Poche parole hanno acceso i fan di Star Wars quanto quelle appena pronunciate dallo sceneggiatore di Starfighter, il prossimo film della galassia lontana lontana. L’obiettivo dichiarato era raccontare una storia libera dalla mitologia di Star Wars, spingendosi in avanti nella linea temporale e costruendo qualcosa con il minor numero possibile di barriere d’ingresso per nuovi fan e spettatori.
A firmare la sceneggiatura è Jonathan Tropper, autore che ha già collaborato più volte con il regista Shawn Levy. Il progetto è arrivato proprio grazie a Levy, per il quale Tropper aveva già scritto tre film, tra cui The Adam Project. Sul fronte televisivo, Tropper è inoltre il creatore della serie Apple TV+ Your Friends & Neighbors.
Il punto che sta facendo discutere riguarda il rapporto tra Starfighter e la cosiddetta saga degli Skywalker, i nove capitoli episodici che hanno costruito il cuore mitologico del franchise. “Questo non è un film della saga degli Skywalker, non ci occupiamo della storia della Ribellione, del Primo Ordine, della Resistenza o dell’Impero, siamo oltre tutto questo”, ha detto Tropper, definendolo “un film più semplice”.
Per chi ha desiderato a lungo un capitolo capace di camminare sulle proprie gambe, è una dichiarazione d’intenti che suona bene. L’idea di un film ambientato nella galassia ma senza il peso di decenni di continuità intrecciata apre uno spazio creativo diverso, in cui un autore può muoversi con maggiore libertà. Non è la prima volta che questa direzione emerge: Levy aveva già descritto il film come un’avventura autoconclusiva, e ora lo sceneggiatore ribadisce quanto volutamente semplice volessero renderlo.

La collocazione temporale aiuta a capire il tono. Il progetto è stato presentato alla Star Wars Celebration di Tokyo ed è descritto come un’avventura originale ambientata circa cinque anni dopo Star Wars: L’ascesa di Skywalker, il che lo rende la storia più avanzata nella cronologia del franchise. A rendere ancora più libero il terreno di gioco c’è lo stato in cui versa la galassia: il Primo Ordine è scomparso, l’imperatore Palpatine è stato sconfitto e, a quanto pare, nessuno ha preso in mano le redini. A differenza di quanto accadeva dopo la trilogia originale, non c’è nessuna Nuova Repubblica pronta a ristabilire l’ordine. Stavolta la galassia è rimasta senza nessuno al comando.
Al centro della vicenda c’è il protagonista affidato a Ryan Gosling. Gosling interpreta il rude e cinico Kade Auberon, che, messo di fronte al suo misterioso passato, viene trascinato in una pericolosa avventura attraverso la galassia. Ad accompagnarlo c’è un bambino interpretato da Flynn Gray. La nave che dà il titolo al film è una G17 Imperial Reaper, la più veloce mai costruita, e si trova nel garage di Kade.
Il resto del cast è di primo piano. Oltre a Ryan Gosling e Flynn Gray, figurano Matt Smith, Mia Goth, Aaron Pierre, Simon Bird, Jamael Westman, Daniel Ings e Amy Adams. Le attribuzioni precise dei ruoli restano in gran parte riservate, con la produzione che ha tenuto blindati i dettagli della trama.
Dietro la macchina da presa e nella produzione ci sono nomi che pesano. Diretto da Shawn Levy, il film è prodotto dallo stesso Levy e da Kathleen Kennedy. Tra i produttori esecutivi ci sono Ryan Gosling, Dan Levine, Mary McLaglen e Josh McLaglen. La sceneggiatura è di Jonathan Tropper.

Non manca chi guarda a queste parole con qualche sospetto. La frase di Tropper sta generando parecchia discussione sui social, e in particolare molti si sono soffermati sulla definizione di “film più semplice”. C’è però una lettura più equilibrata: Starfighter è ambientato cinque anni dopo L’ascesa di Skywalker e ruota attorno a un nuovo gruppo di personaggi sconosciuti al pubblico, quindi è ragionevole immaginare che i legami narrativi con gli altri film siano minimi, ed è uno dei modi in cui potrebbe risultare un film “più semplice”.
Sul piano produttivo, il film è ormai in fase avanzata. Star Wars: Starfighter è attualmente in post-produzione, dopo la fine delle riprese alla fine del 2025, ed è ampiamente in anticipo sulla tabella di marcia per la data di uscita. Il primo materiale è già stato mostrato al pubblico degli eventi: non è ancora uscito un trailer ufficiale, ma alcune sequenze sono state proiettate a eventi come il CineEurope, il San Diego Comic-Con e il D23 Expo.
C’è infine un dettaglio che dà al progetto un valore quasi celebrativo. “Il nostro film esce nel maggio 2027. Sono onorato di far uscire il nostro film esattamente nello stesso fine settimana in cui uscì il primo Star Wars cinquant’anni prima”, ha dichiarato Levy. L’uscita nelle sale è fissata al 28 maggio 2027. Per il pubblico italiano non risulta al momento una data di distribuzione ufficiale distinta, quindi il riferimento resta quello statunitense.
Il rischio, con un franchise così amato, è sempre quello di promettere una novità che poi non arriva. Ma l’idea di un film di Star Wars pensato per accogliere chi non conosce a memoria genealogie e trattati galattici ha un fascino difficile da ignorare. Se Starfighter manterrà la parola, potrebbe restituire alla saga cinematografica quella sensazione di scoperta che in molti sentono di aver perso.












