduto sul pavimento della cella, la testa china sul water, Jurek Walter sussurra nelle tubature. Dall’altra parte del muro qualcuno lo ascolta, e poco dopo quell’uomo si uccide fracassandosi la testa. Nocturne, il nuovo thriller di Apple TV, si presenta così: con un serial killer che non ha bisogno di uscire dalla sua stanza per fare una vittima, e con Stephen Graham che gli presta una calma capace di gelare il sangue.

La serie, dieci episodi tratti dai romanzi L’uomo della sabbia e Lazarus della coppia di scrittori svedesi che firma come Lars Kepler, è arrivata su Apple TV il 30 ottobre con i primi due episodi. Gli altri usciranno uno a settimana, ogni venerdì, fino al 25 dicembre. Ne avevamo parlato all’uscita del trailer: adesso che il caso è aperto, si può dire che Graham mantiene ogni promessa, mentre il resto della serie deve ancora trovare il passo giusto.

Attenzione: la recensione contiene spoiler sui primi due episodi.

Nocturne 1×01, Michael Frost torna dopo tre anni

Il primo episodio, Lazarus, Come Forth!, prende il titolo dalle parole con cui nel Vangelo di Giovanni Gesù richiama in vita Lazzaro. Il morto che resuscita qui è Michael Frost, interpretato da Landon Valentin: un ragazzo sparito tre anni prima insieme alla sorella Felicia e ricomparso all’improvviso a Fairhaven, cittadina della Pennsylvania occidentale. Il capo della polizia locale, Dave Ellison, capisce subito che il caso è troppo grande per lui e chiama l’FBI. Lo dirige Tim Van Patten, regista di lungo corso di I Soprano e Boardwalk Empire, su sceneggiatura del creatore Rowan Joffé, e dura poco più di un’ora.

La notizia raggiunge Jonah Lynn, ex detective della omicidi di Filadelfia che si era ritirato in provincia in cerca di pace, dopo aver perso moglie e figlia in un incidente e visto morire suicida il suo vecchio partner, Sam. All’epoca della scomparsa dei fratelli Frost, Jonah era convinto che dietro ci fosse Jurek Walter, nonostante il killer avesse un alibi apparentemente inattaccabile. Quando nel luogo in cui Michael era tenuto prigioniero spunta una fiala vuota di sevoflurano, l’anestetico già legato alle vittime di Walter, la vecchia ossessione torna a farsi sentire: se Jurek è chiuso in cella da anni, là fuori deve esserci un complice.

L’agente dell’FBI Alexandra Quinn, scettica all’inizio, accetta di portarlo al Riverside, l’ospedale psichiatrico in cui Walter sconta la pena. Il colloquio è il cuore dell’episodio: Jurek si dichiara estraneo al rapimento dei Frost e mette sul tavolo uno scambio. Aiuterà a trovare Felicia, ma solo se Jonah ammetterà di aver mentito in tribunale per farlo condannare. Jonah rifiuta, convinto che il killer cerchi soltanto un pretesto per far annullare il processo. Intanto Karl, l’infermiere del Riverside, ha già spedito per Jurek una lettera “al suo avvocato”, e Saga Bauer, la figlioccia di Jonah, agente dell’FBI ancora convalescente dopo un’operazione sotto copertura, comincia a pensare che l’unico modo per capire cosa succede in quell’ospedale sia entrarci.

Courtesy of Apple TV

Stephen Graham, il Jurek Walter che fa paura anche da sedato

All’inizio il ruolo era di Tom Hardy, annunciato nel 2023 quando il progetto si chiamava ancora Lazarus. Graham è subentrato nel 2025, reduce da Adolescence, dove era un padre travolto dal crimine del figlio. Qui sta dall’altra parte, e il cambio di segno è totale. Il suo Jurek non alza quasi mai la voce: osserva, aspetta, fa domande gentili. La paura nasce proprio da quella cortesia.

La scena che lo dimostra meglio arriva presto. Karl gli somministra il sedativo pesante che lo tiene tranquillo, Jurek si accascia tra le convulsioni e l’infermiere approfitta del momento per perquisire la cella. Trova la lama artigianale senza fatica, ma Walter si sveglia molto prima del previsto e lo coglie di sorpresa. In pochi secondi la serie stabilisce le regole del gioco: in quella stanza nessuno è al sicuro, nemmeno chi tiene in mano la siringa. E il faccia a faccia con Jonah, con il vetro rinforzato in mezzo e la richiesta di confessione buttata lì come un favore tra vecchi conoscenti, ha la tensione di un interrogatorio rovesciato, in cui a fare le domande è il detenuto.

Nocturne 1×02, Saga Bauer entra nella tana del lupo

Il secondo episodio, For Such a Time as This, scritto da Joffé insieme allo showrunner John Hlavin e diretto ancora da Van Patten, apre su un momento quasi domestico: Karl taglia i capelli a Jurek, che gli chiede della sua chitarra. Basta quello scambio per capire quanto il rapporto tra i due si sia fatto stretto, e quanto l’infermiere sia ormai dentro la rete del killer. Un flashback di tre anni prima mostra Jonah e Sam ai tempi dell’indagine originale, e una frase di Michael, pronunciata nel delirio, riapre un’altra ferita: il ragazzo dice di aver visto Becky, cioè Rebecca, la moglie di Sam e matrigna di Saga, sparita poco dopo l’arresto di Walter e mai ritrovata.

Al Riverside intanto si cerca chi faccia uscire i messaggi di Jurek. A pagare è un altro dipendente, Gary, sospeso in attesa di accertamenti, mentre Karl continua indisturbato. Jonah segue la pista dei vecchi collaboratori dell’ospedale e incontra Benny Zalesky, oggi autista di scuolabus, che anni fa si era trovato nella stessa posizione di Karl: blandito, ascoltato, poi spinto a fare piccoli favori. Il tempo stringe, perché l’inverno è alle porte e con la prima neve le tracce di Felicia rischiano di sparire.

Da qui nasce il piano di Saga: farsi ricoverare al Riverside come paziente, con Jonah a coordinare l’operazione dall’esterno. Quinn ha dubbi sul fatto che sia la persona giusta, troppo coinvolta, ma alla fine cede. Solo in quattro sanno della missione. Il microtrasmettitore nascosto in un crocifisso dovrebbe tenere Saga in contatto con la squadra, ma al momento dell’ingresso il personale glielo sequestra, e la ragazza resta sola dentro il reparto. Fuori, Jonah va a cercare Sally Gifford, l’ex infermiera di turno di Walter che non si presenta al lavoro da settimane: la casa è in disordine, la famiglia è sparita e vicino all’abitazione c’è un’impronta di scarpone simile a quella trovata durante le ricerche dei Frost. Nel bosco, incisi sugli alberi, compare un simbolo circolare. L’ultima immagine è di Saga, nella sua cella imbottita: sul muro c’è lo stesso segno.

Il cast di Nocturne, da Liev Schreiber a Rory Culkin

Liev Schreiber, il Ray Donovan dell’omonima serie, è Jonah Lynn, e lo interpreta per sottrazione: un uomo stanco, che ha già perso tutto e torna in campo controvoglia. È una scelta coerente, ma nei primi due episodi il personaggio resta più funzione che persona, e a vivacizzarlo sono soprattutto gli scontri con Saga. Zazie Beetz, la Van di Atlanta e la Domino di Deadpool 2, le dà un’energia nervosa che rende la decisione di farsi rinchiudere insieme coraggiosa e un po’ sconsiderata, esattamente come deve essere.

La sorpresa è Rory Culkin, fratello minore di Macaulay e Kieran. Il suo Karl è un infermiere che crede davvero che Jurek meriti un trattamento più umano, e proprio quella buona fede lo rende la vittima perfetta: Culkin lo gioca con una tenerezza ingenua che fa male guardare, sapendo dove porta. Bill Camp, candidato all’Emmy per The Night Of e già visto su Apple TV in Presunto innocente, è un capo Ellison dal volto rassicurante e dai silenzi ambigui. Completano il gruppo Poorna Jagannathan, la madre di Non ho mai… su Netflix, nei panni dell’agente Quinn, Gary Carr in quelli dell’agente Nathan Pollock e Chrissy Metz, la Kate di This Is Us, che è Ida Frost.

Courtesy of Apple TV

Da Stoccolma alla Pennsylvania: Nocturne e i romanzi di Lars Kepler

Chi ha letto Kepler riconoscerà tutto, sotto nomi americanizzati. Jonah Lynn è il commissario Joona Linna, protagonista della saga iniziata con L’ipnotista; il Riverside è l’ospedale psichiatrico Löwenströmska; Saga Bauer e Jurek Walter conservano invece i loro nomi. L’uomo della sabbia, pubblicato in Italia da Longanesi nel 2013, si apre con il ritorno di Mikael Kohler-Frost dopo molti anni di prigionia, che nella serie diventano tre. La neve di Stoccolma lascia il posto ai boschi della Pennsylvania, e la serie è stata girata a Pittsburgh. A sviluppare l’adattamento è stato John Hlavin, già showrunner di Shooter, partendo dall’idea del britannico Rowan Joffé, autore di Tin Star; la produzione è di A+E Studios con Range Studios.

Cosa non funziona nei primi due episodi di Nocturne

Il problema principale è il ritmo. In due ore la serie gira spesso a vuoto: Saga parla di Jonah con mezzo mondo e Jonah fa lo stesso con lei, e la visita a Benny Zalesky ripete quello che avevamo già visto con Karl senza aggiungere un indizio concreto. La pista di Sally Gifford arriva solo nel finale del secondo episodio, e fino a lì l’indagine procede più per conversazioni che per scoperte.

Poi c’è la verosimiglianza. Un detective in pensione che conduce di fatto un’indagine federale, un infermiere che aggira i protocolli di un reparto di massima sicurezza senza che nessuno se ne accorga, un trasmettitore nascosto in un crocifisso che dovrebbe superare l’ingresso “per motivi religiosi”: sono forzature che chiedono parecchia indulgenza. E il modello è dichiarato fin dalla prima scena. Il killer geniale che collabora dalla cella e la giovane agente mandata a misurarsi con lui rimandano dritti a Hannibal Lecter e Clarice Starling de Il silenzio degli innocenti, mentre i simboli incisi sugli alberi hanno l’aria di arrivare dalla prima stagione di True Detective. Nocturne non nasconde le sue fonti, ma per ora non le reinventa.

Nocturne, il giudizio sui primi due episodi

Il debutto di Nocturne è un thriller costruito su materiali noti, che si regge su due cose: un mistero ben impostato, con la scomparsa di Felicia, quella di Rebecca e il simbolo che collega il bosco alla cella di Saga, e un antagonista che vale da solo il prezzo del biglietto. Ogni volta che Graham è in scena la serie si alza di livello; quando esce, la tensione cala e i dialoghi si allungano. Con Saga ormai chiusa a pochi metri da Jurek e senza modo di comunicare con l’esterno, il motore è finalmente acceso. Il terzo episodio, Eyes on the Inside, la costringerà a cavarsela da sola.

Tutte le nostre recensioni della serie, episodio dopo episodio, sono raccolte nella pagina dedicata a Nocturne.

I primi due episodi di Nocturne sono disponibili su Apple TV dal 30 ottobre; il terzo arriva venerdì 6 novembre.

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